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21/05/2008 Soldi nostri, tasche loro (http://www.beppegrillo.it)

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21/05/2008 Anche i bufali nel loro piccolo si incazzano (http://www.beppegrillo.it)

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"I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi che dovrebbero aver paura dei propri popoli." Thomas Jefferson

20/05/2008 Soldi nostri, tasche loro (http://www.beppegrillo.it)

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Per i politici le nostre tasse sono quisquilie, pinzillacchere, mance, disponibilità di spesa a loro totale discrezione. Una frase qui, un piccolo emendamento lì, un’aggiunta e, come per miracolo, si materializzano milioni di euro per i partiti.
Somme sottratte alla sanità, alle famiglie, alla sicurezza, alla scuola. Soldi che spariscono nel nulla.
Bersani prima PCI, poi PDS, quindi DS, poi PD e ora ombra-PDL è un maestro nell’utilizzo occulto dei soldi degli italiani.
Nella legge Bersani del 2006 c’è un codicillo sui giornali di partito. Se prima il partito, per avere i finanziamenti per un giornale, doveva essere presente in Parlamento, dopo, grazie al codicillo, non era più necessario.
Il requisito di rappresentanza parlamentare non è richiesto per le imprese editrici che risultano essere giornali od organismi di partito o movimenti politici che alla data del 31 dicembre 2005 abbiano già maturato il diritto ai contributi”.
Esiste un partito con due giornali, si chiama PD. Bersani aveva messo i contributi al sicuro prima della fusione.L’Unità riceve 6,5 milioni di euro di contributi, Europa 3,6 milioni. In tutto fanno 10,1 milioni di formaggio con i buchi per Topo Gigio. Soldi nostri, tasche loro.
Il codicillo è bipartisan. Riguarda anche i partiti scomparsi dal Parlamento, giornali come il Campanile di Mastella e Rinascita della sinistra e, a causa dell’accorpamento tra Forza Italia e AN, il Secolo d’Italia.
Soru sta comprando l’Unità. Riceverà contributi di 6,5 milioni di euro all’anno? Le nostre tasse faranno parte del suo bilancio?



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20/05/2008 Una lettera di Umberto Veronesi (http://www.beppegrillo.it)

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Umberto Veronesi mi ha scritto una lettera di cui lo ringrazio e che allego.
Veronesi si dice “amareggiato per gli attacchi continui che rivolgi a me e alla mia attività”, ma le mie critiche non si sono riferite alla sua attività di oncologo e all'Istituto Europeo di Oncologia. E sono convinto della bontà di alcune delle sue iniziative, citate nella lettera, come quelle sull’amianto, sul benzene e sul fumo.
Su questo non ho nulla da obiettare e, proprio per la storia di Umberto Veronesi e la competenza sulle cause dei tumori, sono stupito per la sua posizione sugli inceneritori.
Veronesi ha dichiarato che non hanno alcun effetto sulla salute. Li chiama termovalorizzatori.Veronesi afferma che “esistono molte ricerche che ne provano la non pericolosità” e che “la mia posizione risale ai tempi in cui ero ministro della Sanità… nelle discussioni con gli esperti circa il problema dei rifiuti essi mi informarono che i termovalorizzatori di ultima generazione sono una necessità per il Paese e i rischi per il Paese sono trascurabili”.
Veronesi mi invita a “sospendere gli insulti e a ripristinare un clima di dibattito civile”.
Accolgo con entusiasmo la sua proposta.
Lo invito a una pubblica discussione trasmessa in Rete in diretta streaming. Decida lui il luogo, io mi occuperò delle riprese e della registrazione dell'evento.
Convochi gli esperti “che lo hanno informato” (chi sono?), porti le sue “molte ricerche”. Io verrò con i miei consulenti e citerò le mie fonti.
I cittadini potranno così formarsi una loro opinione e decidere con la loro testa se gli inceneritori sono una fabbrica di morte o produttori di aerosol.
Aspetto, con fiducia, una risposta positiva da Umberto Veronesi.

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