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  • 30/03/2007 Rifiuti in gioco (www.lanuovaecologia.it)

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    Dopo 13 anni la Campania tira ancora i dadi per uscire dall'emergenza monnezza. Tra imprevisti e probabilità, colpe, omissioni e l'ecomafia sempre in agguato. La nostra inchiesta da lunedì in vendita (online / libreria)

    Editoriale:
    Giochi di società

    di MARCO FRATODDI

    Monàpoli”. Un'intera regione sommersa dai rifiuti. E un giro d'interessi difficile da spezzare. Viaggio nel gioco di società dell'emergenza in Campania. Un percorso a ostacoli. Un Monòpoli dell’immondizia, dove in 13 anni sono “passati dal via” sei commissari di governo. Rifiuti al posto delle case, impianti di smaltimento al posto degli alberghi e decreti legge al posto dei soldi. I giocatori cambiano ma i problemi restano. Nella Campania ferma al 10,65% di raccolta differenziata ancora si “lanciano i dadi” su discariche e termovalorizzatori. Dati, cifre e notizie inedite nella nuova inchiesta de La Nuova Ecologia, il mensile di Legambiente, in uscita da lunedì nelle librerie e acquistabile online.

    Dopo tredici anni, la Campania tira ancora i dadi per uscire dall’emergenza. Di casella in casella, si perdono le tracce di gran parte dei quasi tre milioni di rifiuti prodotti. E mentre si pensa di esportare ecoballe e rifiuti che invadono le città, le imprese di riciclaggio sono costrette a importare materiale differenziato da altre regioni. Giorno dopo giorno istituzioni, imprese e cittadini della nostra regione avanzano di qualche casella ma poi fanno improvvisi ruzzoloni all’indietro.

    Alcune cifre per fotografare la situazione: da ottobre a dicembre del 2006 circa 93.000 tonnellate di rifiuti trasportati in altre regioni d’Italia per un costo di 11milioni di euro; 485 tonnellate di rifiuti prodotte ogni anno per abitante, 801.000 quelle smaltite in discarica, 550 mila in siti provvisori, trasferenza ed impianti di Cdr, oltre 150mila accumulate in strada. E ancora oltre 4,2 milioni di ecoballe prodotte negli ultimi 5 anni e per le quali serviranno circa 50 anni per bruciarle tutte, oltre 100 ettari i territorio occupato per stoccaggio. In questo percorso di numeri, imprevisti e probabilità, insidioso si inserisce anche il business delle ecomafie.

    La Nuova Ecologia ricostruisce gli assalti dei clan e gli ultimi blitz delle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti: otto dall’inizio del 2006 in Campania con decine di arresti. In Campania si concentra il 10,2% del totale nazionale degli illeciti illegali nel ciclo dei rifiuti , confermandosi per il 2006 leader nazionale nel ciclo dei rifiuti. E ancora una camorra aggressiva che negli ultimi mesi con veri e propri attentati ad autocompattatori incendiati, camion denunciati e discariche date alle fiamme tutelano i loro “interessi” nel settore.

    «L’inchiesta de La Nuova Ecologia – afferma Michele Buonomo di Legambiente - dimostra che un esperienza che dura da tredici anni è di per sè fallimentare. In Campania si deve tornare presto ad una gestione ordinaria, ad un ciclo integrato delle responsabilità che si affianchi a quella dei rifiuti, a partire concretamente e non più a parole con la bonifica delle aree che in questi anni sono state massacrate dall’emergenza e dall’illegalità».

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