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  • 16/05/2011 In Sardegna ampiamente superato il quorun per il nucleare (http://www.verdi.it)

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    REFSARDEGNAL'ITALIA VUOLE VOTARE IL 12 E 13 GIUGNO.

    Il referendum consultivo con cui è stato chiesto agli abitanti della Sardegna di pronunciarsi sull'eventuale installazione di centrali nucleari nell'isola ha superato abbondantemente il quorum. Su quasi un milione e mezzo di abitanti, l'isola ha registrato percentuali altissime di affluenza alle urne: alla chiusura dei seggi domenica sera alle 22, aveva votato più di un terzo degli elettori, il 39,83%, superando di 6 punti percentuali in tutte le province la soglia richiesta dalla legge regionale n° 20/1957 per dichiarare valida la consultazione referendaria.

    Un coro unanime, quello sardo, per dire "no" alla politica nucleare del governo, con picchi di partecipazione del 46,57% nella regione di Carbonia-Iglesias, 41, 57% in quella di Cagliari, 39,33% nel Nuorese, nell'Oristanese il 39,26%, in provincia di Sassari il 34,69%, nel Medio Campidano il 42,28%, in Ogliastra il 39,24% e nella provincia di Olbia-Tempio il 38,63%.

     
    Il popolo sardo è stato l'unico, finora, a potersi esprimere sulla questione, mentre il resto degli italiani dovrà attendere le decisioni della Cassazione in merito al quesito sul ritorno all'atomo del 12 e 13 giugno. Il governo di Berlusconi, con la sua moratoria-truffa, è riuscito a mettere in forse il quesito e il diritto della popolazione ad esprimersi su esso, come hanno fatto i sardi. Il risultato del referendum sardo dimostra «che gli italiani vogliono votare e decidere sul proprio futuro e che non c'è alcun voto che possa essere definito emotivo e quindi non degno di essere espresso come Berlusconi ha deciso tentando di non far esprimere gli italiani il 12-13 giugno sul nucleare» ha commentato il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, che aggiunge: «Il superamento del quorum sul referendum consultivo sul nucleare in Sardegna è un segnale importante e di grande stimolo per la battaglia contro il nucleare in Italia Ora grazie al voto sardo la battaglia sul nucleare in Italia è più forte».

     
    Entusiasti del risultato anche i comitati promotori e le organizzazioni che hanno sensibilizzato l'opinione pubblica sull'argomento, come il "Comitato per il sì" e "No Nuke", cui i Verdi hanno contribuito sin dalla nascita in modo significativo e trasversale nella convinzione che sui grandi temi della società sia necessario tralasciare le visioni ideologiche e di parte per confrontarsi, insieme, sui contenuti delle cose. «Questo risultato premia tutti coloro che amano la vita in tutte le sue forme e manifestazioni. Oggi la Sardegna, in attesa di confrontarci in campo nazionale il 12 e 13 giugno, ribadisce questa avversione al nucleare e invita la politica a prendere atto di questa chiara volontà», dichiara Roberto Copparoni, Presidente Provinciale dei Verdi di Cagliari.

     
    Già nel 1987 i Verdi contribuirono alla pesante bocciatura dell'energia atomica del referendum post-Chernobyl. Il risultato sardo dimostra che la popolazione (non solo sarda) volge le sue speranze per il proprio futuro energetico non al nucleare bensì alle energie rinnovabili dove agricoltura, pastorizia, artigianato, pesca e turismo possano esprimere le proprie potenzialità. Il test elettorale della Sardegna è quanto mai importante e significativo in vista dell'appuntamento del 12 e 13 giugno e dimostra quanto profonda sia l'avversione all'atomo radicata nella popolazione del paese.


    http://www.verdi.it

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