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  • 04/11/2005 Una Scuola per Amica. Adotta a Distanza un Bambino di una Comunità Africana (www.legambiente.com)

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    La comunità, l'ambiente per gli orfani di Aids dello Swaziland


    Bambini Shewula

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Se abbandonati e lasciati a se stessi, gli orfani di AIDS sono una bomba a tempo nel cuore della società: una generazione perduta, condannata all'emarginazione, in grado di destabilizzare una società in crisi. Ma se accolti ed aiutati a crescere come persone, formati professionalmente ed inseriti nella comunità con la piena consapevolezza dei propri diritti e delle proprie responsabilità, avvicinati, dunque, non solo come oggetti di assistenza, ma come soggetti con pieni diritti, gli orfani di AIDS possono fare la differenza. Tocca ad essi, fin da oggi - e toccherà sempre di più in futuro - occupare il vuoto lasciato dai genitori e dagli adulti, in famiglie di soli bambini o affidate a nonni anziani, spesso malati e invalidi. Nessun altro è o sarà in grado di svolgere questo ruolo: non le famiglie allargate, decimate dalla malattia, non strutture di accoglienza, che - data l'ampiezza del problema - non potrebbero che trasformarsi o in isole felici per una piccola minoranza o in ghetti inumani. Tocca ai bambini assumersi la responsabilità di se stessi, della propria vita, del proprio futuro, con l'aiuto della loro comunità e con il nostro aiuto. Ma come aiutare un numero così alto di bambini, che hanno perduto i genitori, senza chiuderli in orfanotrofi, senza dividere i fratelli dalle sorelle, senza farne dei bambini diversi, soli?

    Aids, la malattia che cancella il futuro di un popolo

    Dal Sud Africa allo Zimbabwe, dalla Namibia al Mozambico, i dati più recenti sul diffondersi dell'HIV/AIDS sono agghiaccianti: l'epidemia è fuori controllo, il numero di persone colpite aumenta di anno in anno, quasi in progressione geometrica. Via via che la curva di mortalità si avvicina alla curva di infezione, l'impatto sociale ed economico diventa sempre più devastante, e mette a rischio la stabilità e il futuro di tutti i paesi della regione. Swaziland e Botswana - con quasi il 40% della popolazione adulta HIV positiva - rappresentano le situazioni più estreme.

    Sono i genitori, nella maggior parte dei casi, ad infettarsi e morire, le persone tra i 20 e i 40 anni, economicamente attive, su cui ricade la cura delle fasce più vulnerabili della società: i bambini e gli anziani. In Swaziland, su una popolazione che non raggiunge il milione di abitanti, il numero degli orfani è oggi di oltre 50.000. Ma la crisi vera deve ancora arrivare: fino al 2002, sono decedute "appena" 30'000 persone di Aids, poco più del 10% di quelle infettate: quasi il 90%, 200'000, moriranno da qui al 2015, se non sarà garantito l'accesso generalizzato alle terapie anti-retrovirali. Ed i bambini senza genitori, di conseguenza, aumenteranno in maniera esponenziale: gli orfani saranno oltre 200'000 nel giro di dieci anni, in un quadro caratterizzato dalla crisi della famiglia tradizionale, per gli effetti demografici dell'epidemia; dal dimezzamento delle risorse umane nell'economia e nei servizi pubblici; dalla caduta generalizzata del reddito, che avrà anche un impatto devastante sull'economia non-monetaria, specialmente quella legata all'agricoltura di sussistenza.

    In prima fila a subire l'impatto e a reggere il peso di questa crisi sono le comunità rurali, dove vive il 75% della popolazione e dove si concentra poco più del 20% del reddito nazionale. Nelle comunità rurali l'accesso alle risorse naturali e la vitalità delle reti di assistenza e mutuo aiuto hanno costituito, fino ad oggi, una barriera importante contro la povertà: ma è un sistema che si va ormai sgretolando, con l'avanzare dell'epidemia.

    La malattia svuota dunque la società delle sue risorse più importanti, proprio mentre la carica di una crisi umanitaria e sociale di portata inaudita. Per questo il futuro dello Swaziland, e della maggior parte dei paesi dell'Africa Australe, dipenderà dalla capacità di mettere in campo strategie che affrontino insieme l'uno e l'altro problema: prendersi cura degli orfani di AIDS potenziando e sviluppando tutte le risorse di cui la società dispone, e che l'epidemia sta progressivamente distruggendo. Una risposta prevalentemente assistenziale, centrata sull'aiuto esterno, non solo è insufficiente, ma può contribuire - come l'epidemia, più dell'epidemia - all'opera di distruzione di tali risorse

    Indice

  • 04/11/2005 Una Scuola per Amica
  • Una Scuola per Amica II. Il Progetto
  • 04/11/2005 Una Scuola per Amica III. La comunità, l'ambiente per gli orfani di Aids dello Swaziland

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