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  • 25/09/2010 La verità sulla casa di Montecarlo

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    25/09/2010 Montecarlo: la verità di Fini (http://www.generazioneitalia.it)

    Purtroppo da qualche tempo lo spettacolo offerto dalla politica è semplicemente deprimente.

    Da settimane non si parla dei tanti problemi degli italiani, ma quasi unicamente della furibonda lotta interna al centrodestra.

    Da quando il 29 luglio sono stato di fatto espulso dal Popolo della libertà con accuse risibili, tra cui spicca quella di essere in combutta con le procure per far cadere il governo Berlusconi, è partita una ossessiva campagna politico giornalistica per costringermi alle dimissioni da Presidente della Camera, essendo a tutti noto che non è possibile alcuna forma di sfiducia parlamentare.

    Evidentemente a qualcuno dà fastidio che da destra si parli di cultura della legalità, di legge uguale per tutti, di garantismo che non può essere impunità, di riforma della giustizia per i cittadini e non per risolvere problemi personali.

    In 27 anni di Parlamento e 20 alla guida del mio partito non sono mai stato sfiorato da sospetti di illeciti e non ho mai ricevuto nemmeno un semplice avviso di garanzia.

    Credo di essere tra i pochi, se non l’unico, visto le tante bufere giudiziarie che hanno investito la politica in questi anni.

    E’ evidente che se fossi stato coinvolto in un bello scandalo mi sarebbe stato più difficile chiedere alla politica di darsi un codice etico e sarebbe stato più credibile chiedere le mie dimissioni.

    Così deve averla pensata qualcuno, ad esempio chi auspicava il metodo Boffo nei miei confronti, oppure chi mi consigliava dalle colonne del giornale della famiglia Berlusconi di rientrare nei ranghi se non volevo che spuntasse qualche dossier – testuale - anche su di me, “perchè oggi tocca al Premier, domani potrebbe toccare al Presidente della Camera”. Profezia o minaccia?

    Puntualmente, dopo un po’, è scoppiato l’affare Montecarlo.

    So di dovere agli italiani, e non solo a chi mi ha sempre dato fiducia, la massima chiarezza e trasparenza al riguardo.

    I fatti:

    An, nel tempo, ha ereditato una serie di immobili. Tra questi, nel 1999, la famosa casa di Montecarlo, che non è una reggia anche se sta in un Principato, 50-55 metri quadrati, valore stimato circa 230 mila euro. Essendo in condizioni quasi fatiscenti e del tutto inutilizzabile per l’attività del Partito, l’11 luglio 2008 è stata venduta alla Società Printemps, segnalatami da Giancarlo Tulliani. L’atto è stato firmato dal Segretario amministrativo, senatore Pontone da me delegato, un autentico galantuomo che per 20 anni ha gestito impeccabilmente il patrimonio del partito, e dai signori Izelaar e Walfenzao.

    Il prezzo della vendita, 300 mila euro, è stato oggetto di buona parte del tormentone estivo. Dai miei uffici fu considerato adeguato perchè superava del 30 per cento il valore stimato dalla società immobiliare monegasca che amministra l’intero condominio.

    Si poteva spuntare un prezzo più alto? E’ possibile. E’ stata una leggerezza? Forse. In ogni caso, poichè la Procura di Roma ha doverosamente aperto una indagine contro ignoti, a seguito di una denunzia di due avversari politici e poichè, a differenza di altri, non strillo contro la magistratura, attendo con fiducia l’esito delle indagini.

    Come ho già avuto modo di chiarire, solo dopo la vendita ho saputo che in quella casa viveva il Signor Giancarlo Tulliani.
    Il fatto mi ha provocato un’arrabbiatura colossale, anche se egli mi ha detto che pagava un regolare contratto d’affitto e che aveva sostenuto le spese di ristrutturazione.
    Non potevo certo costringerlo ad andarsene, ma certo gliel’ho chiesto e con toni tutt’altro che garbati. Spero lo faccia, se non fosse altro che per restituire un po’ di serenità alla mia famiglia.

    E’ stato scritto: ma perchè venderla ad una società off shore, cioè residente a Santa Lucia, un cosiddetto paradiso fiscale? Obiezione sensata, ma a Montecarlo le off shore sono la regola e non l’eccezione.

    E sia ben chiaro, personalmente non ho nè denaro, nè barche nè ville intestate a società off shore, a differenza di altri che hanno usato, e usano, queste società per meglio tutelare i loro patrimoni familiari o aziendali e per pagare meno tasse.

    Ho sbagliato? Con il senno di poi mi devo rimproverare una certa ingenuità. Ma, sia ben chiaro: non è stato commesso alcun tipo di reato, non è stato arrecato alcun danno a nessuno. E, sia ancor più chiaro, in questa vicenda non è coinvolta l’amministrazione della cosa pubblica o il denaro del contribuente. Non ci sono appalti o tangenti, non c’è corruzione nè concussione.

    Tutto qui? Per quel che ne so tutto qui.
    Certo anche io mi chiedo, e ne ho pieno diritto visto il putiferio che mi è stato scatenato addosso, chi è il vero proprietario della casa di Montecarlo?
    E’ Giancarlo Tulliani, come tanti pensano? Non lo so. Gliel’ho chiesto con insistenza: egli ha sempre negato con forza, pubblicamente e in privato. Restano i dubbi? Certamente, anche a me. E se dovesse emergere con certezza che Tulliani è il proprietario e che la mia buona fede è stata tradita, non esiterei a lasciare la Presidenza della Camera.
    Non per personali responsabilità – che non ci sono – bensì perchè la mia etica pubblica me lo imporrebbe.

    Di certo, in questa brutta storia di pagine oscure ce ne sono tante, troppe. Un affare privato è diventato un affare di Stato per la ossessiva campagna politico-mediatica di delegittimazione della mia persona: la campagna si è avvalsa di illazioni, insinuazioni, calunnie propalate da giornali di centrodestra e alimentate da personaggi torbidi e squalificati.
    Non penso ai nostri servizi di intelligence, la cui lealtà istituzionale è fuori discussione, al pari della stima che nutro nei confronti del Sottosegretario Letta e del Prefetto De Gennaro.

    Penso alla trama da film giallo di terz’ordine che ha visto spuntare su siti dominicani la lettera di un Ministro di Santa Lucia, diffusa da un giornalista ecuadoregno, rilanciata in Italia da un sito di gossip a seguito delle improbabili segnalazioni di attenti lettori.

    Penso a faccendieri professionisti, a spasso nel Centro America da settimane (a proposito, chi paga le spese?) per trovare la prova regina della mia presunta colpa. Penso alla lettera che riservatamente, salvo finire in mondovisione, il Ministro della Giustizia di Santa Lucia ha scritto al suo Premier perchè preoccupato del buon nome del paese per la presenza di società off shore coinvolte non in traffici d’armi, di droga, di valuta, ma di una pericolosissima compravendita di un piccolo appartamento a Montecarlo.

    Ma, detto con amarezza tutto questo, torniamo alle cose serie. La libertà di informazione è il caposaldo di una società aperta e democratica. Ma proprio per questo, giornali e televisioni non possono diventare strumenti di parte, usati non per dare notizie e fornire commenti, ma per colpire a qualunque costo l’avversario politico. Quando si scivola su questa china, le notizie non sono più il fine ma il mezzo, il manganello. E quando le notizie non ci sono, le si inventano a proprio uso e consumo. Così, con le insinuazioni, con le calunnie, con i dossier, con la politica ridotta ad una lotta senza esclusione di colpi per eliminare l’avversario si distrugge la democrazia. Si mette a repentaglio il futuro della libertà. Chi ha irresponsabilmente alimentato questo gioco al massacro si fermi, fermiamoci tutti prima che sia troppo tardi. Fermiamoci pensando al futuro del paese. Riprendiamo il confronto: duro, come è giusto che sia, ma civile e corretto.
    Gli italiani si attendano che la legislatura continui per affrontare i problemi e rendere migliore la loro vita. Mi auguro che tutti, a partire dal Presidente del Consiglio, siano dello stesso avviso. Se così non sara' gli italiani sapranno giudicare. E per quel che mi riguarda ho certamente la coscienza a posto.

    http://www.generazioneitalia.it

    25/09/2010 Topi d' appartamento a Montecarlo

    Sono almeno quattro le "verità" sulla casa di Montecarlo: una arriva da Saint Lucia, altre due sono annunciate da Gianfranco Fini e Valter Lavitola. E oggi anche un avvocato di Vicenza ha detto la sua

    Scandalo o pochade? In attesa di conoscere la versione di Gianfranco Fini, che fra ritardi continui è prevista per le 19.00, si infittisce ulteriormente il mistero della vicenda della casa di Montecarlo. La storia comincia alle 19 di giovedì, quando ilfattoquotidiano.it parla con la stamperia di stato di Santa Lucia che disconosce la paternità del documento su Giancarlo Tulliani. Alle 20 e 30, il Guardasigilli dell'isola caraibica Lorenzo Rudolph Francis afferma: "Quel documento è vero, faremo un comunicato ufficiale la prossima settimana (articolo di Marco Lillo). Alle 17.00 di venerdì il ministro di Santa Lucia convoca i giornalisti e in tre minuti di conferenza stampa ribadisce: "La lettera l'ho scritta io". La crisi diventa sempre più internazionale, mentre per la prima volta il membro di un governo di un Paese off-shore parla pubblicamente della sua clientela. Intanto Valter Lavitola, principale accusato della "patacca" dai finiani (articolo di Gianni Barbacetto), venerdì incontra Berlusconi a palazzo Grazioli: "Ogni tanto passo a salutarlo, che male c'è?". E annuncia: "La mia versione arriverà un minuto dopo quella di Fini". Questa mattina un nuovo colpo di scena: Renato Ellero, ex senatore leghista e avvocato, annuncia: “La società off shore intestataria dell'appartamento è di un mio cliente che non ha nulla a che vedere con Tulliani”. Intanto Berlusconi torna ad attaccare l'ex alleato: "Solo veleni, teatrino indegno"

    http://www.ilfattoquotidiano.it
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

    25/09/2010 Santa Lucia, le troppe verità sulla casa di An

    (http://www.ilfattoquotidiano.it) Molte verità per una sola casa. Da giorni, da quando per la prima volta la corrispondenza tra il ministro della Giustizia di Saint Lucia e il suo primo ministro è stata pubblicata su il Giornale, in molti hanno offerto la propria spiegazione dei fatti. E ad oggi ne mancano ancora due. La prima, attesissima, è quella contenuta nel videomessaggio del presidente della Camera Gianfranco Fini. Atteso per stamane, il video viene rimandato di ora in ora, mentre i siti che dovrebbero ospitarlo – quelli di Generazione Italia, di Fare futuro e Libertiamo – sono offline per l’eccesso di contatti. “Un minuto” dopo quella di Fini, arriverà anche la verità di Valter Lavitola. Chiamato in causa giovedì sera da Italo Bocchino ad Annozero come autore della presunta “patacca”, l’editore dell’Avanti ha detto di voler raccontare la sua versione immediatamente dopo il presidente della Camera.

    Ma la storia ha vissuto fino ad ora colpi di scena a ripetizione.

    La versione di Francis

    E’ giovedì pomeriggio quando ilfattoquotidiano.it parla con la stamperia di stato di Santa Lucia. Quella carta intestata, rispondono, non è la nostra. Ma due ore dopo il Guardasigilli dell’isola caraibica Lorenzo Rudolph Francis afferma: “Quel documento è vero, faremo un comunicato ufficiale la prossima settimana. Non passano 24 ore, e alle 17.00 di venerdì il ministro di Santa Lucia convoca i giornalisti e in tre minuti di conferenza stampa ribadisce: “La lettera l’ho scritta io”. La crisi diventa sempre più internazionale, mentre per la prima volta il membro di un governo di un Paese off-shore parla pubblicamente della sua clientela.

    I finiani: il responsabile è Lavitola

    Dagli editoriali di Flavia Perina alle dichiarazioni degli esponenti più vicini al presidente della Camera, il documento pubblicato da il Giornale viene sempre definito una “patacca”. Nei confronti di Fini si parla sempre e solo di dossieraggio e si manifesta lo spettro dei servizi segreti. E’ la sera di giovedì, quando Italo Bocchino, ad Annozero, fa i primi nomi. Dietro l’operazione, dice c’è Valter Lavitola, l’editore de L’Avanti che ha di recente accompagnato Silvio Berlusconi in Sudamerica. Lavitola non è nuovo a strani accostamenti e il suo nome ricorre già nell’inchiesta Why Not.

    Renato Ellero

    E’ di questa mattina, invece, l’ultimo – fino ad ora – colpo di scena. Renato Ellero, ex senatore leghista e avvocato, annuncia: “La società off shore intestataria dell’appartamento è di un mio cliente che non ha nulla a che vedere con Tulliani”.

    Berlusconi

    Il presidente del Consiglio è tornato a parlare di Fini questa mattina, attaccando l’ex alleato: secondo Berlusconi, le ipotesi di dossieraggio e il coinvolgimento di Lavitola sono solo “veleni,  esempi di un teatrino indegno” che fa male al paese. E le parole di Berlusconi sicuramente non saranno le uniche della giornata.

    http://www.ilfattoquotidiano.it
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