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  • 08/02/2011 Camorra & girls, tutti gli intrecci (Marco Lillo e Vincenzo Iurillo, http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    Inchiesta di Napoli: le ombre sulla famiglia di Raffaela Fico, la starlette invidiata dalla Minetti per il legame con Berlusconi. I rapporti della Tommasi e di Noemi

    La showgirl Raffaella Fico


    Hanno storie, rapporti e parentele con esponenti della criminalità che impedirebbero di tentare un concorso da carabiniere. Ma non di partecipare ai festini del Cavaliere. Le relazioni delle donne di Papi con le mafie e i boss sono ormai un libro le cui pagine aumentano giorno dopo giorno. L’elenco è impressionante. Dopo Imma De Vivo, fidanzata con un indagato per camorra, Marysthelle Garcia Polanco, legata a un condannato per spaccio di droga, Barbara Montereale, compagna di un erede di un clan di Bari, Sabina Began, già amica di un narcotrafficante kosovaro, Bashkim Neziri, sfuggito all’ arresto a Roma alla fine degli anni novanta e Noemi Letizia, figlia di un dipendente comunale arrestato per una storia di mazzette degli anni Novanta, e scampato al processo solo grazie a un anomalo smarrimento del fascicolo, l’ultimo caso è quello di Raffaella Fico. Lo zio e una zia furono uccisi nel gennaio del 1997 dalla camorra in un regolamento di conti degno di Quentin Tarantino per punire il cugino, sospettato di aver aiutato altri killer ad uccidere i rivali. L’ultima pupilla di Papi, quella che secondo Nicole Minetti era riuscita a farsi comprare un appartamento dal premier e che ora è approdata (con la benedizione del direttore generale della Rai Mauro Masi) all’Isola dei famosi, certamente non teme le avversità dell’Honduras che l’attendono. Nella sua vita ha visto da vicino realtà ben più difficili. La ragazza 23enne di Cercola è l’ennesima fanciulla amica di Berlusconi che ha libero accesso alle dimore del presidente del Consiglio nonostante le sue relazioni pericolose di tipo familiare e sentimentale con soggetti legati alla criminalità.

    Proprio a Napoli si concentrano i casi più recenti. Ormai le ragazze del premier i rapporti con i criminali li rivendicano. Chissà che alla prossima edizione dell’Isola non si faccia un collegamento dagli arresti domiciliari con Massimo Grasso, ex consigliere comunale di Forza Italia, ora indagato per associazione a delinquere di stampo camorristico con il fratello Renato (il boss dei videopoker) e soprattutto fidanzato di Eleonora de Vivo, anche lei ex naufraga dell’Isola insieme alla gemella Imma. Con la quale stroncava così il Cavaliere al telefono, prima di partecipare alla sua ennesima festa, “l’ho visto un po’ out, sta più di là che di qua…è diventato pure brutto deve solo sganciare”.

    Per non parlare della ex ‘Coloradina’ 25enne Marysthelle Garcia Polanco. La dominicana della quale Emilio Fede diceva: “L’hanno trovata in macchina con droga e un coltello”. Era fidanzata con tal Ramirez Della Rosa, condannato a 8 anni per spaccio e detenzione di 12 chili di cocaina custodita in parte in un box del residence Olgettina, pagato dal Cavaliere. Il caso D’Addario non ha insegnato nulla al Cavaliere che continua a farne entrare “di ogni”, come diceva la Minetti al telefono all’amica M.T.. Tutte potrebbero fotografarlo e ricattarlo eppure il premier sembra avere una passione per le amiche dei boss. Come Barbara Montereale, invitata a Palazzo Grazioli con Patrizia D’Addario nel 2008 e poi gratificata con una busta da 10 mila euro a Villa Certosa, nonostante fosse la fidanzata di Radames Parisi, rampollo di uno dei clan più importanti di Bari. O Sabina Began, già amica di un narcotrafficante kosovaro, Bashkim Neziri, sfuggito all’ arresto a Roma alla fine degli anni novanta. Anche Noemi Letizia, in fondo, ha un padre che ha evitato un processo solo grazie alla scomparsa del fascicolo, riemerso da un armadio dove era stato sepolto per sedici anni quando ormai la prescrizione era abbondantemente maturata. Elio Letizia, il papà della ragazza la cui festa dei 18 anni fu il casus belli del divorzio dell’ex first lady Veronica Lario, è sposato con una signora, Anna Palombo, abile a incassare 20 mila euro dopo avere sostenuto tutte le bugie del Cavaliere sulla figlia minorenne. Bugie che ora rischiano di diventare un boomerang se davvero l’avvocato della famiglia dell’ex amica di Noemi, Roberta Oronzo, tratta la vendita di foto e filmati made in Villa Certosa, girati nel 2008.

    Il caso di Raffaella Fico è diverso. La 23enne di Cercola non ha nulla a che fare con le storie nere degli zii paterni e il padre di Raffaella, Alfonso, è un fruttivendolo incensurato, vittima di una rapina nel 2008. Eppure la storia degli zii di un’amica così intima del premier, al punto da ingelosire la ‘fidanzata’ Nicole Minetti, merita di essere raccontata. Lo zio e la zia di Raffaella Fico, sono stati uccisi il 29 gennaio 1997. La cronaca di Repubblica del giorno dopo è impressionante: “A Casalnuovo, sono rimasti a terra Pasquale Fico, 58 anni, paralizzato alle gambe da due anni dopo un altro agguato, e la moglie Lucia Porricelli, 55 anni. La coppia avrebbe pagato per il figlio Domenico, 26 anni, in carcere con l’ accusa di aver partecipato due anni e mezzo fa a un duplice omicidio. Pasquale Fico aveva tentato di far uscire il figlio dal carcere autoaccusandosi, ma senza risultato. Un passato con condanne per rapina, sequestro di persona, tentata violenza carnale, Pasquale Fico viene accusato, con la moglie, di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione di merce rubata. ….Il figlio di Pasquale Fico è legato a quel che resta della cosca Egizio e partecipa a un agguato contro due “rivali”. Scatta la vendetta trasversale: Fico viene ferito, resta paralizzato. Ieri l’agguato riesce. Marito e moglie sono sotto casa, in auto. I killer sparano sotto gli occhi della figlia diciottenne. L’auto si incendia. La ragazza riesce a trascinare i corpi dei genitori fuori dall’auto, ma è tardi”. Il cugino di Raffaella, Domenico Fico, 41 anni, è stato poi assolto per quell’omicidio che gli è costato così tanto. Poi però è finito altre volte nei guai. Per due volte, nel 2007 e nel 2008 è finito agli arresti domiciliari e risulta segnalato per precedenti di polizia del 2007 per violenza e lesioni.

    Quando il presidente Berlusconi fu costretto a difendersi a Porta a porta per il caso Noemi, il direttore de Il Corriere della sera Ferruccio de Bortoli lo invitò a tenere un contegno più consono alla carica: “Ai compleanni non si va: si rischia di essere fotografati con tipi con la maglietta ‘Song ‘e Napule’”. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti.

    09/02/2011 Tutto iniziò con Noemi. E con le versioni contrastanti di B. per giustificare gli incontri (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    Quando il 27 aprile 2009, in gran segreto, Silvio Berlusconi era andato alla festa di Noemi Letizia per il suo diciottesimo compleanno in quel di Casoria e, poco dopo, la ragazza raggiante, in un’intervista, aveva confessato di chiamarlo Papi, di vederlo da tempo e di raccogliere da tempo le sue confidenze, Veronica Lario aveva scritto una lettera destinata a fare storia. “Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni. Chiudo il sipario sulla mia vita coniugale. Io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla, e ci fa soffrire…Non posso più andare a braccetto con questo spettacolo. Qualcuno ha scritto che tutto questo è a sostegno del divertimento dell’imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore. E tutto in nome del potere..Figure di vergini che si offrono al drago per rincorrere il successo e la notoretà…e per una strana alchimia, il paese tutto concede e tutto giustifica al suo imperatore. Ho cercato di aiutarlo…ho implorato le persone che gli stanno vicino di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile. Credevo avessero capito…mi sono sbagliata. Adesso dico basta”.

    Era cominciata così la storia del premier e delle minorennni. Con Berlusconi che prima nega dicendo di essere un semplice amico della famiglia della teenager e, poi, a poco a poco, tra il rabbioso e l’imbarazzato, finisce per mentire e contraddirsi.

    Il 30 aprile il premier dichiara: “La mia partecipazione alla festa era stata chiesta da una famiglia a cui sono legato per diversi motivi nel passato… Li conosco da anni, il padre è un vecchio autista di Craxi (ma è falso, come spiega Bobo Craxi ndr)”.

    Poi il 4 maggio sul Corriere della Sera spiega di aver deciso di andare al compleanno di Noemi all’ultimo momento visto che era a Napoli per lavoro: “Mi telefona il padre… (mi invita) solo due minuti assicura. La casa è vicina all’aeroporto. Non molla non so dire di no. Eravamo in anticipo di un’ora e sono andato (ma non è vero, come dimostrenno i giornalisti visto che i servizi di sicurezza avevano bonificato la zona il giorno prima ndr)”.

    E con La Stampa rincara la dose: “Io frequenterei, come ha detto la signora, delle diciassettenni. È una cosa che non posso sopportare. Io sono un amico del padre: punto e basta”.

    Poi però viene fuori un’altra storia.

    Noemi, come ricostruiscono i giornali, incontra Berlusconi almeno 4 volte sempre da minorenne, due con i genitori – la festa di compleanno a Casoria (27 aprile 2009) e la cena natalizia del Milan, (15 dicembre 2008) – due invece senza i genitori.

    Il primo incontro è la cena ufficiale organizzata dal premier a Villa Madama, a Roma, con gli stilisti del made in Italy, il 19 novembre 2008. Noemi siede al tavolo presidenziale, il numero 1, accanto al presidente del Consiglio. Il Cavaliere giustifica la sua presenza accanto a lui spiegando che Noemi «è la figlia di miei cari amici di Napoli ed è qui a Roma per uno stage». Il secondo incontro fra Noemi e Papi senza genitori è ben più di un incontro: una decina di giorni trascorsi dalla minorenne, accompagnata da un’amica anch’essa minorenne, Roberta Oronzo, a Villa Certosa, tra Capodanno e la Befana.

    Berlusconi, all’inizio, si guarda bene dal parlarne, finché la cosa non viene rivelata dall’ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio, in un’intervista a Conchita Sannino e Giuseppe D’Avanzo su Repubblica il 24 maggio 2009.

    Così il 29 maggio il premier cambia versione. E fa sparire dal suo racconto i genitori: “È vero che Noemi è stata ospite a casa mia a Capodanno, insieme a tanti altri ospiti, non capisco perché debba costituire uno scandalo. Serve solo a insinuare. Cosa? Sesso? Ma quale sesso, per favore non scherziamo” (24 maggio 2009). Nessun genitore neppure alla cena a Villa Madama rivelata da Repubblica il 21 maggio. “Ho visto Noemi non più di quattro volte, l’ho già detto, e certamente tre volte in pubblico. A Roma, accompagnata dalla madre. A Villa Madama. Non c’è mai stato niente che non sia stato più che pulito e trasparente” (24 maggio 2009).

    Dunque c’era la madre Anna, ad accompagnare Noemi quel 19 novembre 2008 a Roma, anche se poi misteriosamente scompare al momento della cena, dove tutti ricordano solo la figlia. Ma, a questo punto, colpo di scena: la madre si trasforma nel padre.

    “Noemi più volte aveva espresso il desiderio di vedere una sfilata di moda dal vivo e avevo chiesto al presidente di accontentarla. Fummo invitati a Roma. Noemi andò subito a Villa Madama. Io rimasi a palazzo Grazioli con Alfredo, il maggiordomo, con il quale vedemmo la partita dell’Italia, un’amichevole con la Grecia”, racconta Elio Letizia a Il Mattino il 25 maggio 2009. Alla cena di Villa Madama l’ha accompagnata suo padre e sono tornati in auto, sostiene invece Anna Palumbo su Libero il 29 maggio 2009.

    A dare il colpo finale alle ricostruzioni di Berlusconi è l’intervista su Repubblica del 24 maggio all’ex fidanzato di Noemi, Gino Flaminio. Per sedici mesi (dal 28 agosto 2007 al 10 gennaio 2009) è stato fidanzato con Noemi, che lui chiama «Memi». Fidanzato in casa: «I genitori di Noemi non c’entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente. Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno intorno all’ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un «book» di moda. Lo aveva consegnato a un’agenzia romana, importante. Noemi mi dice che, in quell’agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi «book». Il fatto è – ripeto, è quello che mi dice Noemi – che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena da Berlusconi. Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro, cinque mesi dopo che il «book» era nelle mani dell’agenzia, dice Noemi. È stato un miracolo, dico sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo «viso angelico», dalla sua «purezza»; le dice che deve conservarsi così com’è, «pura». Questa fu la prima telefonata, io non c’ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi, ma le credo. Le cose andarono così perché in altre occasioni io c’ero e Noemi, così per gioco o per convincermi che davvero parlava con Berlusconi, m’allungava il cellulare all’orecchio e anch’io sentii dalla sua voce quella cosa della «purezza», della «faccia d’angelo». E poi, una volta, ha aggiunto un’altra cosa del tipo: «Sei una ragazza divina». Berlusconi, all’inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: «Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?», lui prima le ha risposto: «Se te lo dico, non ci credi». E poi: «Ma non si sente chi sono?». Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Lei al telefono lo chiamava papi tranquillamente. Anche davanti a me. Una sera, Emilio Fede e Berlusconi – insieme – hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Quella sera, sentii prima la voce del presidente e poi quella di Emilio Fede. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno. Io però ho cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva. Non mi piaceva più tutto l’andazzo. Non vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù all’angolo che si era fidanzato con Britney Spears”.

    E’ proprio Gino a parlare del lungo soggiorno di Noemi in Sardegna: “La cosa che proprio non ho mandato giù è stata la lunga vacanza di Capodanno in Sardegna, nella villa di lui. Noemi me lo disse a dicembre che papi l’aveva invitata là. Mi disse: «Posso portare un’amica, un’amica qualunque, non gli importa. Ci saranno altre ragazze». E lei si è portata Roberta. E’ partita verso il 26-27 dicembre ed è ritornata verso il 4- 5 gennaio. Quando è tornata mi ha raccontato tante cose. Che Berlusconi l’aveva trattata bene, a lei e alle amiche. Hanno scherzato, hanno riso… C’erano tante ragazze. Tra trenta e quaranta. Le ragazze alloggiavano in questi bungalow che stavano nel parco. E nel bungalow di Noemi erano in quattro: oltre a lei e a Roberta, c’erano le «gemelline», ma voi sapete chi sono queste «gemelline»? Per quella vacanza di fine anno, i genitori accompagnarono Noemi a Roma. Noemi e Roberta si fermarono prima in una villa lì, come mi dissero poi, e fecero in tempo a vedere davanti a quella villa tanta gente – giornalisti, fotografi – , poi le misero sull’aereo privato del presidente insieme alle altre ragazze, per quello che mi ha detto Noemi… Quante bugie mi avrà detto sui viaggi. A me diceva che andava a Roma sempre con la madre. Per dire, per quella cena del 19 novembre 2008 a Villa Madama mi raccontò: «Siamo stati a cena con il presidente, io, papà e mamma allo stesso tavolo». Non c’erano i genitori seduti a quel tavolo? Allora mi ha detto un’altra balla”.

    Proprio alla vigilia dell’uscita dell’intervista di Gino Flaminio, si fa vivo anche il direttore del Tg4 Emilio Fede, oggi indagato per favoreggiamento della prostituzione. Fede appare piuttosto agitato. Il 16 maggio, rilascia un’intervista al «Corriere» per mettere le mani avanti, ricordando di aver «provinato» Noemi come meteorina del Tg4, avendo ricevuto il suo curriculum per posta, di averla ricevuta per un’oretta insieme alla madre Anna e di averla infine scartata perché era «scarsa nella dizione». Ma – aggiunge – «se fosse stata segnalata da Berlusconi, credete che l’avrei rimandata a casa?».

    Poi, non contento, il 23 maggio, Fede dà vita a una sceneggiata nel bel mezzo del Tg4, inventandosi un’antica love story con la nonna di Noemi. Ma pure quella, come sempre, è solo un’imbarazzata bugia per salvare la faccia a un premier ultrasetttantenne con una grande passione per le ragazze minorenni.

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