TuttoTrading.it


  

 Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
  • Scambia link
  • Vota Sito
  • Collabora
  • Pagina Pref.
  • Segnala Sito
  • Disclaimer

     Ec. Finanza
  • TuttoBanche
  • BorsaNews
  • BorsaQuote
  • BorsaGrafici
  • T. Economia
  • TraderNews
  • TraderArch.
  • Tradingonline
  • T. Dividendi
  • Gloss. Fin.
  • Glossario
  • ContoArancio

     Mondo Scuola
  • TuttoScuola
  • La Terra
  • Miss. Salute
  • Salute/Ben.
  • Adolescenza
  • Emergenze
  • T. Sondaggi
  • RaccoltaDiff.

     Mondo Internet
  • TuttoWeb
  • T. Download
  • T. Sicurezza
  • Gl.Sicurezza
  • Emigrazione
  • Quotidiani
  • TuttoMotori
  • T.Ricerche
  • T.Shopping
  • Racc.Diff.
  • Prev.meteo

     Mondo e Problemi
  • Mondo/Probl.
  • I Temi
  • Grandi Temi
  • Archivio Temi
  • T.Emergenze
  • T.Racc.Diff.

     Mondo Partenopeo
  • TuttoNapoli
  • TorreGreco
  • TuttoItalia
  • RaccoltaDiff.



    eXTReMe Tracker




    contatore visite

  • 18/04/2007 Oltre la violenza. Tante domande, quante risposte? (Redazione, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata




    Dopo la strage al campus della Virginia, Stati Uniti sotto shock. Eppure, di fronte a tragedie inspiegabili diventa sempre più difficile interrogarsi. Negli States come nella provincia italiana. Tante domande, quante risposte?

    “Una tragedia senza senso”. Non c'è espressione migliore di quella del papa per definire la strage avvenuta al Politecnico della Virginia. Senza senso è la follia omicida di un giovane di 23 anni che scarica contro il mondo tutto il suo odio, senza senso è la morte di studenti che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato, senza senso un sistema sociale in cui è possibile comprare armi come i biscotti al supermercato. Il senso, la ricerca di un significato, di un perché. Per paradosso, è nelle tragedie che l'umanità riscopre l'istinto naturale alla solidarietà, la fragilità della propria condizione, il mistero del male che comunque è presente.

    Una ricerca che coinvolge i singoli come la società, costretta per forza di cose a interrogarsi su cosa scatta nella mente di un ventenne, su quali modelli mettere in discussione, su quali misure adottare per prevenire, ma anche per capire. Gli Stati Uniti sono sotto shock, ha ammesso il presidente George Bush, mettendo comunque le mani avanti e riaffermando il diritto dei cittadini a detenere armi, ma non a scuola. Vincono ancora le lobby e l'annosa polemica fra i fautori del diritto ad avere d'armi e chi invece ne chiede la proibizione ha già la sua risposta. Con una precisazione: “Le leggi – ha detto Bush - devono essere rispettate”.

    La legge, la legge e ancora la legge: come se di fronte a vicende inspiegabili, venisse meno il coraggio di andare in profondità, appellandosi alle regole, ad un'assolutizzazione dell'ordine che da sola purtroppo non dice niente. Un approccio trasversale che coinvolge ogni Paese, a cominciare dall'Italia che in più occasioni è rimasta senza parole di fronte alle proprie ferite inspiegabili (il caso di Erika ed Omar, il branco che violenta una tredicenne, il figlio che uccide i genitori). Anche in queste situazioni, emozione e lacrime, richieste di giustizia e di soluzioni definitive, perché la legge...

    Del resto, è molto più difficile rielaborare interrogativi e sentimenti, facendo i conti con il proprio sistema di valori, con i propri indirizzi politici, con i propri programmi educativi. In sostanza, esiste ancora una capacità di relazione, di accoglienza, di ascolto, di educazione alla legalità e al rispetto? E sia inteso: il buonismo o qualsivoglia giustificazionismo non c'entrano (anche perché i criminali sono sempre esistiti). Impossibile però non ammettere che di fronte ad una tragedia improvvisa (inserita in equilibri apparentemente perfetti e imperturbabili come un campus) sia l'anima stessa di una società ad essere chiamata in causa. Negli States come nella provincia italiana. Tante domande, quante risposte? 

  • Archivio Problemi del Mondo
  • Ricerca personalizzata