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  •  18/01/2011 Un premier da bagaglino (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Berlusconi incontra gli onorevoli avvocati e assicura: "Il Parlamento toglierà l'inchiesta ai pm. Erano cene normali" (video) Ma una ragazza capitata per caso ad Arcore nelle intercettazione racconta: "Ha ragione sua moglie: è malato. Lì girano zoccole e un sacco di soldi, ho visto un buttasù collettivo"



    Si fa sempre più in salita la strada di Silvio Berlusconi. Il presidente Napolitano con una nota ufficiale sembra chiedere le sue dimissioni parlando “di scelte politiche che possono essere compiute dal presidente del Consiglio" (leggi l'articolo). Avvenire, il quotidiano della Cei, attacca: "Chi ricopre incarichi pubblici deve essere sobrio e rispettare se stesso". Critiche anche dall'Osservatore romano che ha pubblicato integralmente la nota del Quirinale. Di fronte al contenuto delle carte inviate dalla procura di Milano alla Camera, in molti, insomma, prendono le distanze dal premier. Mentre la Lega punta almeno a salvare il federalismo lui minimizza e dice: "Dimettermi, siete matti?". Poi incontra i deputati Pdl e comunica: "I giudici di Milano non hanno competenza, è solo un processo mediatico" (video, B. dopo l'incontro).  Ma, per quanto il premier possa difendersi, nelle 389 pagine ci sono storie di orge, bunga bunga, ricatti, soldi e raggiri. Fede fa da cerimoniere e Nicole Minetti viene descritta come una protagonista dei sexy show. E' lei a istruire le giovani sui numeri lesbo da fare davanti al premier. Intercettata al telefono con un'amica racconta i festini: "Ne vedi di ogni, la disperacion più totale. C'è la zoccola, la sudamericana che non parla italiano. Ognuna di loro ha avuto il suo momento". Non è tutto. Perché oltre a Ruby che chiede al premier 5 milioni, ci sono anche Emilio Fede e Lele Mora che si accordano alle spalle del premier per spartirsi un prestito da 1,2 milioni (leggi l'articolo). Dall'indagine emerge quindi la figura di un primo ministro ricattabile. Una figura presa in giro dalle sue stesse ospiti che lo sfruttano il più possibile. Chi poi come TM, amica del cuore di Nicole Minetti, finisce ad una delle feste per caso, alle amiche dice: "Era un buttasu collettivo". Che tradotto dal gergo emiliano-romagnolo equivale più o meno ad un bordello

    Nicole Minetti: “Un po’ di decenza” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    L’ex igienista dentale del premier, Nicole Minetti, indagata per favoreggiamento della prostituzione minorile, si è presentata puntualissima in consiglio regionale della Lombardia. “Non mi dimetto”, risponde ai giornalisti che le chiedono di commentare lo scandalo che la vede protagonista e organizzatrice notti di Arcore. “Ve ne approfittate”. Di fronte all’insistenza dei giornalisti si dice scandalizzata e chiede “un po’ di decenza”.

    Caso Ruby, ad Arcore tra orge e bunga bunga (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Alcune ragazze, parlando tra loro, commentavano: "A villa San Martino si entrava senza controlli". Dopodiché le serate si consumavano nella sala-discoteca del premier tra divanetti, palli per la lapdance e travestimenti sexy

    Cene, feste e orge. Con ragazze di ogni tipo: italiane, cubane, venezuelane, domenicane. Belle, bellissime. Disposte a tutto. A travestirsi da infermiere sexy. Insomma “qualcosa di mai visto”. Di “indecente”. Tanto che per partecipare a quegli incontri bisogna “essere pronti a tutto”. C’è questo e altro nelle 389 pagine dell’inchiesta su Ruby Rubacuori da questa mattina sul tavolo della Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera. C’è tutto Berlusconi. C’è soprattutto la sua televisione “sporcacciona” di Drive in. E quella di Non è la Rai. Anche lì ragazze minorenni in bella mostra.

    Già allora si capiva . E Silvio ne parlava con l’amico Dell’Utri. Era il 1986. La fine di quell’anno. “Iniziamo male l’anno”, dice il Cavaliere. Dell’Utri chiede chiarimenti. L’allora tycoon spiega: “Dovevano venire due di Drive In che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!”. Dell’Utri sorride “ma che te frega”, dice. “Che me ne frega? – risponde B. – . Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!”

    Insomma, stava già tutto scritto. Ma adesso le serate hard di Arcore prendono vita nei racconti delle ragazze e nelle intercettazioni telefoniche. Racconta una di loro: “Berlusconi ha insistito, ma io non volevo, ho cercato di respingerlo. Gli ho detto di no, ma non ce l’ho fatta e sono stata costretta a subire qualcosa che non avrei voluto”. Che succede a villa San Martino durante quelle sere che quasi sempre diventano notte e si trasformano in albe stanche, lo racconto l’ex prefetto Carlo Ferrigno: “Una sera – racconta al telefono il 29 settembre 2010 l’ex prefetto di Napoli e commissario antiracket dal 2003 al 2006 Carlo Ferrigno  –  c’era una mezza araba e le avevano fatto fare la danza del ventre, gli altri tutti intorno a guardarla”. Poi precisa e non va per il sottile: “C’erano le orge lì dentro, non con droga non mi risulta”. Quindi: “Bevevano tutte mezze discinte”. E Berlusconi? “Si è messo a cantare barzellette, erano loro tre: Berlusconi, Mora, Fede, e ventotto ragazze, tutte alla fine erano senza reggipetto, solo le mutandine quelle strette”. E a fine serata il Cavaliere “gli ha regalato anelli e bracciali”

    Le ospiti dunque attovagliate a quelle cene non sono proprio signore della buona borghesia milanese. Ma chi sono. Per capirlo basta rileggere le intercettazioni di Nicole MInetti. Lei, igienista dentale e consigliere del Pdl in Lombardia, parla con un’amica, ex compagna di liceo. La invita ad Arcore. E spiega: “Ci sono varie tipologie di persone. C’è la zoccola, la sudamericana che non parla italiano e viene dalle favelas. C’è quella un po’ più seria, c’è la via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio, capito?”. Quinid il consiglio: “fregatene, sbattitene il cazo e via andare”.

    La ragazza è contento. Pensa: “Un incontro con il mio presidente del Consiglio”. Ad Arcore ci arriva con la Minetti che per la strada raccoglie altre tre ragazze. Si entra. Si cena. E poi inizia la festa. Il cavaliere si presenta: “buonasera lei è la signorina due lauree”. Quindi tutto inizia.  Tra le ragazze “si notava un atteggiamento di confidenza tra le ragazze e il presidente”. Lo stesso vale per Emilio fede e Carlo Rossella. La giovane amica della Minetti prosegue: “I canti furono accompagnati da un trenino. E dopo la cena sentii alcune ragazze dire: scendiamo al bunga bunga”.

    Questo è il tempio in cui il drago accoglie le sue “vergini”. E’ una sala-discoteca. Di nuovo la parola passa alla “signorina due lauree”: “Vi sono divanetti, un palo di lapdance, una sorta di banco ba, i bagni”. Qui le ragazze si cambiano. Il passaggio è importante. Ricordate Drive in? Ecco di nuovo il racconto: “Le ragazze indossarono vestiti succinti, alcune modificarono l’acconciatura, il trucco e assunsero atteggiamenti con connotazioni equivoche”

    E poi ci sono le intercettazioni che rafforzano il quadro, lo rifiniscono e lo puntellano. ”E’ allucinante. Non sai. Lo chiamano tutte amore, tesorino. Non puoi nemmeno immaginare quello che avviene lì… Nei giornali dicono molto meno della verità anche quando lo massacrano”. Sui festini di Arcore le soubrette sono chiarissime: “O sei pronta a tutto oppure prendi il taxi e te ne vai”.  Per arrivarci, a villa San Martino, invece non c’è problema.  ”Siamo entrate senza alcun tipo di controllo”, dice una ragazza. Quindi prosegue: “E’ molto semplice. Dai il tuo nome al citofono ed entri”. Un’altra ragazza, sempre descrivendo i festini nella casa del Cavaliere, parla di “desolazione”. E va avanti: “Sì, sì l’ho proprio conosciuto per bene. Mi ha presentato a tutti e mi ha dedicato anche una canzone”.

    Silvio è generoso, si sa. Le sue feste sono sfarzose come anche le sue ricompense. Ne parlano le gemelline De Vivo note per la loro partecipazione all’Isola dei famosi. “L’ho visto un po’ out – dice Imma De Vivo -, ingrassato, imbruttito, l’anno scorso stava più in forma, adesso sta più di là che di qua, è diventato pure brutto, deve solo sganciare, speriamo che sia più generoso, io non gli regalo un cazzo”. Tra le ospiti di villa San Martino c’è anche Barbara Faggioli. Il 25 settembre la giovane starlette parla al telefono con Fede. E’ offesa. Dice: “Non mi ha invitato, ormai preferisce invitare le cubane e le venezuelane”. Ma anche le domenicane come Maria Ester Garcia Polanco. Di lei parla l’igienista dentale del premier Nicole Minetti. “L’ha dovuta allontanare, lavorava con uomini che vomitavano in macchina, l’hanno trovata con droga e un coltello”. E Fede replica: “A una di quelle che c’era ieri sera ho dato di tasca mia 10mila euro. Perché aveva foto scattate con telefonino, aveva bisogno di soldi”. Secondo alcune ragazze, a quanto rivela l’Espresso, anche la Minetti “faceva spogliarelli e, a volte, si travestiva da uomo”. Altri dettagli riguardano “alcune ragazze mezze nude” che ballavano “vicine vicine”, in atteggiamenti “lesbici”.

    La cosa, poi, è nota a molti. Insomma il bunga bunga non è affatto un segreto. Anzi: un’abitudine risaputa del Cavaliere.  E così nella richiesta di autorizzazione alla perquisizione degli uffici del contabile di Berlusconi, Giuseppe Spinelli, c’è l’intercettazione di una telefonata tra la parlamentare del Pdl Maria Rosaria Rossi con Emilio Fede nella quale si parla anche della pratica del bunga bunga. “Ma tu stai venendo qui?”, chiede Maria Rosaria Rossi a Emilio Fede. Il direttore del Tg4 risponde che sarà nel luogo dell’appuntamento non prima delle 21-21.15. Poi aggiunge: “Ho anche due amiche mie…”. La Rossi risponde: “Che palle che sei, quindi bunga bunga, 2 di mattina, ti saluto…”.

    Dai racconti dei deputati che hanno visto le carte del caso Ruby emerge un “quadro postribolare”. Con Emilio Fede che farebbe da cerimoniere consigliando alle ragazze addirittura l’abbigliamento. Lo stesso Fede avrebbe suggerito a Roberta Bonasia, ritenuta una favorita dal premier, di essere amorevole e di essere aperta. Chi ha letto la documentazione della procura di Milano conferma che Nicole Minetti avrebbe preso parte ai sexy show. In una telefonata intercettata, Ruby a un amico racconta: “Mi offrono qualunque cifra per farmi stare zitta, come quelle che mi offrivano per fottere”.

    Decisive anche le dichiarazioni di Floriano Carrozzo che sentito a verbale come semplice testimone lascia importanti dichiarazioni. Racconta: “Ruby mi fece vedere il numero di Berlusconi, dove lei lo poteva contattare, mi aveva detto che era andata due volte alla presidenza del Consiglio”. Dopodiché la prova della consapevolezza da parte del premier della minore età della ragazza: “Mi confidò che il presidente del Consiglio aveva saputo da lei che era minorenne”. E sono sempre le confessioni di Ruby Rubacuori a infiocchettare il quadro con particolari non proprio edificanti. “Letizia? – dice Ruby a un amico – no lei è la pupilla, io sono invece il culo”

    Festini, bunga bunga e velinismo, tutto inizia con la Tv di B: da Drive in a Non è la Rai (Matteo Lunardini, http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Per decenni le trasmissioni del Cavaliere sono state invase da donne seminude e culi in evidenza. Già allora, Berlusconi utilizzava quei programma come bacino per allietare le proprie serate

    Solo quando gli dei stanno cadendo si viene a sapere dei loro vizi e delle loro ignobili debolezze. Così grazie al Rubygate finalmente si iniziano a capire alcuni meccanismi che hanno fatto del berlusconismo un’egemonia. Per decenni le sue televisioni sono state invase da donne seminude e culi in evidenza. Non c’era trasmissione – politica, sportiva, comica, d’intrattenimento, – che non ne avesse almeno una da mostrare al pubblico. Tanto che alla fine ci siamo abituati, sembrava persino naturale. “Gli italiani lo vogliono, altrimenti cambierebbero canale”, dicevano i tromboni.

    Be’, non era proprio così. Lo voleva Silvio, e ora si capisce per quale fine. Forse tutto comincia con Drive In, la trasmissione comica della domenica sera (inizia nel 1983). È la risposta a Non stop, programma di mamma Rai, se non per una cosa: ci sono donne sexy che inutilmente animano gli stacchi tra una pubblicità e l’altra. Non fanno altro, passeggiano. Ebbene, è del 1986 un’intercettazione in cui Silvio si lamenta con Dell’Utri. È l’ultimo giorno dell’anno, ma lui pare furente. “Iniziamo male l’anno”, dice. E l’altro, che forse pensa a una bomba: “Perché?” “Perché dovevano venire due di Drive In che ci hanno fatto il bidone! E anche Craxi è fuori dalla grazia di Dio!” Dell’Utri capisce che non si sta parlando di comici. Risponde: “Ma che te frega?” E Silvio, come se fosse ovvio: “Che me ne frega? Poi finisce che non scopiamo più! Se non comincia così l’anno, non si scopa più!”

    È a quei tempi che il meccanismo comincia a oliarsi. Fornire donne al tycoon, riempirgli le serate. Meglio se tante, così da poter scegliere come in un harem. È il modello che Veronica Lario qualche anno più tardi descriverà con la metafora “figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo”. È il modello che Boncompagni s’appresta a portare in televisione. Nel 1991. La trasmissione si chiama Non è la Rai. Va in onda dopo pranzo, ed è vista soprattutto da un pubblico di adolescenti. Ciò nonostante si vedono ragazzine che si buttano in piscina e ballano e cantano. Solo femmine, niente maschi. Tutte magre, tutte Lolite. Fanno a gara a mettersi in mostra, è chiaro, perché loro sono tante mentre l’obiettivo della telecamera soltanto uno. Fanno le civettuole, anche se molte non solo altro che bambine. A guidarle Ambra Angiolini, una ragazzina che viene imbeccata da Boncompagni frase per frase. Una ragazzina che pensa con la testa di un sessantenne. Infatti è ammiccante. Per gli adolescenti alla visione (che ora hanno trenta, quarant’anni) quelle immagini di ragazzine che sgomitano per farsi vedere trasmettono un messaggio devastante: apparire invece di valere; essere comprati invece di emanciparsi. Ma nessuno si preoccupa. Siamo ancora all’edonismo spensierato e qualunquista degli anni Ottanta. La crisi è lontana. E i bamboccioni devono crescere senza pensare.

    Ma torniamo al “meccanismo Drive In”. Una volta avviato, comincia a ingrossarsi. Allora, sempre stando alla procura di Milano, la ricerca spasmodica di nuovo materiale viene affidata a personaggi come Lele Mora, Emilio Fede (e chissà chi altri). Uomini dello spettacolo, dunque capaci di orientare i format delle trasmissioni di successo. Non a caso quelle con culi e gambe in mostra si moltiplicano. E a tutte le ore. È il cosiddetto velinismo, ossia la quintessenza del maschilismo e della mercificazione del corpo femminile. La donna non è più nemmeno oggetto, ma gradevole soprammobile; fa la passacarte e soprattutto non parla mai. In un certo senso, rappresenta la donna perfetta secondo i gusti dell’uomo sessantenne: possiede la rassegnazione di quella di una volta e il corpo di una ragazzina di oggi. È in quel momento che il modello “vergini che si offrono al drago” assurge a sistema. E da sistema si fa costume. In cambio delle prestazioni si offrono soldi e comparsate nelle trasmissioni. E siccome il talento va speso nell’ars amatoria, le qualità per accedere al mondo dello spettacolo vengono annullate. Basta mostrare le proprie bellezze. Alla Fattoria, al Grande Fratello, all’Isola dei Famosi, ma anche a Camera Café e a Colorado Café. Infine la politica. Anch’essa da offrire come ricompensa insieme all’alloggio nel residence Dimora Olgettina (come capita a Nicole Minetti). Se Frank Zappa diceva che la politica è il ramo dell’industria dedicato all’intrattenimento, in Italia è per l’intrattenimento del drago.

    Ricordiamoci come finisce la telefonata tra Berlusconi e Dell’Utri, quella del 1986. Perché lì è già contenuto quel modo di pensare che, gramscianamente, sarebbe poi diventato egemone nel paese, trasmissione dopo trasmissione, bunga bunga dopo bunga bunga. Infatti, dopo che Silvio si è raccomandato – “le tette siano tette!” – i due si salutano con rispetto. Come? Dicendo: “Un abbraccio, anche a Veronica. Ciao!” “Anche a te e tua moglie, ciao!”. Certo, perché le madri dei loro figli non sono mica donne da Drive In. Ebbene, è questa la mentalità che un’accolita di anziani maschilisti, allupati e di cattivo gusto ha trasmesso al paese, stravolgendone per sempre i costumi. E tutto per il diletto personale del drago. Quanti anni ci metteremo a superare questo modo di vedere il sesso, le donne e i giovani; e che impatto avrà avuto sulle generazioni che sono vissute esclusivamente nella bolla berlusconiana? E quanto ci metteranno le donne a recuperare il tempo perduto? Si ha l’impressione che, quando il Berlusconi politico sarà venuto meno, ci sarà molto da lavorare.

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