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  • 14/02/2007 Manifestazione Vicenza: Il Governo non ci sarà ma rimane il rischio incidenti (http://www.canisciolti.info)

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    ''Il governo non manifesta contro se stesso''. A buon fine l'invito - ed anche qualcosa di piu' - lanciato ieri dal premier Romano Prodi, e ribadito anche oggi a Nuova Delhi. Quindi, a Vincenza sabato non sfilera' nessun esponente dell'esecutivo. E quella che ventiquattr'ore fa appariva come la direzione di marcia annunciata, oggi e' divenuta certezza.

    Il primo ad annunciare il cambio di rotta e' il sottosegretario allo Sviluppo economico, Alfonso Gianni, che in una nota spiega: ''Viste le numerose prese di posizione intervenute nella giornata di ieri, non posso che prendere atto dell'invito esplicito rivoltomi in particolare dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dal segretario del mio partito, Franco Giordano, ribaditomi anche in un successivo incontro di queste ore, a recedere dall'intenzione a manifestare''. Detto questo, aggiunge l'esponente di Rifondazione comunista, ''non vengono naturalmente meno le ragioni della mia contrarieta' alla decisione assunta, per il merito e per il metodo, da parte del governo, del quale pure faccio parte con convinzione''. Sulla stessa linea il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento. ''Prendo atto dell'invito del presidente Prodi - spiega a Montecitorio - e non andro''' a Vicenza. Ma anche lui tiene a precisare che ''i Verdi restano comunque contrari all'allargamento della base e si sappia che c'e' una contraddizione che rimane aperta''. ''E' irrilevante che io vada o non vada - poi ribadisce - quel che conta e' che ci sia una grande manifestazione''.

    Ma e' proprio sull'esito della manifestazione, scongiurato l'inconveniente 'diplomatico' per Palazzo Chigi, che si e' spostata via via l'attenzione. A poche ore dagli arresti effettuati dalle forze dell'ordine, che hanno reciso l'attivita' di una cellula di nuove Brigate rosse, e' proprio il tema della sicurezza che ha animato il contoalla rovescia in vista della partenza dei cortei. A lanciare un animato dibattito, suo malgrado, e' stato il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che nella sua informativa alla Camera sembrava aver ipotizzato che la manifestazione di Vicenza potesse in qualche modo ''saldare spezzoni di ostilita' nei confronti delle forze dell'ordine'', pur dichiarandosi ''sicuro che tutti coloro che siedono in questo Parlamento, in quell'occasione esprimeranno invece l'atteggiamento opposto''.

    Una presa di posizione che ha avviato per tutta la giornata numerose repliche, che non hanno potuto tener conto della precisazione giunta in serata dal Viminale, secondo cui Amato non ha voluto fare ''alcun collegamento tra pacifisti che dimostrano e terroristi'', bensi' solo un invito a tutti per ''la massima solidarieta' verso le forze dell'ordine, contro il rischio di infiltrazioni nel corteo di Vicenza di estremisti non pacifici e ostili verso la polizia''. ''Una solidarieta' e una vigilanza - ha aggiunto la nota - che aiuteranno le stesse forze dell'ordine a garantire che chi vuole manifestare pacificamente possa farlo senza problemi''. Poche ore prima, nella stessa Aula di Montecitorio, durante il question time, sullo stesso tema ha preso la parola il vicepremier Francesco Rutelli.

    ''Confido che non vi sara' alcun disordine'', ha detto il leader della Margherita, spiegando che esso dovra' essere ''prevenuto''. Ma ''nel caso vi fosse'', ha garantito, ''deve essere represso con estrema severita'''. Il presidente del Consiglio, dal canto suo, spera che sia ''una manifestazione serena'', portata avanti con ''consapevolezza'', come avviene per ''ogni manifestazione democratica, libera, senza aggressione e tensioni''. E a chi gli ricorda le piu' o meno velate preoccupazioni degli Stati Uniti sul fronte sicurezza, dall'India Prodi tiene a precisare che ''a Vicenza la responsabilita' dell'ordine pubblico, coma ha detto il ministro Amato, e' del governo italiano, non di quello americano''.

    Sull'argomento e' intervenuto anche il Guardasigilli, Clemente Mastella, il quale spera ''non ci sia da preoccuparsi'', sperando che non accada nulla e che ''ci sia senso di responsabilita'''. Nel caso in cui, avverte, prevalga ''l'isteria antistatuale di qualcuno, che Dio non voglia, e si inseriscono gruppuscoli che iniettano veleni anti Stato, allora e' oggettivamente un problema''. Ma l'interpretazione data all'informativa di Amato ha spinto il capogruppo del Prc alla Camera, Gennaro Migliore, ad affermare che ''il ministro non puo' avere dubbi'', perche' ''alla manifestazione di Vicenza, che sara' popolare e pacifica, pensiamo vada dato massimo ascolto e visibilita'''. ''Siamo i primi - ha sottolineato Migliore - a respingere ogni forma di violenza''.

    E per Francesco Caruso, deputato indipendente di Rifondazione e leader no global, ''le preoccupazioni'' espresse dal ministro Amato apparivano ''del tutto infondate e sbagliate''. ''Il corteo'', ha ribadito, ''nasce come percorso di lotta dei comitati cittadini contro l'ampliamento della base che hanno dimostrato in queste settimane di saper coniugare radicalita' e consenso in un quadro di mobilitazione pacifica e di massa''. Insomma, secondo Caruso ''non si puo' e non si deve mai confondere la protesta sociale e popolare con il terrorismo''. Una considerazione condivisa in pieno, comunque, anche dal ministro Amato

    14/02/2007 Parisi: Il Comune di Vicenza ha dato l'assenso a allargamento base Usa (http://www.canisciolti.info)

    Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha confermato che il Governo "ha ascoltato la città" di Vicenza prima di dare una risposta definitiva alla richiesta Usa per l'allargamento della base militare nei pressi dell'aeroporto Dal Molin.

    Intervenendo alla trasmissione di Gad Lerner, 'L'infedele', su La7, Parisi ha spiegato che "il Governo pur consapevole di un'aspettativa consolidata degli Stati Uniti, ancorché non formalizzata in un impegno compiuto, ha ritenuto di aprire un confronto con la città, condizionando la sua risposta a quella della città stessa". Ma Vicenza, ha aggiunto il ministro, "per noi è innanzitutto il Comune". "Abbiamo chiesto di esprimere un'opinione che è stata di assenso, seppur accompagnata da condizioni", ha precisato Parisi. "Quindi abbiamo dovuto fare i conti con il tempo che scadeva, portando a sintesi la richiesta degli Stati Uniti con la posizione del Comune".

    Il ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha confermato che il Governo "ha ascoltato la città" di Vicenza prima di dare una risposta definitiva alla richiesta Usa per l'allargamento della base militare nei pressi dell'aeroporto Dal Molin.

    Intervenendo alla trasmissione di Gad Lerner, 'L'infedele', su La7, Parisi ha spiegato che "il Governo pur consapevole di un'aspettativa consolidata degli Stati Uniti, ancorché non formalizzata in un impegno compiuto, ha ritenuto di aprire un confronto con la città, condizionando la sua risposta a quella della città stessa". Ma Vicenza, ha aggiunto il ministro, "per noi è innanzitutto il Comune". "Abbiamo chiesto di esprimere un'opinione che è stata di assenso, seppur accompagnata da condizioni", ha precisato Parisi. "Quindi abbiamo dovuto fare i conti con il tempo che scadeva, portando a sintesi la richiesta degli Stati Uniti con la posizione del Comune".

    14/02/2007 Manifestazione Vicenza: Prefetto decide la chiusura delle scuole (http://www.canisciolti.info)

    Scuole di ogni ordine e grado chiuse a Vicenza sabato 17 febbraio. Lo ha deciso il Prefetto della citta' berica come conseguenza della grande manifestazione che si terra' nel fine settimana contro il raddoppio della base Usa. Una decisione dettata dalla necessita' di tutelare l'incolumita' degli studenti.

    Il ministro dell'Interno, Giuliano Amato, mette in guardia le forze politiche in vista della manifestazione di sabato prossimo contro l'ampliamento della base Usa a Vicenza che potrebbe diventare una pericolosa occasione di violenza contro le forze dell'ordine.

    Nel corso della informativa alla Camera, Amato ha detto: "Un'occasione per manifestare solidarietà, se non per tutti ma per alcuni e sono certo sarà così, potrebbe essere la manifestazione di sabato che potrebbe essere l'occasione cercata da altri per saldare gli spezzoni di ostilità nei confronti delle forze dell'ordine. Sono certo che in quell'occasione tutti coloro che siedono in questo Parlamento esprimeranno invece l'atteggiamento opposto".

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