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  • 15/03/2005 Gestioni Patrimoniali in Fondi = G.P.F. = Gestioni Per Finta (Giuseppe D'Orta, www.aduc.it)

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    Le Gestioni Patrimonali in Fondi, GPF, sono da me state ribattezzate Gestioni Per Finta, ed i resoconti 2004 che stanno pervenendo ai sottoscrittori testimoniano sempre piu' come tali prodotti siano l'ennesimo esempio di come gli intermediari lavorino per distruggere il patrimonio dei clienti.
    Tramite le GPF il cliente paga doppie commissioni: quelle della gestione ed anche quelle dei fondi comuni che la gestione compra. In teoria, cio' avviene perche' c'e' un "gestore che coglie costantemente le opportunita' che i mercati offrono e le ritaglia su misura del singolo investitore". In realta', le GPF sono personalizzate solo di nome: le scelte sono tutte uguali. Sono personalizzate sul serio solo per importi davvero molto elevati, mentre tutto il resto finisce in un unico calderone che viene movimentato tutto assieme. Ridicole, poi, le relazioni che accompagnano i resoconti: la crescita economica...il dollaro...abbiamo sottopesato lo yen...abbiamo aumentato l'esposizione sull'Europa...ed alla fine di un anno ottimo per obbligazioni ed azioni si presentano al cliente dei rendimenti uguali a quelli dei BOT o dei BTP al massimo. Ecco alcuni esempi cui mi e' capitato di assistere nelle ultime settimane.
    Gestione in fondi di una della maggiori banche italiane, 75% azionario + 25% obbligazionario. Nell'anno 2004, che ha visto un bel rialzo dei mercati azionari ed obbligazionari, la gestione e' riuscita a portare a casa "ben" il 3.6% netto.
    Analizzando i movimenti, si nota come le compravendite siano fatte solo per far vedere al cliente che si movimenta il portafoglio, con mosse a tratti effettuate davvero a casaccio. Del resto, basta vedere i risultati per comprenderlo. La gestione era stata avviata nel 1997. Risultato da allora: + 15%, in ben otto anni. Con i BOT si sarebbe ottenuto di meglio, senza correre i rischi dei mercati, soprattutto azionari, e senza pagare commissioni. Oppure otto anni non sono un arco di tempo sufficientemente ampio per valutare le capacita' dei gestori? Quanto lungo deve essere il "lungo periodo", arma da sempre usata per nascondere le proprie incapacita' e le reali intenzioni dei prodotti di risparmio gestito? Come sempre, quindi, il vero guadagno finisce nelle tasche di chi vende questi prodotti e non di chi li compra.
    Altro esempio: gestione in fondi di una "primaria banca" (... per darsi un tono...) Il cliente disponeva di 7500 euro, e gia' la somma farebbe capire che la GPF e' inutile.
    La "primaria banca", invece, ha il coraggio non solo di suggerire (consulenza allo sportello, no?) la GPF ma anche di ripartire i 7500 euro in ben dodici fondi comuni diversi...tutti fondi della stessa primaria banca, ci mancherebbe. Risultato della GPF nell'anno 2004: un "fantasmagorico" 1% e rotti.
    Le Gestioni Patrimoniali in Fondi sono da evitare come la peste, ed invece milioni di clienti le sottoscrivono e ci restano dentro nonostante i penosi rendimenti. Una cosa che molti non sanno, ad esempio, e' che si puo' estinguere la gestione prelevando i fondi che la compongono. Almeno si iniziano a risparmiare le commissioni della gestione, perche' i resoconti dimostrano che si tratta davvero soldi buttati dalla finestra.
    Fermo restando che la stragrande maggioranza dei fondi comuni nemmeno pareggia i mercati in cui investe, e che quindi si farebbe molto meglio a disinvestirli e ad acquistare prodotti passivi come gli ETF's, realizzando un gran risparmio in commissioni ed ottenendo la certezza di pareggiare almeno il rendimento dei mercati.

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