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  • 12/10/2009 Observer: il silenzio dell'Europa democratica su Berlusconi (Giulia Alliani, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    "Dopo la guerra, il continente si trovò unito in opposizione alla prepotenza dei singoli leader. Purtroppo quei tempi sono finiti": questa l'amara riflessione che fa da titolo all'analisi di Nick Cohen sull'Observer di oggi.

    "Per Germania e Italia, che avevano sofferto sotto la dittatura fascista, e per Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo che avevano sofferto sotto l'occupazione fascista, non c'era nulla di positivo da ricordare degli anni di guerra" prosegue Cohen, che spiega: " Il Mercato Comune Europeo dei Sei promise la libertà da un passato orribile, e ha continuato a prometterlo. Grecia, Portogallo e Spagna confermarono la presa di distanza e la reazione alla dittatura al momento del loro ingresso. Dopo la caduta del Muro, l'Europa allargò i propri confini offrendo agli ex sudditi dell'impero comunista una vita migliore nel rifugio della democrazia... L'Europa sostituì il terrore dei totalitarismi con le convenzioni sui diritti umani e con i trattati di pace."

    "Certo, é facile ridursi all'esasperazione per la monotonia delle sue complicate risoluzioni e per le interminabili riunioni, ma decine di milioni di persone hanno accettato il rischio di barattare la sovranità nazionale con la libertà dalle dittature della nostra epoca. Questo scambio non é più possibile. Le dittature dei nostri giorni si presentano sotto molte forme, ma la forma dominante consiste in un capitalismo di stato o in un'oligarchia in cui il capo, o una cricca che comanda, controllano la cosa pubblica e le sinecure che ne derivano. Non si tratta di dittature in senso stretto. I capi tollerano le elezioni, se é possibile manipolarne i risultati, e permettono le critiche, se queste non raggiungono le masse..."

    "La settimana scorsa, al Parlamento Europeo, i rappresentanti socialisti hanno tentato di far diventare un caso europeo il tema della corruzione dello stato italiano, ma i conservatori "moderati" del Partito Popolare Europeo gli si sono rivoltati contro. Joseph Daul, alleato di Nicolas Sarkozy, era particolarmente irritato all'idea che i rappresentanti della sinistra osassero insinuare che l'Italia non fosse "un paese democratico dove si rispetta il principio di legalità". I seguaci di Angela Merkel si rifiutavano di accettare il fatto che l'Europa dovesse difendere i diritti fondamentali degli italiani. I cosiddetti "moderati" erano così rabbiosi per l'affronto al buon nome di Berlusconi che, non solo si sono opposti ad un intervento, ma hanno anche cercato di impedire che avesse luogo il dibattito..."

    "A Bruxelles, la maggioranza ha i suoi buchi neri: quando i suoi, apparentemente rispettabili, democratici scoprono che un loro amico conservatore sta costruendo uno stato degli amici degli amici nel cuore d'Europa, non protestano, ma impegnano invece tutte le loro energie più appassionate per rimproverare aspramente i suoi avversari... L'aspetto più eloquente dei caudilli dei nostri giorni é la disinvoltura con la quale mettono da parte pretese differenze ideologiche per riconoscersi tra di loro come membri di una massoneria internazionale di autocrati. Berlusconi denuncia i pubblici ministeri che definisce 'comunisti', eppure chiama l'ex KGB Vladimir Putin 'il suo grande amico'. Il preteso socialista Chavez fa amicizia con il reazionario islamico Ahmadinejad. Ciò che unisce i grandi boss del ventunesimo secolo ha più importanza di ciò che li tiene divisi."

    "L'Europa democratica, tuttavia, non vuole unirsi contro di loro ergendosi in difesa dei suoi valori più cari. Il suo silenzio su Berlusconi, frutto talora di codardia, altre volte di compromessi, mina la possibilità di opporsi a una politica corrotta in qualsiasi altra parte d'Europa e, in particolare, nelle deboli democrazie dell'Est postsovietico, e toglie, inoltre, significato alla condanna delle violazioni dei diritti democratici al di là dei suoi confini. Per la prima volta nella sua storia, la reputazione dell'Europa come forza del bene appare precaria. Manca poco che appaia falsa".

    http://www.osservatoriosullalegalita.org

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