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  • 16/02/2006 In Difesa dei Cuccioli di Foca in Italia (www.verdi.it)

    Ricerca personalizzata

    L’Italia stoppa l’importazione e la commercializzazione di pelli di foca. Un contributo per fermare la strage 

     

    Niente più pelli di cuccioli di foca in Italia. L'Italia ha infatti deciso di bandirne l'importazione e la commercializzazione con un atto politico vincolante annunciato dal viceministro al commercio estero Adolfo Urso, nel corso di una conferenza svoltasi il 13 febbraio e promossa insieme alla Lega antivivisezione (Lav).

     

    Non solo. Oltre a rendere operativo da subito il divieto di import da paesi come Canada, Norvegia e Russia, previsto da una direttiva europea, il governo ha in programma altre iniziative. Prima di tutto un decreto interministeriale che prevede l'introduzione del regime restrittivo delle licenze per l'importazione di pelli di foca anche da animali adulti fino a una proposta di legge, sottoscritta finora da 20 parlamentari, per estendere il bando dell'import e del commercio di pellicce di cani e gatti anche a pelli e derivati di foca.

     

    Inoltre, si pensa all'introduzione di un marchio etico per orientare i consumatori. Una netta presa di posizione, insomma, contro un mercato che ogni anno è alimentato da una vera propria strage di 300 mila animali.

     

    “Queste importanti iniziative mirano a mettere fine al commercio di prodotti di foca, che sono ottenuti uccidendo i cuccioli di pochi giorni o settimane di vita: un’attività crudele e per questo contestata in Italia e in Europa come nel resto del mondo – dichiara Roberto Bennati, responsabile campagne europee della LAV, presente alla conferenza stampa – In alcuni paesi la caccia alle foche è particolarmente crudele, come in Canada, dove è autorizzata l’uccisione di foche di appena 12 giorni di vita e dove è stato documentato lo squoiamento di animali ancora in vivi".

     

    "Le iniziative annunciate oggi - continua Bennati - determinano un primo stop all’importazione anche all’attività di trasformazione in Italia, oggi economicamente meno rilevante di 10 anni fa, quando il valore delle importazioni di pelli di foca era superiore ai 10 miliardi di lire all’anno, sceso oggi a circa 60.000 euro”.

     

    Negli ultimi tre anni, dicono gli scienziati, questa pratica ha fatto strage di almeno un milione e mezzo di foche e in base alle proprie quote caccia il Canada ha in programma di eliminare altri tre milioni di esemplari. L'Italia è stata in passato uno dei maggiori produttori al mondo di articoli e accessori di abbigliamento derivati dalla pelle di foca ma le numerose campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica hanno contribuito al crollo di questo mercato.

     

    In Europa sulla stessa linea sembrano anche Belgio e Olanda, che stanno per introdurre aqnaloghi divieti. Sulla stessa strada Messico e Groenlandia mentre continuano a preoccupare i mercati emergenti di Giappone, India e Indonesia.

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