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  • 16/08/2008 Famiglia Cristiana: campagna di velenose intimidazioni. Famiglia cristiana: Ci auguriamo che in Italia non stia rinascendo sotto altre forme il fascismo. Il Vaticano prende le distanze.(http://www.canisciolti.info)

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    16/08/2008 Famiglia Cristiana: Contro di noi una campagna di velenose intimidazioni innescata da alcuni esponenti politici

    Il Comitato di redazione della Periodici San Paolo, nell'esprimere piena solidarieta' alla direzione di ''Famiglia Cristiana'' denuncia oggi in una nota la ''violenta quanto surreale campagna di velenose intimidazioni innescata da alcuni esponenti politici'' verso il settimanale di ispirazione cattolica. Una campagna portata avanti, si legge nel comunicato del cdr, anche ''dalla strumentalizzazione di alcuni organi di informazione che ha sollevato un inutile polverone''.

    ''Come ha sottolineato anche lo stesso direttore della Sala Stampa Vaticana, le cui parole sono state volutamente distorte da alcuni media, Famiglia Cristiana e' una testata importante della realta' cattolica, senza per questo esprimere - aggiunge la nota - la linea ufficiale della Santa Sede e della Cei. I suoi giornalisti sono al servizio solo della verita' e della liberta' di informazione, in piena autonomia, avendo come stella polare il magistero e la dottrina sociale della Chiesa''.

    ''Per questo - prosegue il comunicato - il Cdr respinge sia le calunniose affermazioni espresse da politici evidentemente vittima della calura ferragostana sia le dichiarazioni di chi pretestuosamente ha iscritto d'ufficio Famiglia Cristiana nella propria area ideologica. Nel contempo ringrazia tutti coloro che hanno espresso solidarieta' alla testata riconoscendo il suo ruolo di organo di informazione indipendente. I redattori del settimanale sono e rimangono - conclude la nota - professionisti che continueranno a informare i loro lettori, riservandosi la liberta' di espressione e di critica nei confronti del gover

    13/08/2008 Il Vaticano prende le distanze dagli editoriali di 'Famiglia Cristiana' contro il governo

    La polemica sugli editoriali di 'Famiglia Cristiana' contro il governo, che si trascina oramai da giorni, si sposta oggi Oltretevere. All'indomani di un nuovo affondo del settimanale paolino che ha paventato il rischio nel Paese di un ritorno al fascismo "sotto altre forme", il direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, prende le distanze e chiarisce subito che "Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica, ma non ha titolo per esprimere la linea nè della Santa Sede nè della Conferenza episcopale italiana. Le sue posizioni sono responsabilità esclusiva della sua direzione".

    A stretto giro di posta arriva la replica di don Sciortino, che certamente non può godere di vacanze tranquille. "Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l''Osservatore Romano', nè la Cei, che ha l''Avvenire'. Detto questo non leggo la dichiarazione di padre Federico Lombardi come una sconfessione, nè come una presa di distanza", precisa il direttore. "Come 'Famiglia Cristiana' ci muoviamo in perfetta sintonia con il magistero della Chiesa e della dottrina sociale. Manifestiamo il nostro libero e autonomo giudizio sui fatti di attualità e di cronaca - prosegue don Sciortino - ma siamo sempre stati perfettamente allineati con il magistero della chiesa. Chi vuole portare questa dichiarazione della Santa Sede come una sconfessione di Famiglia Cristiana in toto credo faccia una operazione scorretta".

    Da parte sua, il quotidiano della Cei, 'Avvenire', dedica solamente un box a pagina 8 all'editoriale di ieri di 'Famiglia Cristiana', lasciando la questione sottotono.

    Quello di ieri (sulla paura di un ritorno al fascismo in Italia) è solo l'ultimo di una lunga serie che ha visto contrapporre il settimanale cattolico con il Governo. Due giorni fa 'Famiglia Cristiana' criticò le misure di sicurezza in città parlando di "inutile gioco dei soldatini in città" e di "presidente spazzino". Qualche settimana fa il settimanale bollò "l'indecente proposta di Maroni" do voler prendere le impronte ai bambini rom. Il 7 luglio, il settimanale diretto da don Antonio Sciortino invitò a "un nuovo patto per l'Italia" con l'appello "all'unità nazionale". Il 14 luglio 'Famiglia Cristiana' condannò il "sentimento diffuso, a destra e a sinistra, che vuole mettere a tacere la Chiesa". A cento giorni dall'elezione, infine, il settimanale cattolico descrisse la politica del Governo Berlusconi come "politica miope e lontana da problemi gente".

    13/08/2008 Famiglia cristiana: Ci auguriamo che in Italia non stia rinascendo sotto altre forme il fascismo

    'Famiglia cristiana' si augura che in Italia non "stia rinascendo sotto altre forme il fascismo". In un editoriale a firma di Beppe Del Colle, sul numero in edicola mercoledì prossimo, il settimanale dei Paolini torna sul tema delle politiche di sicurezza e, più specificamente, sulle impronte da prendere ai bambini rom.

    "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità", scrive Del Colle in un passaggio dell'editoriale.

    "Se ne sono accorti in tutta Europa, dove resta vivo l'orrore della discriminazione sociale delle minoranze: quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo. Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato. Esprit ha scritto: 'Gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari'. Sarà 'incredibile', ma è vero. Speriamo - aggiunge l'editorialista di 'Famiglia cristiana' - che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo. 'Esprit' non è cattocomunista".

    13/08/2008 Famiglia Cristiana: Giovanardi non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale

    Non ci sta alle accuse di ''cattocomunismo'' lanciate in questi giorni da esponenti del Pdl: nell'editoriale del prossimo numero, in uscita il 20 agosto, Famiglia Cristiana risponde vivacemente alle critiche che gli sono arrivate da parte di esponenti del Pdl; e non manca di lanciare nuove stoccate al governo, fino ad augurarsi ''che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo''. A prendere la penna per difendere il settimanale cattolico e' l'editorialista politico Beppe Del Colle, che ribadisce il giudizio negativo sulla ''sciocca e inutile trovata di rilevare le impronte digitali ai bambini rom, aggiungendo violenza alla loro esistenza gia' piena di violenze anche da parte dei genitori''.

    Parole che hanno fatto scattare ''l'ira incontenibile di un politico, l'on. Giovanardi'', che ha definita Famiglia Cristiana ''un organo cattocomunista''. ''No, onorevole - scrive Del Colle -. Non siamo cattocomunisti. Tantomeno ''criptocomunisti'', come dichiarato dal loquacissimo Gasparri e da altri politici (Rotondi, Bertolini, Quagliariello), senza argomenti. Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom perche' da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la societa' civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalita'''. Giovanardi, aggiunge, ''non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale''.

    ''Siamo stati - prosegue -, siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente 'irrinunciabili': divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia; abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd''. Rivendicando la propria lunga tradizione di ''gente coraggiosa'', che ''sfidando polizie occhiutissime, a cercare le testimonianze del lungo martirio dei cristiani sotto il comunismo'', Famiglia Cristiana ricorda le condanne al governo italiano di Parlamento di Strasburgo e Consiglio europeo. ''Esprit - prosegue l'editoriale - ha scritto: 'Gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari'. Sara' 'incredibile', ma e' vero. Speriamo che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo. Esprit non e' cattocomunista''.

    20/08/2008 Famiglia censoria (Marco Travaglio - da L’Unità del 20.8.2008, http://www.canisciolti.info)

    I giornali seri non sposano nessun partito, o movimento, o governo, o leader. Hanno una propria linea editoriale, in base alla quale leggono e giudicano l’attualità, plaudendo a chi è più vicino e criticando chi è più lontano. Famiglia Cristiana è un giornale cattolico serio, diretto da un sacerdote serio come don Antonio Sciortino che ne rappresenta la linea editoriale insieme agli editorialisti, a cominciare da Beppe Del Colle, giornalista di lungo corso e di specchiata onestà, morale e intellettuale. Sulle questioni di fede è allineata al magistero della Chiesa. Sulle scelte politiche risponde al cervello e alla coscienza dei suoi editori (la Compagnia di San Paolo) e giornalisti.

    Ha criticato il governo Prodi sui Dico, ora critica il governo Berlusconi per le tendenze fascistoidi e xenofobe, oltrechè per le violazioni della legalità e della Costituzione (che persino in Pakistan portano alle dimissioni forzate del presidente). Insomma è un’ottima cartina al tornasole per misurare il rapporto fra i nostri politici e la libertà di stampa. Che, per lorsignori, corrisponde alla libertà di applauso. La critica non è ammessa, né a destra né a sinistra.

    Il 9 giugno scorso F.C. critica il Pd per le ambiguità sulle questioni etiche. Franco Grillini la tratta come serva del Vaticano: “F.C. si allinea alle posizioni più reazionarie della gerarchia vaticana sposando la politica della diffamazione e dell'insulto verso gli omosessuali”. Zanda: “Espressioni cattive, violente e ingiuste. Non le usa nemmeno il più duro degli avversari politici. Sono mortificato e addolorato”. Soro: “Editoriale inaccettabile, settimanale fazioso, non fa un buon servizio ai cattolici”. Marini: “La posizione di F.C. è sbagliata, ingenerosa e inaccettabile. Noi cattolici democratici non siamo sotto tutela”. Fioroni: “Non vorrei che F.C., rimpiangendo vecchi schemi, chiedesse il restauro di una corporazione cattolica bonsai”. Vita: “Che senso ha un attacco così aspro? Anche F.C. partecipa alla contesa politica?”. Vita non spiega che c’è di male se un giornale partecipa alla contesa politica.

    Poi, due mesi dopo, difende F.C. quando la stessa accusa - “fare politica” - la lanciano i berluscones a proposito dell’allarme sul “nuovo fascismo” e il Vaticano la scomunica: “La libertà d'informazione non può essere messa in discussione. Neanche dalla Chiesa. E' alquanto discutibile che vi sia stato un intervento che, al di là delle intenzioni, non può che apparire come censorio. Tra l'altro le opinioni liberamente espresse da F.C. riflettono evidentemente un sentimento diffuso in ampi strati del Paese, sia tra i credenti che i non credenti. E' curioso che spesso F.C. venga presa come esempio editoriale, ma quando fa riflessioni un po’ scomode va ridotta al silenzio”. Ecco, appunto.

    La stessa smemoratezza mostrano i berluscones, a parti invertite. Quando F.C. criticava Prodi, Il Giornale della ditta titolava compiaciuto: “Anche F.C. contro il governo”. Ora, forse per dimostrare che il fascismo sta tornando davvero, sbatte in prima pagina il seguente titolo: “Famiglia cristiana sfruttava i figli dei poveri”.

    James Bondi, ancora cinque mesi fa, scioglieva peana: “F.C. ha il merito di prendere atto che in Italia esistono i centristi, ma non esiste un centro cattolico. Il che equivale da un lato a riconfermare la fine di ogni residuale idea di partito unitario cattolico, e dall'altro lato ad apprezzare l'evoluzione bipolare indelebile per la discesa in campo di Berlusconi e le scelte del Pd” (12 marzo 2008). Ora invece sostiene che F.C. è “catto-comunista”, ha “un’antipatia viscerale per Berlusconi”, “ha perso il rapporto con il popolo, credenti e parrocchie”, “prende lucciole per lanterne”, insomma “danneggia la Chiesa”.

    Poi c’è Maurizio Lupi, l’onorevole ciellino che la sera di Pasqua scortava Magdi Allam per la conversione a favore di telecamera. Il 19 maggio F.C. chiede di rivedere la legge 194. Lupi si spella le mani: “Condivido pienamente l'appello lanciato da Famiglia Cristiana”. Poi F.C. critica il governo Berlusconi e riecco Lupi, riveduto e corretto: “F.C. ha un continuo pregiudizio contro il nostro esecutivo… Un attacco come questo me lo sarei aspettato da Liberazione o dal Manifesto, non da un giornale cattolico… Spiace che un simile orientamento sia espresso da un settimanale cattolico che sembra sempre più allineato sulle posizioni dell’Unità o del Manifesto invece di trasmettere messaggi per la costruzione del bene comune… Il settimanale è ondivago: un giorno attacca il Pd, l’altro il Pdl, insomma dà un colpo al cerchio e uno alla botte”.

    L’idea che sia semplicemente un giornale libero non lo sfiora neppure. E’ la Casa delle Libertà.

    Marco Travaglio - da L’Unità del 20.8.2008

    http://www.canisciolti.info

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