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  • 15/09/2008 Sfilano i No Dal Molin. «A difesa del referendum» (Francesco Pota, http://www.lanuovaecologia.it)

    Ricerca personalizzata

    manifestanti a Vicenza


    Migliaia di persone sono scese in piazza sabato a Vicenza nonostante la pioggia. Per difendere la consultazione del prossimo 5 ottobre. Per il sindaco Variati il corteo è stato una «grande prova di civiltà»

    Secondo il Presidio Permanente 'No Dal Molin', nonostante la pioggia, migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione per difendere la consultazione popolare del prossimo 5 ottobre e chiedere le dimissioni del questore Sarlo, dopo le cariche della polizia di sabato 6 settembre. 
    Il Presidio - una delle sigle che ha promosso il corteo - in una nota indica punte di presenza di circa 8.000 persone. Secondo le forze dell'ordine e altre fonti vicine ai promotori, la stima è attorno ai 2.000-2.500 partecipanti.
     
    Il Presidio rileva che c'erano tanti vicentini a cui si sono aggiunti "delegazioni provenienti dalla val Susa, da Chiaiano, da Mattarello e tanti altri territori". Si è trattato di una manifestazione "per difendere il diritto di Vicenza a esprimersi, nonostante il dichiarato tentativo, da parte del governo, di far saltare e delegittimare la consultazione popolare".
     
    Per il sindaco di Vicenza Achille Variati la manifestazione si è dimostrata "una grande prova di civiltà". Il corteo si è snodato per le vie della città per rinnovare il 'no' dei Comitati al raddoppio della base Usa e per appoggiare il referendum consultivo voluto dallo stesso primo cittadino, senza incidenti.
     
    "Come al solito, la manifestazione era stata accompagnata dalle previsioni troppo fosche dei molti profeti di sventura - sottolinea - che, purtroppo, preferirebbero i disordini: sono gli stessi che rabbiosamente tentano in ogni modo di impedire una democratica consultazione popolare, che darà finalmente la parola ai cittadini".
     
    "Come sindaco non posso che essere felice che la manifestazione del dissenso, qualunque siano le ragioni della protesta - conclude - si svolga tranquillamente e civilmente. E' lo spirito con cui affrontare le tre settimane che ci separano dalla consultazione”.
     
    Dopo aver percorso le vie della città i manifestanti hanno raggiunto i cancelli dell'area civile dello scalo aeroportuale, al cui interno c'era un imponente spiegamento di forze dell'ordine.
     
    Lanciando alcuni slogan per ribadire lo spirito pacifico dell'iniziativa, è stata scaricata da un furgone e montata in un'area esterna una struttura in tubi Innocenti. Una struttura provvisoria, chiamata "torretta di osservazione", che nei prossimi giorni sarà utilizzata per cercare di controllare quanto sta avvenendo all'interno dello scalo.
     
    La settimana scorsa alcuni manifestanti avevano cercato di creare una base permanente per la stessa struttura ed erano intervenute le forze dell'ordine. Stavolta tutto si è svolto senza alcun problema.
     
    "Questo è quello che volevamo fare anche la settimana scorsa - hanno detto gli oppositori dalla nuova base statunitense - e nei prossimi giorni verremo a vedere cosa succede in aeroporto".

    19/09/2008 Vicenza, il Tar non sospende la consultazione sul Dal Molin (Barbara Lomonaco, http://www.lanuovaecologia.it)

    Manifestazione contro la Base Usa a Vicenza


    Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso del Comitato per il Sì al Dal Molin, che chiedeva di sospendere la consultazione popolare del 5 ottobre prossimo. Il sindaco Variati: «Ora informeremo i vicentini su come esprimersi»

    Il Tar del Veneto ha respinto il ricorso presentato dagli esponenti del Comitato per il Sì al Dal Molin, che chiedeva la sospensiva per la consultazione popolare del 5 ottobre prossimo. Per il sindaco di Vicenza, Achille Variati, l'ordinanza del Tar del Veneto che respinge la richiesta di sospensiva del referendum sul Dal Molin "è una vittoria per la città e una sconfitta per chi voleva fermare la consultazione".
    "L'ordinanza del Tar dice che la consultazione non provocherà alcun danno ai cittadini e che si tratta di un'iniziativa a scopo esplorativo, esattamente come prevede il nostro statuto comunale", ha spiegato Variati. "Ribadisce quindi, come ci aspettavamo, la legittimità alla nostra deliberazione e dà ragione al consiglio comunale che l'ha approvata - ha aggiunto - e tappa la bocca ai nemici della consultazione, a quelli che non vorrebbero che la città desse un'opinione sulla questione". Alla domanda di un giornalista che chiedeva se l'ordinanza "tappi la bocca anche a Costa", Variati ha risposto osservando che "a volte i professori parlano troppo".
     
    "Sono molto contento di questo esito - ha concluso - ho immediatamente dato il via alla stampa della lettera che spediremo nei prossimi giorni ai cittadini per illustrare loro come esprimere, se lo vorranno, la propria opinione sul Dal Molin attraverso la consultazione del prossimo 5 ottobre: dopo anni in cui Vicenza è stata costretta al silenzio, finalmente la voce dei cittadini potrà essere ascoltata".
     
    Per la maggioranza in consiglio comunale a Vicenza, "adesso è il momento di dare voce alla città: la decisione del Tar del Veneto fa finalmente chiarezza". "In queste settimane - commentano Federico Formisano, Gianni Rolando e Stefano Soprana, capigruppo nel consiglio comunale del Partito Democratico, della lista Variati Sindaco e di Vicenza Capoluogo - chi si oppone all'ascolto dei vicentini ha sostenuto tesi sempre più bizzarre e discutibili: prima si è detto che la consultazione era illegittima, poi si è sostenuto che era pericolosa e che alimentava le tensioni".
     
    "Il colmo - aggiungono - l'ha raggiunto il Commissario Costa, quando ha definito 'antidemocratica' una consultazione che interpella i cittadini". "Adesso da chi si oppone alla consultazione, pretendiamo rispetto verso il diritto dei cittadini di esprimersi liberamente - concludono -. La consultazione del 5 ottobre sarà un momento di democrazia, un passo avanti verso la pacificazione di una città umiliata dall'arrogante imposizione di decisioni dall'alto".
     
    "Come comitato - ha affermato il coordinatore sei Sì Dal Molin Roberto Cattaneo - valuteremo, dopo aver letto la motivazione, di presentare un eventuale ricorso al Consiglio di Stato". Al primo punto della richiesta respinta , ha sintetizzato Cattaneo, il fatto che "veniva chiesto ai cittadini se il Comune doveva acquistare l'area dove dovrebbe sorgere l'ampliamento della base Usa di Vicenza". "Un quesito - ha aggiunto - per noi inammissibile, perché quell'area non è in vendita, essendo demaniale".
     
    Circa un terzo dell'area, inoltre, "è già stata concessa proprio per la realizzazione della nuova base agli americani, i quali ne hanno preso possesso nelle ultime settimane". Inoltre, ha concluso, "non ci sono i presupposti di regolarità di un'eventuale consultazione popolare: i quesiti venivano mandati a casa e i cittadini avrebbero dovuto rispondere da casa, con una mancanza di privacy e di controllo".
     
    Interviene nel dibattito anche Marina Bergamin, segretaria generale della Cgil di Vicenza: "Ora basta tensioni: lasciamo che la città capisca e ragioni con la propria testa e si pronunci".
    "Esprimiamo soddisfazione - ha detto bergamin - per il provvedimento del Tar che chiuderà, speriamo, le polemiche e le provocazioni in merito al diritto dei cittadini di Vicenza a pronunciarsi su una questione che riguarda il loro futuro". La Cgil invita "tutti, per ulteriori approfondimenti, alla manifestazione del 27 settembre in Campo Marzo, organizzata anche dalla Cgil insieme al Coordinamento dei Comitati No Dal Molin e alle altre associazioni della città".

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