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  • 18/02/2007 La Cdl attacca Prodi e la maggioranza dopo la manifestazione di Vicenza (http://www.canisciolti.info)

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    A Vicenza la maggioranza ha manifestato contro il Governo e contro gli Stati Uniti: una situazione triste e paradossale che non può non avere conseguenze politiche. Suona più o meno così il coro di reazioni al corteo contro l'ampliamento della base Usa che arriva oggi dagli esponenti del centrodestra. Le note più acute sicuramente provengono da Silvio Berlusconi e Roberto Calderoli.

    L'ex premier comunica ai giovani di Forza Italia riuniti a Napoli di sentirsi "molto triste" nel vedere tutte quelle persone sfilare "contro gli Stati Uniti" che invece durante la Seconda Guerra Mondiale "hanno sacrificato la vita per il nostro Paese". Il leghista vicepresidente del Senato, invece, compila una lunghissima nota per le agenzie in cui chiede le dimissioni di Romano Prodi: "Se non fa oggi un gesto di onestà intellettuale - dice - tornando a dedicarsi alla sua famiglia, ad espiazione di quello che ha fatto sui Dico, e abbandonando il suo ruolo di Governo, allora significa che da parte sua e da parte della sinistra cosiddetta riformista l'unica cosa che conta davvero è l'amor per la cadrega (la sedia, ndr)". E Altero Matteoli (An) si chiede "cosa faranno Prodi, D'Alema e Rutelli" indicando come ora X per la verifica all'interno della maggioranza il voto sulle comunicazioni che il ministro degli Esteri Massimo D'Alema farà mercoledì prossimo 21 febbraio in Senato: "Vedremo su quali specchi sarà costretto ad arrampicarsi il ministro degli Esteri per tenere insieme ciò che non si tiene neppure con l'attack", ironizza il presidente dei senatori di An.

    Non manca di sottolineare le contraddizioni nel centrosinistra neanche l'Udc che però nelle parole del segretario Lorenzo Cesa sembra confidare nella coerenza di Prodi: "Il comportamento della maggioranza è schizofrenico - osserva il leader centrista in una nota - e mette in pericolo la credibilità internazionale del nostro Paese e i rapporti tra Italia e Usa. Ci auguriamo che Prodi tenga la rotta e rispetti gli impegni in politica estera, nonostante gran parte della sinistra sia ormai apertamente contro il governo". E nonostante le parole del presidente del Consiglio che in serata ribadisce che "il programma non cambierà" e che quindi la base Usa a Vicenza verrà raddoppiata, i forzisti Sandro Bondi e Fabrizio Cicchitto parlano ancora una volta di vittoria del movimento estremista che finirà per condizionare Prodi: "La disfida di Vicenza, tutta interna alla sinistra, ha visto prevalere ancora una volta il movimentismo estremista che si riconosce in Bertinotti e che da oggi condizionerà sempre più pesantemente l'azione del governo in senso massimalista e antiamericano", osserva il coordinatore di Forza Italia da Firenze. E il suo vice, Cicchitto, insinua: "Il ministro Parisi parla di una riduzione di aggravio sulla città di Vicenza. E' un tentativo di dare un contentino formale a Prc, Verdi e Pdci oppure è l'inizio di un cedimento alla sinistra estrema?".

    Non sono mancate, infine, dal centrodestra le accuse di "simpatia" nei confronti delle Br: "Lo striscione 'Liberate i compagni arrestati' dimostra che a Vicenza era presente anche una rappresentanza di fiancheggiatori delle Br", è l'accusa di Cicchitto. Ma è ancora una volta Calderoli a fare le insinuazione più pesanti: "L'assenza di incidenti nella manifestazione di oggi è la prova provata che i violenti e gli estremisti sono condizionabili dietro il comando di qualcuno che evidentemente possiede i numeri di telefono dei 'compagni che sbagliano' e questa volta li ha utilizzati" trasformando "il disobbediente Casarini in un guida boy scout".

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