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  • 03/09/2008 La Terra dei Fuochi sempre alla ribalta: continua l'incubo dei rifiuti tossici in Campania (Gastorre, http://www.letribu.it)

    Ricerca personalizzata

    Una mail informativa che circola fra i gruppi Gas

    Carissimi, mi permetto di rubare qualche minuto del vostro tempo con un argomento non strettamente accademico, ma che riguarda una tragedia che si consuma in Italia tra il silenzio generale.

    Non so se tutti voi sapete cosa succede tra la provincia di Napoli e Caserta, in quella che è stata definita per primo da Roberto Saviano come "terra dei fuochi", una fetta di territorio italiano chiaramente extraterritoriale dove valgono altre leggi.

    Lì ogni giorno, alla luce del sole, si bruciano rifiuti di tutti i generi, soprattutto quelli che un tempo sarebbero stati definiti "speciali". Biutiful Cauntri, quel documentario angosciante, ha già portato prove dei rifiuti che vengono da ogni parte d'Italia per essere "smaltiti in maniera economicamente conveniente", avvelenando irrimediabilmente aree tra le più densamente popolate d'Italia. Trovate qui lo spezzone sulle intercettazioni:

    http://it.youtube.com/watch?v=5swh8zbmieA
    http://unicam.it/Redirect.it.youtube.com/watch?v=5swh8zbmieA

    La cosa incredibile è che nonostante la denuncia di Gomorra e di Biutiful Cauntri, e nonostante le denunce quotidiane da parte della popolazione locale, i rifiuti continuano ad essere bruciati con le stesse modalità e negli stessi posti di prima. Senza che nessuno dalle istituzioni abbia mosso un dito.

    Eppure non sono località nascoste, non sono roghi che possono passare inosservati. Basta farsi un giro sull'A1 vicino al casello napoli-nord, tanto per intenderci, e si vedono delle cose agghiaccianti. Perché nessuno possa dire di non sapere, perché nessuno possa affermare che non ci sono denunce da parte della gente, un gruppo di ragazzi con molto coraggio e affrontando molti rischi personali sta da tempo mappando questi episodi.

    Li trovate sul sito

    http://www.laterradeifuochi.it/
    http://unicam.it/Redirect/www.laterradeifuochi.it

    Qui la mappa:

    http://maps.google.it/maps/ms?msa=0&msid=113429256/141601673482/0004529b900273c6ce6f5
    http://unicam.it/Redirect/maps.google.it/maps/ms?msa=0&msid=113429256141601673482.0004529b900273c6ce6f5>

    Poi, dopo qualche tempo, finalmente se n'è occupato anche qualche giornalista a livello nazionale, il tg3 per l'esattezza:

    http://it.youtube.com/watch?v=rjomDGwEjpA
    http://unicam.it/Redirect.it.youtubecom/watch/v=rjomDGwEjpA

    E qui trovate una rassegna dei video più convincenti su rainews24:

    http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=85404
    http://unicam.it/Redirect/www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=85404

    Credo sia doveroso cercare di diffondere il più possibile la cognizione di quello che accade nei dintorni di Napoli mentre il Governo fa spot sulla "fine dell'emergenza". Perché non è un problema solo di Napoli, né riguarda solo la salute dei napoletani. Napoli è un laboratorio. Se il metodo funziona lì, può essere esportato tranquillamente altrove.

    Cordiali saluti (e tanta rabbia)

    A. C.

    03/09/2008 Caro presidente, venga nella terra dei fuochi (http://www.lanuovaecologia.it)

    L’appello di Legambiente a Berlusconi, domani in visita a Napoli per l’ottava volta. «Nel Giuglianese, l’emergenza rifiuti non è mai terminata. E i cittadini sono vittima di un “ecocidio” premeditato»

    “Caro presidente Berlusconi, la Campania non è solo Napoli. In occasione della sua ottava venuta a Napoli, la invitiamo a visitare il triangolo Qualiano, Giugliano, Villaricca, da noi denominato “Terra dei fuochi” nel lontano 2002”. Scrivono così in una nota indirizzata al presidente del Consiglio, Michele Buonomo e Raffaele Del Giudice, presidente e direttore regionale di Legambiente Campania. “In questa terra di nessuno l’emergenza non è mai finita – prosegue la missiva degli ambientalisti campani – Tra strumenti legali e illegali, percorrendo le strade della terra dei fuochi, caro presidente, da anni è in atto un immenso ecocidio premeditato”.

      Discariche incendiate, sversamenti e traffici illeciti di rifiuti, immense piramidi di ecoballe maleodoranti, casi di cancro e patologie respiratorie oltre la norma: sono davvero tante le piaghe che pesano su questo triangolo di abitazioni e terreni agricoli in provincia di Napoli. “È vergognoso quello che succede ogni giorno nell’entroterra a Nord di Napoli, dove tutto si conosce ma nulla si risolve – riprendono i responsabili di Legambiente – Ormai la manovalanza della criminalità opera indisturbata. A soli 50 km dal capoluogo campano, caro Presidente, potrebbe visitare un immenso girone dantesco, dove il coraggio dei cittadini non ha confine”.

      Insomma, a giudizio di Legambiente non basta ripulire le strade della città di Napoli per dichiarare risolta l’emergenza. In Campania la vera emergenza si chiama ecomafia contro la quale mai nessun governo ha voluto combattere concretamente. “Caro presidente – concludono Buonomo e Del Giudice – per avere conferma delle nostre denunce, le consigliamo di chiedere al sottosegretario Bertolaso, che ben conosce quel territorio per averlo più volte visitato. È stato proprio lui a definirlo un territorio indegno di un paese civile”.

    03/09/2008 Prestigiacomo: lotta ecomafie è prioritaria (http://www.lanuovaecologia.it)

    Legambiente: “Concordiamo. Subito il reato ambientale nel codice penale”

    “Concordiamo con il Ministro Prestigiacomo che la lotta alle ecomafie è una priorità per il Paese e ci auguriamo che tra le buone intenzioni del Ministro ci sia quella di inserire finalmente il reato ambientale nel codice penale. Per contrastare seriamente chi arreca danni al territorio e minaccia la salute dei cittadini, infatti, l’introduzione dei delitti contro l’ambiente nel codice penale è una necessità che non può essere più rimandata”.

    Così in una nota Legambiente commenta le dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo a margine della cerimonia di commemorazione del prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente della scorta Domenico Russo, uccisi dalla mafia 26 anni fa.

    “Nelle ultime tre legislature – continua Legambiente – il disegno di legge sui delitti contro l’ambiente non è mai riuscito a superare il vaglio del Parlamento, bloccando sul nascere quella che Legambiente definisce una vera e propria riforma di “civiltà”, che possa fronteggiare ad armi pari il fenomeno ecomafia. Ci auguriamo dunque  che in questa legislatura, anche con l’impegno del Ministro Prestigiacomo e con il massimo della concertazione possibile, tale riforma veda finalmente la luce e inizi a contrastare il dilagare di reati ai danni dell’ambiente e della salute dei cittadini gestiti da vere proprie holding criminali di tipo mafioso e non”.

      L’ufficio stampa Legambiente

    (06.86268379-99)

    http://www.letribu.it

    http://www.lanuovaecologia.it

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