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  • 11/05/2009 Divorzio Berlusconi-Lario: Il 67% degli italiani si schiera con Veronica (http://www.canisciolti.info)

    Ricerca personalizzata

    Il 67% degli italiani si schiera con Veronica Lario ma gli elettori del Pdl e della Lega Nord pensano che Silvio Berlusconi abbia ragione. A dieci giorni dalla 'contesa' Berlusconi-Lario, e' un sondaggio della Swg, effettuato su un campione di 1000 cittadini, a indagare sugli umori degli italiani in merito alla richiesta di divorzio annunciata dalla consorte del presidente del Consiglio. Il 67% degli interpellati ritiene che sia Veronica Lario ad avere ragione, mentre il 37% si attesta sul fronte contrario. Scomposto per appartenenza politica, il sondaggio rileva che il 76% dei votanti del Pdl e' a fianco del premier e addirittura l'81% dei leghisti ritiene che Berlusconi sia nel giusto.

    03/05/2009 Veronica Lario verso il divorzio da Berlusconi: Non posso stare con un uomo che frequenta minorenni (http://www.canisciolti.info)

    Separazione vicina dopo quasi 30 anni, i due si conobbero nel 1980 e si sposarono dieci anni dopo. "Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno vicino a fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E' stato tutto inutile"

    Veronica Lario avrebbe avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi, portando a termine un percorso cominciato molto tempo fa come ammise lei stessa alla fine dell'estate 2008, quando confessò che all'eventualità di una separazione stava meditando da dieci anni.

    Secondo i quotidiani Repubblica e Stampa, la moglie del presidente del consiglio avrebbe deciso di divorziare dopo la visita di Berlusconi alla diciottenne napoletana Noemi e l'«affollamento» di veline e soubrette nelle liste elettorali delle elezioni europee: «Basta. Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni». «Ho cercato di aiutare mio marito come si farebbe come una persona che non sta bene» avrebbe detto la Lario.

    «Mi domando in che paese viviamo – avrebbe raccontato Veronica l'altro giorno a un'amica -, come sia possibile accettare un metodo politico come quello che si è cercato di utilizzare per la composizione delle liste elettorali del centrodestra e come bastino due mie dichiarazioni a generare un immediato dietrofront».

    03/05/2009 Veronica si "dimette" da signora Berlusconi (http://www.canisciolti.info)

    Veronica Lario «chiude il sipario» sulla sua vita coniugale. Dopo quasi trent’anni, le strade del presidente del Consiglio e di sua moglie si dividono, anche giuridicamente. Dopo le anticipazioni di alcuni quotidiani, la moglie del premier ha confermato domenica mattina all'Ansa di avere avviato le pratiche per la separazione e il divorzio da Silvio Berlusconi.

    «È una vicenda personale che mi addolora, che rientra nella dimensione privata, e di cui mi pare doveroso non parlare»: così il Cavaliere, arrivato in elicottero ad Arcore attorno alle 13, ha rotto il silenzio sulla vicenda che lo riguarda personalmente. A villa San Martino il premier ha ricevuto molte visite. Nel primo pomeriggio Berlusconi, ha accompagnato uno dei suoi ospiti al cancello della villa e mentre l'auto della persona che era andato a trovarlo si allontanava, il Cavaliere ha rivolto dei gesti di saluto ad alcuni giornalisti e ad un fotografo che stavano osservando la scena. In mattinata, lasciando Palazzo Grazioli, sua residenza romana, il premier non aveva voluto rilasciare dichiarazioni ai cronisti e si era diretto attorno alle 11 all'aeroporto per poi raggiungere Milano, accompagnato dal fratello Paolo.

    01/05/2009 Se Veronica diventa preda (http://www.canisciolti.info)

    Gentile Silvio B., le dirò alcune cose sincere, da uomo a uomo. Noi uomini non siamo abituati a dirle, e tanto meno ad ascoltarle. Vale per quasi tutti noi, non solo per i bugiardi più spericolati come lei. Noi (con qualche rarissima eccezione: ci sono anche uomini davvero nobili d'animo, ma non ci riguarda) sappiamo bene di che porcherie si tratti, sia che le pratichiamo, come lei ostenta di fare, sia che ci rinunciamo, perché abbiamo imparato a vergognarcene, o semplicemente perché non abbiamo il fisico. Lo sa lei, lo so io.

    Mi hanno raccomandato di non perdermi i giornali a lei vicini: non li ho persi. Ho scorso gli editoriali, ho guardato le fotografie. Sa che cosa ho pensato? No, non che mi trovavo di fronte a qualche colonna infame, questo era ovvio, l'ha pensato chiunque. Ho guardato le fotografie - una giovane donna, un'attrice, che si scopre il seno - e mi sono chiesto come sia stato possibile che una giovane donna così bella dedicasse la propria vita a uno come lei. E' successo anche a me, mi interrogo anch'io: come sia possibile che giovani donne così belle e intelligenti dedichino la propria vita a uomini come noi. Naturalmente, un po' lo sappiamo come succede. Che carte abbiamo in mano, per barare.

    Siamo volgari abbastanza per riconoscere la reciproca volgarità. Semplicemente, ci teniamo a bada un po' di più di quanto faccia lei. Dicono tutti che gli italiani la invidiino. Sinceramente, nemmeno a questo credo. La guardo, dalla testa ai piedi, e non ci credo. Gli italiani hanno, come tanti maschi del mondo, un problema con la caduta dei capelli. Ma sanno bene che la sua non è la soluzione. Lei stesso lo sa, e non deve farsi troppe illusioni. Il cosiddetto populismo è traditore. Uno crede di aver sostituito ai cittadini un popolo, al popolo un pubblico, al pubblico una plebe: ed ecco, proprio mentre passa sotto l'arco di trionfo del suo impero di cartapesta e lancia gettoni d'oro, parte un solo fischio, e la plebe d'un tratto si rivolta e lo precipita nel fango.

    L'Italia è il paese di Maramaldo, e io non voglio maramaldeggiare su lei: benché sia ora di rovesciare le parti di quel vecchio scurrile episodio, e avvertire, dal suolo su cui si giace, al prepotente che gl'incombe sopra che è un uomo morto. Noi c'intendiamo: abbiamo gli stessi trucchi, dimissionari o no, pentiti o no. Siamo capaci di molto. Di esibire le nostre liste alle europee, e vantarcene: "Dove sono le famigerate veline?" dopo aver fatto fare le ore piccole ai nostri esasperati luogotenenti a depennare capigliature bionde. Di dire: "La signora" (non so se lei ci metterebbe la maiuscola: fino a questa introspezione non arrivo), sapendo che la signora di noi sa tutto, e anche delle liste elettorali prima della purga. Magari la signora la lascerà, finalmente, e lei le scioglierà addosso la muta dei suoi cani. Diventerà la loro preda prediletta. Ma nel Parlamento Europeo (le maiuscole ce le metto io: un tocco di solennità non fa male) ci si ricorderà di Veronica. Capaci perfino di chiamare "maleodoranti e malvestite" le deputate dell'altro schieramento: ci ho pensato, e le dirò che almeno a questo non credo che avrei saputo spingermi. In fondo lei è fortunato: le circostanze le permetteranno fino alla fine di restare soprattutto un poveruomo desideroso di essere vezzeggiato e invidiato e lusingato da ammiccamenti e colpi di gomito dei suoi sudditi, a Palazzo Chigi o sul prossimo colle, mentre padri di famiglia minacciano di darsi fuoco perché la loro bellissima bambina non è stata candidata, e vanno via contenti con la sua camicia di ricambio. In altre circostanze avrebbero potuto succederle cose terribili.

    Nel giro d'anni in cui lei e io nascevamo morirono chiusi in due distanti manicomii, perfettamente sani di mente, la signora Ida Dalser e suo figlio Benitino, che facevano ombra al capo del governo. Allora lo Stato era più efficiente di oggi, e misero mano a quella soluzione medici, infermieri, direttori di ospedali, questori, prefetti, commissari di polizia, segretari di fiducia. Altro che lo scherzo delle belle ragazze nelle liste elettorali. Dipende tutto dall'anagrafe.

    Per ora molti italiani (e anche parecchie italiane: le è riuscito il gioco di far passare la cosa come una rivalità fra giovani e belle e attempate e risentite) ricantano ancora il vecchio ritornello: "Tra moglie e marito...". Di tutti i vizi nostri, quello è il peggiore. E' la incrollabile Protezione civile dei panni sporchi da tenere sporchi in famiglia, delle botte e delle violenze a mogli e bambini, delle malefatte di padri spirituali al segreto del confessionale, fino a esploderci nelle mani quando il delitto d'onore appena cancellato dal nostro codice si ripresenta nelle figlia ammazzata in nome di qualche sharia. Non mettere il dito: no, a condizione che non si sentano pianti troppo forti uscire dalle pareti domestiche. O, anche quando la casa è così ricca e i muri così spessi, non sia la moglie a far sapere che cosa pensa. Che né il denaro né il soffio della Storia (Dio ci perdoni) le basta a tacere il suo disgusto.

    Invidiarla, gentile presidente? Mah. Ammetterò che, reietto come sono, una tentazione l'ho avuta. Non mi dispiacerebbe avere un ruolo importante nell'Italia pubblica di oggi, per le nuove opportunità che si offrono a chi sappia pensare in grande. E' da quando ero bambino che desidero fare cavallo uno dei miei senatori.

    http://www.canisciolti.info

  • Archivio La commedia all'italiana di Berlusconi e Veronica

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