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  • 22/01/2011 Il premier commissariato dalla Lega. Ad Arcore anche prostitute. Ecco le carte (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Il Vaticano lo molla e il Papa dice: "Le istituzioni ritrovino le radici morali". La polizia lo critica e il Pdl milanese rumoreggia. Gelo anche dal Carroccio: "Silvio lasci fare tutto a noi". Sul caso Ruby, B. dice che le ragazze di Villa San Martino erano "solo ospiti". Ma le intercettazioni lo smentiscono



    Il colpo più duro è arrivato dalla Santa Sede. Alla “scomunica” di Bertone che, parlando chiaramente del premier, ha chiesto “più moralità e più legalità” (leggi l'articolo) oggi si aggiunge addirittura quella del Papa. Così Berlusconi è alle corde. Assieme alla Chiesa, che lunedì metterà il Caso Ruby al centro della riunione della Conferenza episcopale italiana (leggi l'articolo), lo attaccano i poliziotti indispettiti dalle accuse di aver maltrattato durante le perquisizioni le escort del suo harem (leggi l'articolo di Silvia D'Onghia). E anche tra i fedelissimi si registrano defezioni su defezioni: l'ex ministro socialista Rino Formica  dice: “L'uomo è malato, dovrebbe farsi curare in Svizzera” (leggi l'articolo). Mentre a Milano i militanti del Popolo della libertà si rivoltano contro i vertici e dicono: “Per strada ai banchetti mandateci la Minetti” (leggi l'articolo di Giannni Barbacetto). Il Cavaliere però barcolla ma non molla. Durante il Consiglio dei ministri nega che la Santa Sede parli di lui e attacca Annozero. Ma ormai evita persino di farsi vedere in pubblico. E per la prima volta non partecipa ai funerali di Stato per un militare caduto in Afghanistan

    21/01/2011 Berlusconi sempre più solo. Bossi: “Vada a riposare, ci pensiamo noi” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Palazzo Grazioli somiglia sempre più al rifugio di Salò. Silvio Berlusconi è trincerato da una settimana esatta nella sua residenza romana, insieme soltanto ai fedelissimi. Non si mostra più in pubblico, rinunciando a partecipare ai funerali del giovane alpino morto in Afghanistan, e parla solo attraverso videomessaggi diffusi dai “canali” amici. Intorno a lui tutto crolla. E il premier viene addirittura commissariato dalla Lega, con Bossi che gli consiglia di “andare a riposare”. Nelle ultime 24 ore, attorno al Cavaliere, è calato il gelo. A partire dal canale privilegiato con la Santa Sede. Questa mattina il Papa, nell’udienza ai funzionari e dirigenti della questura di Roma ha parlato di “un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”.

    Ma quello di Benedetto XVI è solo l’ultimo di una serie di interventi dei più importanti esponenti vaticani. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone ieri ha detto di condividere l’irritazione già espressa da Giorgio Napolitano, chiedendo “più moralità, più giustizia, più legalità”. Il coinvolgimento di una o più minorenni nei festini di Arcore ha sconvolto anche la conferenza episcopale. Il cardinale Angelo Bagnasco ha annunciato che il consiglio permanente della Cei discuterà della vicenda Ruby.

    Anche le Forze dell’ordine si sono dovute difendere dagli attacchi del premier. Lui ha invocato il rispetto della legge, i poliziotti hanno risposto seccati: “Basta umiliazioni, intercettazioni e perquisizioni più che regolare”. Gli imprenditori lo hanno abbandonato da tempo, con Emma Margegaglia che evita di commentare il Rubygate ma continua a ribadire che “serve un governo che governi il Paese”.

    Eppure, a preoccupare maggiormente Silvio Berlusconi è la posizione della Lega Nord. Se mercoledì sera Umberto Bossi rilasciava dichiarazioni di sostegno al premier, oggi appare molto più cauto. Tanto da consigliare a Berlusconi di “andare a riposare”. Un consiglio a Berlusconi? ”Di andare un po’ a riposare da qualche parte che ci pensiamo noi”. Il premier stamani durante il Consiglio dei ministri si è detto fiducioso di riuscire a tenere insieme la maggioranza e se l’esecutivo non dovesse farcela l’unica alternativa è il voto anticipato. Il Cavaliere si è inoltre raccomandato con i ministri di comunicare bene quello che sino ad ora ha fatto il governo: in questo momento in cui siamo sotto attacco mediatico è importante spiegare agli italiani cosa stiamo facendo, ha detto. Ma certo anche tra gli stessi ministri i dubbi sulla tenuta del governo cominciano a farsi insistenti.

    Ieri i movimenti a sorpresa del Terzo Polo e dell’Anci sul federalismo hanno fatto tornare al premier l’incubo del 1994, quando il Carroccio staccò la spina del primo esecutivo del Cavaliere, aprendo al governo tecnico di Lamberto Dini. Tanto che Berlusconi ieri sera per essere rassicurato ha convocato nel suo “bunker” romano Roberto Calderoli, padre del federalismo, e Giulio Tremonti, ministro del tesoro ma soprattutto indicato da molti come possibile guida di un esecutivo tecnico.

    L’incubo ’94 ha preso corpo quando l’Anci ha annunciato il no al pacchetto federalismo, imitato poi dal Terzo Polo che però apriva a una deroga dei tempi alla legge delega di sei mesi. Una mossa che nessuno si aspettava ma di facile lettura: Fli, Udc e Api prendono la stessa posizione contraria al federalismo di Idv e Pd, sbarrando ogni speranza del passaggio nelle commissioni. Adesso, se invece la Lega rompe con Berlusconi e apre un passaggio tecnico le posizioni potrebbero cambiare e ci sarebbero appunto sei mesi di tempo in più per trovare un punto comune.

    Così stamani il consiglio dei ministri ha deciso di rinviare di una settimana il voto sul federalismo municipale, fissandolo per il 2 febbraio. E Calderoli ha aperto totalmente all’Anci: “Abbiamo concordato una serie di risposte positive ai quesiti posti, c’è una sostanziale condivisione delle richieste”. La preoccupazione in casa Lega è forte: il no del Terzo Polo e il passaggio all’opposozione di Mario Baldassarri sottraggono matematicamente alla maggioranza la possibilità di far passare i decreti delegati in commissione Bicamerale. Così come non li ha in commissione Bilancio. Lo sa bene Calderoli che già durante le vacanze natalizie, alla cena con Tremonti a Calalzo di Cadore, annunciava che i numeri non c’erano e si doveva trovare un dialogo con tutti. “Perché il problema è che se dalle commissioni arrivano pareri negativi – si sfogò Calderoli a tavola – dobbiamo recepirli per forza e non c’è il tempo per farlo; possiamo fregarcene certo ma poi dobbiamo andare in parlamento a spiegare perché, avete idea presentarsi alla Camera con questo clima?”. Ma ancora doveva esplodere il Rubygate.

    Bossi insiste nel dire che senza federalismo “si va a votare” ma la tentazione di accordarsi con l’opposizione è concreta. Berlusconi sta diventando un problema anche per la base leghista. Basta ascoltare Radio Padania per sentire la rabbia e la delusione di piccoli e medi imprenditori. C’è chi comincia a suggerire di lasciare l’alleato ormai divenuto impresentabile e insostenibile. Fino a quando per stare insieme c’è l’alibi del federalismo Bossi lo userà, ma poi rimarrà senza scuse e senza alternative se non quella di staccare la spina.

    21/01/2011 “Prostitute? No, solo ospiti a cena”. Ma B. è smentito dalle telefonate delle ragazze (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    “Imponenti operazioni di perquisizione contro ragazze colpevoli solo di essere state mie ospiti in alcune cene”. E ancora: “E’ assurdo soltanto pensare che io abbia pagato per avere rapporti con una donna. Di molte persone conosco la situazione di disagio e di difficoltà economica. Le ho aiutate in certe occasioni e sono orgoglioso di averlo fatto. Nessuna correlazione tra denaro e prestazioni sessuali”. Sono due frasi pronunciate dal premier Silvio Berlusconi nei videomessaggi di domenica e mercoledì. Due frasi con un obiettivo chiaro: dimostrare che le ragazze protagoniste dei festini di Arcore non sono prostitute ma, al massimo, “persone in difficoltà”.

    Le 389 pagine consegnate dai pm di Milano alla Giunta per le autorizzazioni di Montecitorio, però, raccontano una storia diversa. Al di là delle intercettazioni ampiamente riportate dai giornali riguardanti bunga bunga e bustarelle, le carte contengono anche le trascrizioni di altre telefonate, da cui emerge chiaramente come l’attività a pagamento delle ragazze non si limitasse ai rapporti con Arcore attraverso Lele Mora o Nicole Minetti.

    Ecco una telefonata dell’8 ottobre 2010 in cui Iris Berardi, una delle ragazze ospitate in via dell’Olgettina 65 (dove ieri l’amministratore ha sfrattato le ragazze per danno al decoro del palazzo) parla con Ciro, che vuole organizzare un appuntamento. I due, però, non si trovano d’accordo sul prezzo.

    Ciro: ciao sono Ciro..sono amico di Carlo di Lecce..è lui che mi ha dato il tuo numero e mi ha detto che ti potevo chiamare..

    Iris: si ehm

    Ciro: si non so se te ne ricordi..lui mi ha detto..di che sei amico mio..e non c’è problema

    Iris: si me lo ricordo

    Ciro: eh volevo chiederti stasera..tu sei disponibile?

    Iris: eh dove?

    Ciro: io sono al Galileo..quello che sta alle spalle di piazza San Babila (corso Europa ndr)

    Iris: si qua a Milano, no?!

    Ciro: a Milano a Milano si certamente

    (…)

    Iris: va bene così, si

    Ciro: d’accordo ti ringrazio..senti eh volevo solo chiederti eventualmente..ehmm tu non lo so..per che Carlo mi ha detto..chiedi direttamente a lei concorda lei eventualmente per il…per il regalo.

    Iris: sono ottocento

    Ciro: ma otto?

    Iris: si

    Ciro: ma per la notte?

    Iris: noo..no..no

    Ciro: ascoltami

    Iris..ma siccome io pensavo..almeno per quello che..che conosco io., insomma..per quello.chiaro poi ciascuno può..far e come crede

    Iris: certo

    Ciro: però in genere per la notte sono cinquecento…per..se non è per la notte..certamente meno..io non lo so tu.

    Iris: eh allora chiami qualcun altro..

    Ciro:no no io ti volevo dire solo questo perchè..per quello che conosco io..

    Iris: eh no

    Ciro:..è così..

    Iris: eh va bene non fa niente allora

    Ciro: ho capito per te non è possibile diversamente?

    Iris: assolutamente no

    Ciro: ehhh anche perchè sapevo di qualche altro amico che era venuto qui e chiaramente ..a parte che si è trovato molto bene con te su questo non c’è dubbio..altrimenti non ti avrei chiamato..pero..so che..in effetti se non ho capito male..c’era qualche..qualche cosa di diverso che mi è stato riferito..

    Iris: ehh

    Ciro: probabile che abbia capito male io

    Iris: le hanno riferito male sicuramente

    Ciro: va bene quindi non è possibile per te non tutta la notte..

    Iris: no, no

    Ciro: eh

    Iris: no no la cifra è quella

    Ciro: come?

    Iris: no la cifra è quella!

    Ciro: la cifra è quella?

    Iris: ti hanno riferito male si mi spiace..

    Ciro: ho capito va bene ti ringrazio

    Questa telefonata non è l’unica traccia a testimoniare l’attività di Iris Berardi. Che, appunto, va molto oltre le serate dei festini a Villa San Martino. In uno scambio di sms che risalgono al 24 settembre 2010, la ragazza scambia messaggi con Antonio che le chiede: “Ci vediamo ora?”. Iris risponde “Sto finendo di cenare, più tardi sì, ma che regalino mi fai?”. Risponde Antonio: “1000”. Iris: “No tesoro troppo poco mispiace”. Inequivocabile anche la telefonata con Roberto, intercettata il 14 ottobre 2010 alle 19.46. Roberto non vuole essere considerato “un cliente”. Vuole un incontro ma senza dover pagare un corrispettivo.

    Roberto: Dai ascolta, quindi cosa vuol dire, che vuoi esser pagata?

    Iris: no, non mi paghi un cazzo, non mi dai niente, non me lo fai il regalino?

    Roberto: ma regalino in che senso?

    Iris: un regalino, ..inc.

    Roberto: cioè?

    Iris: un regalino

    Roberto: eh, e quanto a dovrebbe corrispondere questo regalo?

    Iris: a ..ine. cinquanta euro ..inc..

    Roberto: quanto?

    Iris: a quello che dice la tua coscenza

    Roberto: quello che? Non ho capito

    Iris: quello che dice la tua coscenza, basta che non siano 50 euro perchè sennò ti butto giù dal terrazzo

    Roberto: no, ma non è uno scherzo, Iris, non è uno scherzo, io te l’ho già detto, io te l’ho già detto, tu mi vedi come un cliente te, e va bè niente, non c’è niente da fare, ..inc. io

    Iris: c’ho provato

    Roberto: ma poi cosa vuol dire Iris, ma poi cosa vuol dire se ogni tanto ma che cazzo di ragionamento è? Cioè vedi che con me ragioni come se io fossi un cliente e tu fossi..

    Iris : ma noo, non come se fossi

    Roberto: la miaa Escort?

    Iris: un cliente, però, cioè, ci vuole mh anche in un rapporto come il nostro cioè, è un dare e avere, qua io do la figa e non ho un cazzo, cioè

    Iris Berardi non è l’unica delle ragazze ospitate in via Olgettina che, come emerge dalle intercettazioni disposte dai pm, aveva un “giro” ben più ampio rispetto alle feste a casa Berlusconi. Ecco una telefonata del 30 settembre scorso in cui Iris chiede aiuto ad Eleonora De Vivo, una delle due gemelle protagoniste dei party e ospitate nello stabile vicino a Milano 2:

    ….Iris: no, no, non viene no… e quindi… vediamo… e poi vedo se vado da Giannino… a vedere se incontro qualcuno… oppure … in un altro ristorante… che cazzo ne so raga… stasera devo concludere., qua…

    Eleonora: dai…

    Iris: che… sto morendo di fame… (ride)

    Eleonora: dai amore, stai tranquilla che sei in gamba… appena riesco a sentire qualcuno eccetera ti chiamo… ok?

    Iris: dai amo’… anch’io la stessa cosa, se sto stronzo di merda… mi risponde, guarda, è proprio un pezzente… ma la prossima volta… ma se vengo a Roma, guarda, mi deve sganciare più di due sto figlio di merda

    Eleonora: (ine) stai tranquilla non ti preoccupare

    Non è finita. Perché in una telefonata del 4 ottobre Iris Berardi parla con l’altra sorella De Vivo: Imma dice a Iris che quando Alessandro torna in Italia vorrebbe proporgli di fare qualche giorno a Venezia o Forte dei Marmi: “Così da poter fare quello e quello”, in modo da poter anche svagarsi. Iris commenta che questo dipende se i viaggi di Alessandro sono giustificati dal lavoro in quanto lui è squattrinato: è la moglie che è facoltosa e lo controlla serratamente, tanto da insinuare dei dubbi in Iris sulla fattibilità che Alessandro possa portarle a fare shopping in centro come lui stesso ha detto. Le due ragazze sperano di riuscire a “concludere” con due persone, ma soprattutto, sperano di essere chiamate, nel weekend, da Papi.

    Iris: comunque l’importante è che mercole

    Imma: io vorrei, dimmi dimmi

    Iris: l’importante è che riusciamo ad arrotondare con sti due scemi qua?

    Imma: eh, si ma

    Iris : speriamo di concludere almeno sti due scemi qua, e sperando “papi” cavolo, perchè se non c’è neanche sto weekend porca zozza

    Ma il fatto che molte delle ragazze dei festini di Arcore fossero di fatto delle prostitute non può sorprendere Berlusconi. E soprattutto non possono dirsi sorpresi Emilio Fede e Nicole Minetti, che il 26 settembre scorso, al telefono, parlavano proprio delle gemelline De Vivo che a loro dire pretendono troppo. Nella telefonata il giornalista e il consigliere regionale discutono la questione in modo piuttosto esplicito.

    Emilio Fede: Quale la… la gemellina?

    Nicole Minetti: Con tutta la pazienza sulla faccia della… si

    Emilio Fede: La gemellina gli fa: “senti mi devi fare un favore guarda io sono stanca, perché mi portano sempre, non è la prima volta, io non so perché mi fanno questa guerra, io avevo scelto un appartamento, adesso me lo tolgono perché lo danno a Maristella, mentre invece io devo andare in uno più piccolo”… pensa questi che fanno la fa.. facevano la fame…

    Nicole Minetti: Ma ti rendi conto?

    Emilio Fede: la fame!!

    Nicole Minetti: Si, si da Napoli, certo!

    Emilio Fede: Pompini a 300 Euro, pompini a 300 Euro.. (le voci si sovrappongono)

    Nicole Minetti: Si si, bravo esatto…

    Emilio Fede:.. Anche meno!!

    Nicole Minetti: Esatto! Dovrebbero ringraziare dove, dove passa

    Emilio Fede: Tutt’e due facevano notte con qualcuno per 300 Euro!

    22/01/2011 Caso Ruby, la polizia respinge le accuse di B. “Aspettiamo la solidarietà del ministro Maroni”

    La posizione dell'Ugl è chiarissima. Ancora più importante che le critiche alle parole del premier arrivano da un sindacato di centrodestra. Francesco De Vito, segretario nazionale: "Le ragazze sono state trattate con i guanti bianchi bianchi"

    “Respingiamo le accuse di poca professionalità mosse agli operatori della Squadra Mobile di Milano dal presidente del Consiglio nel suo videomessaggio”, risponde Francesco De Vito, segretario generale provinciale dell’Ugl Polizia di Milano. Parole decisamente forti e che vengono da una sindacato di centrodestra. Gli agenti che venerdì scorso hanno eseguito le perquisizioni in via Olgettina 65. Non possono parlare. E dunque la risposta al Cavaliere tocca a De Vito: “Non sono accuse che si possono muovere nei confronti di agenti che hanno esperienze pluridecennali e che da sempre operano in ambiti delicati quali le indagini sulla criminalità organizzata. Non ha senso mettere in discussione la Polizia perché significa mettere in discussione lo Stato. Restiamo comunque in attesa di un segnale di solidarietà da parte del ministro Maroni e del Capo della Polizia”.

    Ricordiamo allora uno dei passaggi del premier nel quale si parla di “una imponente operazione di perquisizione contro ragazze colpevoli soltanto di essere state mie ospiti in alcune cene”. Al di là della consistenza delle forze dispiegate, la posizione del sindacato è chiara: “I poliziotti hanno semplicemente adempiuto agli ordini della magistratura, così come imposto dal codice di procedura penale e hanno agito nel massimo rispetto delle persone oggetto di perquisizione”.

    Non è finita. Nel suo discorso il presidente del Consiglio parla di “modalità violente” nelle perquisizioni. Versione radicalmente opposta quella dei poliziotti che parlano di “scene tranquillissime”. Tanto, prosegue De Vito, che “alla fine le ragazze ci hanno anche ringraziato per essere state trattate con i guanti: come sempre facciamo nei riguardi di qualunque perquisito nel massimo rispetto delle persone. Ma quali “guanti bianchi”, Berlusconi parla di ragazze “terrorizzate” dalle sette del mattino, portate in questura, rilasciate alle otto di sera, senza neppure poter bere. Spiega De Vito: “Siamo andati alle 7.30 del mattino come altre volte si va invece alle 4 o in altri orari: dipende da come dispone la magistratura in base alle esigenze investigative”. Eppure, c’è anche chi parla di perquisizioni anali. Per la polizia solo una bugia “scandalosa”. “Falso anche che le abbiamo fatte spogliare”. E se qualche vestito è stato sequestrato, De Vito non può più rispondere: “Ci sono indagini in corso”.

    Eppure il presidente del Consiglio parla di “totale disprezzo della dignità della loro persona e della loro intimità”. De Vito scuote la testa e ribadisce “il massimo rispetto” in perquisizioni eseguite “da parte di donne nei confronti di donne”. Dopodiché “il Cavaliere parte di 150 agenti, mentre a noi ne risultano cinquanta”. Quindi De Vito conclude: “Se ci fosse stato qualcosa che non andava, le ragazze l’avrebbero fatto rilevare e non avrebbero firmato gli atti, come invece hanno fatto. O forse si vuole addirittura dire che costringiamo la gente a firmare atti falsi? In alcuni casi, poi, c’erano anche gli avvocati che le persone avevano chiesto di fare intervenire”.

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