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  • 08/08/2006 Palio di Ferrara: Causa Civile Intentata dalla LAV (http://www.infolav.org)

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    La Coordinatrice Regionale della LAV per l’Emilia Romagna, Annamaria Pisapia, ha presentato a Ferrara, in una conferenza stampa, la causa civile intentata dall’Associazione contro l’Ente Palio Città di Ferrara, in seguito ai gravissimi incidenti che il 28 maggio scorso hanno macchiato di sangue l’edizione 2006 della manifestazione: due cavalli morti e un terzo ferito gravemente, questo il bilancio tristemente noto.

    La LAV è da sempre attestata su posizioni abolizioniste per quanto riguarda questo genere di spettacoli, che, anche in altre parti di Italia, in nome della “tradizione” registrano troppo spesso il verificarsi di incidenti, spesso mortali, per uno o più animali. Vanno ricordati, ad esempio, il Palio dell’Assunta di Siena del 2004, in cui un cavallo si spezzava il collo su un palo di metallo durante la corsa; il Palio di Floridia (SR) svoltosi recentemente, con un altro cavallo abbattuto nel centro del paese, nonché il Palio dei Normanni di Enna del 2005, con morte di tre cavalli e ferimento di altri due, per giungere al recentissimo Palio di Feltre (Belluno) di domenica 6 agosto 2006 che ha visto l’azzoppamento e la conseguente soppressione di due cavalli.

    Nello specifico, per quanto riguarda Ferrara, in seguito agli eventi del 28 maggio scorso, la LAV aveva fermamente chiesto l’eliminazione della corsa dei cavalli, troppo pericolosa per gli animali e per le stesse persone che si trovano sul percorso di gara, senza ricevere conferme circa la definitiva soppressione del Palio, sia da parte del Sindaco che dello stesso Ente Palio.
    Le linee guida dell’azione civile contro l’Ente Palio nelle parole dell’Avvocato Giovanni Adamo, difensore della LAV nella causa in oggetto: “Premetto che la LAV è legittimata ad agire civilmente nella vicenda del Palio di Ferrara, in quanto ha subito una evidente frustrazione delle proprie finalità associative, con conseguente ingiusto patimento “morale” ed “esistenziale”, sia proprio, sia dei singoli Associati, e questo proprio in una zona geografica nella quale la LAV è assai attiva, da anni, nella sensibilizzazione della cittadinanza ai fini della definitiva acquisizione del valore del rispetto dei diritti degli animali. Essa, pertanto, subisce una “compressione” delle proprie finalità statutarie proprio in ragione del verificarsi di eventi di questa natura e portata. A ciò va aggiunto un ulteriore fattore di legittimazione: la LAV è il principale Ente esponenziale a livello nazionale dell’interesse diffuso del sentimento per gli animali, un valore, questo, che l'Ordinamento ha definitivamente cristallizzato nel nuovo titolo IX-bis del Codice Penale. Pertanto, civilisticamente parlando, è legittimo che la LAV richieda alla magistratura l’accertamento delle responsabilità civili, dirette, indirette, oggettive (in senso civilistico), dell’Ente Palio (se il Giudice le riterrà sussistenti), essendo a carico di questo sia la gestione complessiva di una manifestazione “pericolosa”, sia la “custodia” del territorio comunale affidato, sia la “custodia” della “pista”, sia tutta l’attività preparatoria e di organizzazione, oltre, naturalmente, alla custodia dei cavalli e al mantenimento degli stessi in buona salute. Dal punto di vista civilistico, infatti, esistono delle responsabilità “indirette” ed “oggettive” del tutto scisse dalla colpa e persino dalla consapevolezza dell’illecito.

    Vige in questi casi, un principio fondamentale, che è quello del “chi rompe paga”, completamente diverso dal principio “chi sbaglia paga”, anche senza colpa. Qualora la magistratura vorrà convalidare quanto da noi ipotizzato, abbiamo chiesto, tra l’altro, di inibire all’Ente Palio Città di Ferrara ogni attività di organizzazione e direzione della manifestazione per il futuro. Alternativamente, abbiamo richiesto delle somme da impiegare in attività meritorie per gli equidi. In subordine, infine, abbiamo richiesto al giudice di non condannare nessuno alla corresponsione di somme, ma comunque di accertare le responsabilità dedotte richiedendo contestualmente la pubblicazione di apposita sentenza”.

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