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  • 05/04/2011 Ruby, dall’aula sì a conflitto attribuzione. In piazza il Democrazia day (http://www.ilfattoquotidiano.it)

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    La Camera dice sì al conflitto di attribuzione con 12 voti di scarto. L’aula ha così approvato la proposta avanzata dalla maggioranza di sollevare un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato sul caso Ruby. Intanto fuori da Montecitorio va in scena il Democrazia Day, iniziativa promossa dal Popolo viola, insieme a diversi partiti e associazioni.

    21.06 – E’ iniziata la Notte Bianca della Democrazia

    In piazza Santi Apostoli è iniziata la Notte Bianca della Democrazia, secondo atto delle manifestazioni di oggi contro le leggi ad personam del premier. Non a caso a fare da colonna sonora è il Dies Irae, che ha per tema il giorno del giudizio. ”Abbiamo voluto organizzare una notte bianca, simbolica, in uno dei periodi più bui della democrazia”, ha spiegato dal palco uno degli organizzatori. Oltre ai musicisti e ai comici, sul palco si alterneranno molti dei politici dell’opposizione che hanno aderito alla manifestazione: tra questi, Rosy Bindi, presidente dell’assemblea Pd, il leader dei Verdi Angelo Bonelli, Oliviero Diliberto, dirigente della Federazione della Sinistra, e Paola Concia del Pd.

    La maggioranza alla Camera si ferma oggi, per il voto sul conflitto di attribuzione, a quota 314. La richiesta della maggioranza è stata approvata con dodici voti di scarto; i voti dell’opposizione sono stati 302. A votare con la maggioranza, oggi, l’esecutivo quasi al completo: mancavano infatti solo il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. In totale, gli assenti del Pdl sarebbero stati 7, alcuni (gli esponenti del governo) perché in missione, altri per malattia.

    16.42 Verdini: “Siamo cresciuti, raggiunta quota 323″

    “La maggioranza è cresciuta e salirà ancora. Siamo in continua crescita”. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini commenta così il voto in Aula a Montecitorio sul conflitto di attribuzione in merito al processo Ruby. Dai calcoli fatti dal Pdl, infatti, al partito risulta che la maggioranza si attesta oggi a quota 323, compresi gli assenti durante il voto di oggi. Hanno votato con la maggioranza i due esponenti dei LibDem, Melchiorre e Tanoni. Quanto alle assenze nelle fila della maggioranza, oltre a quella di Silvio Berlusconi, risultano, tra le altre, quella del ministro Roberto Maroni, in missione in Tunisia, e dei deputati Angeli, Palumbo e Bonciani.

    16.41 Lib Dem hanno votato con la maggioranza

    I deputati Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Aurelio Misiti, hanno votato insieme alla maggioranza a favore del conflitto di attribuzione in aula alla Camera.

    16.40 Granata: “Parlamento ostaggio dei problemi del premier”

    “Il Parlamento è in ostaggio dei problemi giudiziari del premier. Ma le bandiere di Fli in piazza in segno di protesta e impegno civile sono un importante segnale di vita”.  Fabio Granata commenta così il voto di oggi sul conflitto di attribuzioni per il caso Ruby. ”Torniamo così allo spirito antagonista alla deriva di illegalità che tiene bloccata l’Italia e costruiamo l’alternativa al Pdl e a questa maggioranza”.

    16.38 Bossi: “12 voti di differenza? Bastano”

    “Bastano”‘. Questa la risposta del ministro per le Riforme, Umberto Bossi, ai giornalisti che a Montecitorio gli domandavano un commento sullo scarto di soli 12 voti sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby.

    16.11 Franceschini: “Berlusconi 330 deputati se li sogna la notte, oggi altra pagina vergognosa”

    ” “Mi pare che questa sia un’altra pagina davvero vergognosa”, ha detto Dario Franceschini, capogruppo del Pd riferendosi al conflitto di attribuzione sul caso Ruby, passato nell’aula della Camera per 12 voti di differenza tra il voto di maggioranza (314) contro quello delle opposizioni (302). “I 330 Berlusconi se li è sognati di notte. Sono arrivati a 314 e quindi i 330 sono un miraggio del premier che come tutti i miraggi si allontana”.

    16.05 Conflitto di attribuzione votato con 314 sì e 302 no

    L’aula della Camera ha approvato il conflitto di attribuzione per 314 voti a favore e 302 voti contrari.

    16.02 Santanché esce da Montecitorio, i manifestanti intonano l’inno di Mameli

    L’inno di Mameli scatta alla comparsa a piazza Montecitorio di Daniela Santanché. Le manifestanti presenti sulla piazza hanno prima invitato l’esponente Pdl “a parlare con le donne per capire che significa essere donna” e poi hanno intonato l’inno di Mameli. La Santanché, fermandosi a commentare con i cronisti ha detto: “Non è vero che il governo è fermo. Noi siamo impegnati sull’immigrazione, su Lampedusa che, come possono vedere tutti, e’ ormai svuotata. Tra le tante cose che il governo deve fare c’e’ la riforma della giustizia di cui il Paese ha bisogno”.

    16.00 Banchi del governo pieni: La Russa e Meloni trovano posto tra i deputati

    Banchi del governo al gran completo nell’Aula della Camera per la votazione sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby. In Aula c’erano praticamente tutti i ministri, assente il presidente del Consiglio: alla poltrona da lui usualmente occupata c’era il ministro Michela Vittoria Brambilla, tra i ministri Umberto Bossi e Franco Frattini. I banchi erano talmente pieni di ministri e sottosegretari che i ministri La Russa e Meloni non hanno trovato posto ed hanno dovuto accomodarsi ai banchi da deputato.

    15.42 – Castagnetti: “Ad Arcore di tutto fuorché interesse di Stato”

    “Non è vero che Silvio Berlusconi abbia agito nell’interesse dello Stato, quando organizzava le serate di Arcore dove c’era di tutto e di più, tranne l’interesse dello Stato”. E’ Pier Luigi Castagnetti, presidente della Giunta per le autorizzazioni alla Camera, a chiarirlo intervenendo a nome del Pd nel dibattito alla Camera sul conflitto d’attribuzioni sul caso Ruby. Per questi motivi, sottolinea, “non può configurarsi dunque alcun conflitto di attribuzione” mentre Castagnetti lamenta “violenza alle istituzioni” e “la volontà di creare un incidente per realizzare uno stato di conflitto permanente tra le istituzioni”.

    15.40 – Berlusconi: “Contro di me in atto brigatismo giudiziario”

    “Contro di me è in atto un verobrigatismo giudiziario”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della riunione con i capigruppo della maggioranza, commentando la pubblicazione delle intercettazioni a suo carico contenute negli atti di accusa dei pm nel processo Ruby.

    15.40 – Consolo: “Votiamo contro”

    ”Fli alla luce delle norme della Costituzione ritiene la Camera di appartenenza l’unico giudice naturale precostituito per legge e insussistenti i presupposti per sollevare un conflitto di attribuzioni: per questo annuncia il voto contrario”. E’ la dichiarazione del deputato Vincenzo Consolo intervenuto alla Camera per Fli prima del voto sul conflitto di attribuzioni sul caso Ruby. “Noi di Fli, – ha aggiunto – prescindendo dalla gravità e dalla fondatezza dei reati contestati a Berlusconi e senza volere entrare nel merito, concentriamo l’attenzione sul diritto”.

    15.31 – Moffa: “Sì a conflitto, per difendere parlamento”

    ”Iniziativa Responsabile ritiene fondata la richiesta della maggioranza di sollevare il conflitto di attribuzioni per dirimere una delicata e complessa questione. Abbiamo il dovere di farlo nell’interesse del Parlamento. L’opposizione non riesce a liberarsi di un antiberlusconismo di maniera agitando un gretto moralismo che niente ha a che fare con la moralita”. Lo ha detto Silvano Moffa di Iniziativa responsabile intervenendo in aula. “I giudici di Milano – ha spiegato Moffa – hanno disatteso la decisione della Camera: a questo punto possiamo accettare passivamente che il nostro deliberato sia considerato nullo da altro potere dello Stato o reagire alla rottura della leale collaborazione tra i poteri”.

    15.24 – Di Pietro: “Basta con gli abusi di funzioni”

    “Denunciamo ancora una volta l’abuso delle funzioni che in questo Parlamento il governo sta portando avanti. I parlamentari utilizzano le loro funzioni per assicurare l’impunita’ a chi li ha mandati in Parlamento. Ormai nelle camere c’e’ chi chiede di conseguire l’impunita’ e chi, in cambio di una poltrona, si fa complice di questa situazione”. Lo ha detto il presidente dell’IdV, Antonio Di Pietro, tanto in Aula quanto partecipando al presidio permanente contro i ddl del governo sulla giustizia, organizzato a piazza Montecitorio in concomitanza con il voto sul caso Ruby.

    15.00 – Comincia il Democrazia Day

    Dietro le transenne cominciano ad assieparsi i manifestanti, controllati dai Carabinieri, che sono dislocati anche lungo il perimetro della piazza di fronte all’accesso principale della Camera. Mercoledì scorso l’apparato di sicurezza venne messo sotto accusa dall’opposizione, che non mancò di sottolineare il fatto che, malgrado il Pd e il Popolo Viola avessero annunciato già dalla mattina la convocazione di un presidio di protesa davanti a Montecitorio, ai manifestanti venne inspiegabilmente concesso di avanzare fino a pochi passi dal portone della Camera. Governo e maggioranza, attaccarono sia il Pd sia i manifestanti del Popolo Viola, accusandoli di aver deliberatamente cercato lo scontro. Oggi, quindi, l’apparato di sicurezza è stato rinforzato anche se per ora tutto è calmo. Dalle 20 in poi, l’iniziativa alla quale hanno aderito Articolo 21 e Libertà e Giustizia, Move On Italiano, Antonio Di Pietro e l’Idv, oltre a diversi parlamentari Pd e Fli, si trasferirà in piazza Sant’Apostoli dove parleranno rappresentati della società civile, dei partiti, del mondo delle associazioni. Sul palco saliranno anche Di Pietro, Rosy Bindi e Fabio Granata. Molti gli artisti e i rappresentanti del mondo della cultura che presenzieranno alla ‘Notte bianca per la democrazià: Giobbe Covatta, Moni Ovadia, Giuliano Montaldo, Dario Vergassola, Massimo Ghini e la Tavola della Pace. Il Pd ha deciso invece di organizzare una propria manifestazione al Pantheon, a partire dalle ore 18, alla quale parteciperà il segretario Pier Luigi Bersani

    05/04/2011 Processo breve, Corsaro: “Voto slitta a settimana prossima” (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    “L’esame del processo breve comincerà domani pomeriggio o giovedì. In ogni caso, escludo che venga approvato entro questa settimana”. Lo ha detto Massimo Corsaro, vicepresidente del Pdl alla Camera, parlando con i giornalisti a Montecitorio.

    La maggioranza è orientata a ridisegnare il calendario dei lavori dell’Aula della Camera. Si potrebbe arrivare, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, a una maratona notturna per completare l’iter del provvedimento sui piccoli comuni. Così forse già domani potrebbe iniziare a votare gli emendamenti sul processo breve.

    Nel primo pomeriggio Corsaro ha partecipato al vertice a Palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi. All’incontro hanno partecipato anche Fabrizio Cicchitto, il presidente dei senatori Maurizio Gasparri e il vice Gaetano Quagliariello, i capigruppo della Lega Marco Reguzzoni e Federico Bricolo, il capogruppo di Ir, Luciano Sardelli. In via del Plebiscito sono stati ricevuti anche il guardasigilli Angelino Alfano e il legale del premier Niccolò Ghedini. Sul tavolo le prossime scadenze parlamentari e il caso Ruby. La riunione è durata poco più di due ore.

    05/04/2011 Così Giuliante, avvocato di Ruby, invitò un boss della ‘ndrangheta a cena da Berlusconi (http://www.ilfattoquotidiano.it)

    L'ex tesoriere del Pdl lombardo, già avvocato di Ruby, chiama l'uomo delle 'ndrine. Obiettivo: appoggi politici

    Quindici maggio 2009: il cellulare di Paolo Martino inizia a squillare molto presto. Venti minuti dopo le otto, e il presunto boss della ‘ndrangheta, arrestato il 14 marzo scorso per associazione mafiosa, già passeggia nel salotto della sua casa di corso XXII Marzo a Milano. Da mesi ha il telefono sotto controllo. I carabinieri del Ros, infatti, lo considerano il principale referente delle cosche reggine in riva al Naviglio. Condannato a 9 anni per omicidio, col tempo Martino ha fatto carriera. Prima sicario. Poi trafficante. Quindi latitante. E ora, secondo i pm, top manager della mafia più influente del mondo. Dall’altra parte della cornetta c’è, invece, un avvocato milanese. Già nella segreteria regionale del Pdl, ex tesoriere del partito in Lombardia, Luca Giuliante è stato il primo legale di Ruby. Lui le ha fatto da tutor nei mesi successivi alla notte in questura del 27 maggio 2010.

    I fondi per l’elezione di Podestà

    In quella mattina di maggio, però, Karima El Mahroug non c’è ancora e Giuliante parla d’altro. L’uomo delle cosche ascolta. Gli investigatori del Ros registrano. Sono carabinieri esperti, abituati a seguire i discorsi a singhiozzo delle intercettazioni. Poi ecco le parole che non ti aspetti. In sequenza l’avvocato snocciola il nome dell’ad di Impregilo e presidente di Bpm Massimo Ponzellini, già assistente personale di Romano Prodi, quindi quello di Berlusconi. L’obiettivo è fare incontrare il banchiere, che piace alla Lega, con l’uomo dei clan. L’occasione, racconta l’avvocato nella telefonata depositata agli atti dell’indagine Caposaldo, sarà una raccolta fondi per la campagna elettorale di Guido Podestà programmata per il 18 maggio. Il tutto officiato nelle sale settecentesche di villa Gernetto a Lesmo, acquistata dal premier dopo il divorzio con Veronica Lario. Dice Giuliante: “Siccome tu mi avevi chiesto se era possibile creare delle condizioni per conoscerlo, forse questa è la volta buona”. All’appuntamento, riservatissimo, ci sarà anche il Cavaliere. E oltre a lui, il gotha della finanza lombarda: dall’imprenditrice Diana Bracco (già nel Cda della società che gestirà l’Expo) al presidente di Assimpredil Claudio De Albertis. Tutti iscritti nella lista dei sessanta, selezionatissimi, ospiti.

    Insomma, l’invito è di quelli da non perdere, soprattutto per uno come Martino che sotto la Madonnina ci arriva in cerca di appoggi da spendere sui tavoli dei maxi-appalti lombardi. Anche per questo Giuliante mostra toni entusiasti. Con Martino si conoscono dal marzo 2009. Hanno confidenza. E poi in comune vantano amicizie di peso come quella con Lele Mora. “È stato proprio Mora – racconta Giuliante al Fatto – a presentarmi personalmente Martino”. Il manager della ‘ndrangheta, infatti, entra in contatto con l’imprenditore dei vip amico del Cavaliere grazie a Stefano Trabucco, uno dei tanti factotum di Mora. Giuliante, invece, il Lele lo conosce da tempo. Per amicizia e per lavoro. È, infatti, il suo avvocato per la bancarotta della LG Management e ora lo difende anche nel processo sulle cene di Arcore. Nel 2009, però, i bunga bunga di villa San Martino non c’entrano. Qui si parla di mafia e affari. Politicamente, poi, Giuliante, che non risulta indagato, sta con il Pdl. Nel 2010, ha difeso il listino di Formigoni nell’affare delle firme false per le regionali. Nel 2009, invece, è a capo del comitato elettorale di Podestà che da lì a poche settimane diventerà il nuovo presidente della Provincia. E del resto, con il futuro inquilino di Palazzo Isimbardi, l’avvocato milanese condivide anche certi affari nel settore immobiliare. A Martino, invece, la politica interessa il giusto. Quello che vale è il business. Certo, il suo curriculum un po’ impressiona. Perché, oltre a quell’omicidio compiuto a 16 anni, sul tavolo può mettere parentele di peso, come quella con Paolino De Stefano, capo dei capi della mafia calabrese.

    Nel 2009, dunque, il padrino va alla grande. In città gira a bordo di un suv bianco. Mentre sulla sua agenda sono segnati nomi di primo piano. C’è Vito Cardinale, uno dei proprietari della discoteca Hollywood, per anni covo prediletto di Mora. C’è il messinese Natale Sartori, già socio in affari con le figlie di Vittorio Mangano e amico del senatore Marcello Dell’Utri. C’è la cosca Flachi con la quale tratta l’ingresso nella Tnt e partecipa, il 14 maggio 2009, all’apertura del nuovo hub di Linate, alla cui inaugurazione ci sarà anche il sottosegretario alla presidenza di Regione Lombardia Angelo Giammario. L’attività di Martino è vorticosa.

    Il fedelissimo di La Russa

    E così lo ritroviamo vicino a piazza San Babila mentre presenta l’imprenditore calabrese Fabio Mucciola a un fedelissimo del ministro La Russa. Si tratta di Pasquale Guaglianone, ex terrorista nero, oggi nel cda di Ferrovie Nord. Insomma, annota il Ros, “Martino si muove in una sfera amplissima di conoscenze”.

    La telefonata con Giuliante aggiunge particolari alla scena. Riguardo all’appuntamento del 18 maggio l’avvocato “informa Martino, che in qualità di presidente del comitato elettorale di Podestà, ha organizzato una cena a Lesmo, presso una villa del presidente del Consiglio con quota di partecipazione di 25 mila euro”. Tra gli ospiti ci sarà anche il padrone di casa. L’avvocato insiste: Martino ci deve essere “perché – si legge nell’informativa del Ros – a dire di Giuliante, tale occasione sarebbe favorevole per relazionarsi con l’ad di Impregilo, ufficialmente invitato alla cena”. Un’opportunità d’oro per il referente della ‘ndrangheta sotto la Madonnina che, però, alla fine declinerà l’invito. “Martino – chiosa Giuliante – non mi disse né sì né no. Ma alla fine non è venuto. E la cosa mi è dispiaciuta. Di lui conservo il ricordo di una persona garbata e simpatica”. La cena, invece, si farà. Mattatore della serata, naturalmente, il Cavaliere che, dopo aver magnificato le doti di Podestà (“Lui fa i fatti e non le parole”), a fine serata, omaggia gli ospiti con una interpretazione tutta personale di Malafemmena.

    http://www.ilfattoquotidiano.it
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