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  • 18/02/2007 Dopo Vicenza la sinistra radicale è più forte (http://www.canisciolti.info)

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    La notizia è che non è successo niente. I centri sociali, la Fiom e pezzi di Cgil, militanti e stati maggiori dei partiti della sinistra radicale e della sinistra Ds, praticamente l'intera Unione del Veneto fino alla Margherita, hanno sfilato in duecentomila pacificamente. Corteo interminabile: partiti i primi, per il 'giro' di circa sei chilometri, poco dopo le 13, l'ultimo spezzone è stato annunciato a Campo Marzio alle 18.30. I numeri degli organizzatori dicono tra cento e duecentomila persone, perfino la Questura, di norma molto prudente, ha diffuso una stima di 80mila persone presenti.

    Un corteo contro la guerra, contro il raddoppio della base militare statunitense, e un po' anche contro il governo: "non è certo contro ignoti", scherza il parlamentare 'no global' del Prc Francesco Caruso. Tanti, tantissimi gli applausi al Nobel Dario Fo e alla sua compagna, oggi senatrice Idv, Franca Rame, che a fine corteo dal palco di Campo Marzio non hanno risparmiato strali al governo di centrosinistra, reo di impegnarsi in missioni "di guerra" e di aver accresciuto le spese militari. Romano Prodi risponde che il governo non cambierà strada, ma fin d'ora si può prevedere che a Roma la sinistra radicale, confortata ancora una volta dal rapporto con la piazza, chiederà qualche solida contropartita a un Prodi che si dovesse dimostrare inamovibile su Vicenza.

    Molto tesi gli esponenti della Fiom e della Cgil, che sfilando non lesinano critiche alla stampa: il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini accusa: "Contro di noi una campagna politica" prendendosela direttamente con il Corriere della sera. Poi però prevale la soddisfazione per una manifestazione più grande e più pacifica del previsto.

    Tutti gli allarmi che avevano infiammato il dibattito politico in settimana si sono dissolti al timido sole vicentino: nessun tafferuglio, nessuna bandiera bruciata, rare e isolate (uno striscione, qualche scritta sui muri) anche le manifestazioni di solidarietà con i "compagni" arrestati nell'inchiesta Br. L'incidente più grave da segnalare, lo scoppio di un petardo davanti alla questura, dove il corteo è passato per ore senza incidenti. Decisiva probabilmente la scelta dei responsabili dell'ordine pubblico di tenere un profilo estremamente discreto: non si ricorda una manifestazione di questo genere con così pochi blindati e reparti antisommossa in vista. Le camionette presidiavano il centro storico, ma senza esibizioni muscolari, sempre a distanza di almeno un isolato dai manifestanti e con le vie di fuga dal corteo apparentemente libere, accessibili. Fin dalla mattina, con i controlli molto blandi per i pullman all'ingresso della città, si era visto che le stesse forze dell'ordine non stavano vivendo una situazione di allarme particolare. Un allarme, evidentemente, determinato in settimana più dal confronto fra le forze politiche che da reali timori di incidenti gravi.

    Alla fine, hanno avuto buon gioco i leader della sinistra radicale a celebrare quello che è, a tutti gli effetti, un successo. Per Oliviero Diliberto, leader del Pdci, sono stati "smentiti gli uccelli del malaugurio". Mentre Angelo Bonelli dei Verdi invita il centrodestra a riporre in frigo "lo spumante che avevano già pronto" in caso di incidenti. Mentre Fausto Bertinotti fa sapere di essere "soddisfatto" per l'esito pacifico della manifestazione, il suo erede alla guida di Rifondazione Franco Giordano mette a fuoco il dopo Vicenza: "Dopo questa manifestazione - avverte - serve un confronto diretto tra il movimento e il Governo. Bisogna costruire un canale di comunicazione". La polemica la tiene viva, alla fine, il solo Luca Casarini, leader dei 'disobbedienti' del Nordest, che dà del "criminale" al ministro Amato e promette: "Ci vediamo quando faranno arrivare le ruspe al Dal Molin". Ma per le forze politiche l'appuntamento è a più breve scadenza: prima tappa del confronto,la discussione in Senato mercoledì prossimo sulla politica estera. Un tema sul quale, oggi lo si è visto in modo netto, l'Unione resta divisa.

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