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  • 03/02/2011 Caso Ruby, cominciata discussione alla Camera (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Ha preso il via, alla Camera, la discussione della domanda di autorizzazione a eseguire perquisizioni nei confronti del deputato Berlusconi. Ad aprire il dibattito è stato Antonio Leone, nei panni di relatore di maggioranza della Giunta per le autorizzazioni. L’organismo di Montecitorio nell’ultima seduta aveva stabilito di proporre all’aula di restituire gli atti alla Procura di Milano, che aveva richiesto l’autorizzazione alla perquisizione, per difetto di competenza, che spetterebbe invece al tribunale dei ministri. La decisione finale verrà presa dall’aula, in un voto previsto per la serata.

    Ore 16.50 – Sospesa la seduta della Camera

    Ore 16.48 – Paola Concia (Pd) distruisce alla Camera ‘coccarde della dignità’ alle donne
    Mentre i deputati del Pdl difendono a spada tratta Berlusconi, così come fa Iole Santelli, e quelli del Pd continuano a citare il “bunga bunga”, il deputato del Pd Paola Concia passa tra i banchi e distribuisce delle “coccardine bianche per difendere la dignità delle donne”. “Le sto distribuendo a tutti gli esponenti del centrosinistra – spiega Paola Concia raggiunta telefonicamente – e la indosseranno sia gli uomini sia le donne. Un gesto simbolico per continuare a difendere anche in quest’Aula la dignità di noi donne”.

    Ore 16.33 – Bindi 8Pd): “Il caso non ha precedenti nel regolamento”
    Il caso Ruby, sul quale ora l’aula della Camera si dovrà pronunciare, “non ha altri precedenti” nella storia regolamentare di Montecitorio. A sostenerlo è il vicepresidente della Camera, Rosy Bindi, che in qualità di presidente dell’assemblea ha risposto alle osservazioni dei deputati del Pd, Roberto Zaccaria e Roberto Giachetti. Zaccaria, per primo, aveva sostenuto la tesi secondo la quale il regolamento della Camera consente alla giunta solo due alternative: respingere le richieste di autorizzazione provenienti dalla magistratura, oppure accoglierle. Quella di rinviare gli atti ai magistrati sostenendone l’incompetenza non sarebbe una possibilità prevista dal regolamento di Montecitorio. Rosy Bindi, però, interviene sostenendo che ci sono stati numerosi precedenti anche nelle scorse legislature di restituzione degli atti alla magistratura. Non ultimo quando si trattò di decidere sul caso di Cesare Previti. Giachetti concorda sul fatto che ci sia ormai una prassi consolidata su questo punto, ma ricorda che in tutte le altre questioni la decisione della giunta era stata praticamente presa all’unanimità, oppure con ampia maggioranza. Nel ‘caso Ruby’, invece, i poli sono profondamente divisi e questo costituisce senz’altro “un nuovo precedente”. “In tutti i casi in cui si è deciso di rinviare gli atti ai magistrati – sottolinea Giachetti – le ragioni erano molto diverse dal caso che stiamo discutendo oggi. A volte c’erano difetti procedurali e altre volte erano cambiate determinate condizioni giuridiche. Nel ‘caso Ruby’ di oggi, invece, non c’è nessuna giustificazione per il rinvio degli atti. Stiamo creando un nuovo precedente e questo è molto grave”. Rosy Bindi concorda: “E’ vero – ribadisce – sono d’accordo con lei, è un precedente del tutto nuovo”.

    Ore 16.08 – Bossi: “Elezioni? Non penso, vediamo voto su Ruby”
    “Non penso, Berlusconi vuole vedere il risultato delle votazioni di oggi” sulla vicenda Ruby. Così il leader del Carroccio Umberto Bossi ha risposto, rientrando alla Camera, ai giornalisti che gli chiedevano se dopo il pareggio sul federalismo si avvicinasse l’ipotesi di elezioni anticipate.

    Ore 16.08 – Contento (Pdl): “Perché non allegati gli interrogatori di Ruby?”
    ”Una questione che davvero mi lascia perplesso è come mai la procura di Milano non abbia allegato agli atti gli interrogatori di Ruby …”. A sottolineare questa lacuna è il deputato del Pdl Manlio Contento che difende la decisione della Giunta per le autorizzazioni di rinviare alla procura di Milano gli atti con i quali i pm chiedevano di poter perquisire l’ufficio del ragioniere del premier, Giuseppe Spinelli. “La lettura dei quattro interrogatori di Karima el Marough – sottolinea Manlio Contento – avrebbe potuto aiutare la Giunta a farsi davvero un’idea di tutta questa vicenda. E invece sono state trasmesse solo le intercettazioni con gli insulti al premier”.

    Ore 15.52 – Palomba (Idv): “Forse Ruby ha portato sfortuna a Mubarak”
    Federico Palomba, relatore di minoranza in giunta per le autorizzazioni, interviene brevemente in Aula a Montecitorio scegliendo l’ironia. “Oggi -dice in un passaggio del suo discorso- lo zio di Ruby, Mubarak, ha qualche problema… Il fatto che Berlusconi abbia spacciato la giovane marocchina per la nipote dello stesso Mubarak magari ha portato scalogna al presidente egiziano”.Poi, Palomba si è rivolto alla maggioranza, chiedendo di respingere la richiesta della giunta per le autorizzazioni di rinviare le carte ai giudici milanesi: “Per salvarlo dal processo, lo consegnate al ridicolo. Salvatelo dal ridicolo e consegnatelo al processo”. 

    Ore 15.48 – Santelli (Pdl): “Fughe di notizie sì ma solo se gradite ai pm”
    “Ancora una perquisizione a Matteo Brigandì? Quanto zelo da parte dei pm! Vorrei che qualcuno ricordasse che mai sia avvenuta in italia un’indagine così pervasiva ed aggressiva per una fuga di notizie. La morale da trarre è chiara: le notizie che possono uscire sono solo quelle che le procure gradiscono, i giornalisti e i giornali che possono scrivere solo quelli di complemento all’opposizione ed alla magistratura”. E’ quanto dichiara Jole Santelli, vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera.”Quindi rivelare carte segrete se riguardano un magistrato è lesa maestà se riguarda i nemici un atto d’encomio. Nel primo caso i giornalista vince premi per la sua capacità nel secondo una persecuzione travestita dalla voga, ovviamente anche la presunta fonte è un eroe da santificare nel primo caso un pericolosissimo terrorista nel secondo. Questo -conclude Santelli- è nell’Italia della manettocrazia”.

    Ore 15.31 – Aula Camera semideserta, vuoti banchi governo
    Il vicepresidente della Camera AntonioLeone (Pdl) sta leggendo la sua relazione sul caso Ruby in un aula semideserta. Vuoti anche i banchi del governo. Sugli scranni destinati alla Lega siede solo il parlamentare Dario Dussin. Sta presiedendo l’assemblea il vicepresidente Rosy Bindi.

    Ore 15.16 – Al via alla Camera discussione su perquisizioni
    Ha preso il via, alla Camera, la discussione “della domanda di autorizzazione a eseguire perquisizioni nei confronti del deputato Berlusconi”. Ad aprire il dibattito è stato Antonio Leone, nei panni di relatore di maggioranza della Giunta per le autorizzazioni.     L’organismo di Montecitorio nell’ultima seduta aveva stabilito di proporre all’aula di restituire gli atti alla Procura di Milano, che aveva richiesto l’autorizzazione alla perquisizione, per difetto di competenza, che spetterebbe invece al tribunale dei ministri. La decisione finale verrà presa dall’aula, in un voto previsto per la serata

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