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  • 27/01/2006 Teflon, otto Aziende nel Mirino (Alessandra Baldini, www.lanuovaecologia.it)

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    La manifestazione di Greenpeace contro la chimica
    La manifestazione di Greenpeace
    L'Agenzia federale Usa per l'ambiente: «Il composto chimico usato nelle padelle antiaderenti è nocivo, venga messo al bando»

    È stato il soprannome di un presidente, Ronald Reagan, e di un padrino della mafia, John Gotti, entrambi personaggi a cui nessuna accusa restava attaccata: ma l'attacco rivolto adesso al Teflon, il composto chimico usato nelle padelle anti-aderenti e in migliaia di altri prodotti e utensili dall'aerospazio all'elettronica, rischia di provocare una rivoluzione, e non solo in cucina. In un’inconsueta azione su un prodotto di uso comune in ogni famiglia l'Enviromental protection agency (l'Agenzia federale per Usa la protezione dell'ambiente) ha chiesto alle aziende che producono o applicano l'acido perfluoroctanoico (o Pfoa, questo il nome scientifico del composto chimico derivato dal fluoro) di metterne al bando le emissioni nell'atmosfera.

    Epa chiede azione volontaria - L'azione richiesta dall'Epa è solo volontaria, ma è raro che il governo americano chieda uno sforzo collettivo così vasto su un prodotto industriale le cui applicazioni hanno un giro di affari di miliardi di dollari, dalle pentole all'industria aerospaziale, il settore tessile, le valvole cardiache, l'elettronica, le scatole della pizza, le buste dei pop-corn per forno a micro-onde. Presente secondo alcuni studi nel sangue del 95% degli americani, il Teflon è una polvere bianca, derivata dal fluoro, che galleggia sull'acqua, non può essere sciolta da alcun solvente ed è resistente a qualsiasi sostanza chimica. Per le sue caratteristiche - non conduce elettricità, non è infiammabile e resiste al calore di 300°C - viene utilizzato in diversi campi. Un nuovo impiego è nel campo dell'abbigliamento: le fibre, impregnate di Teflon, diventano infatti completamente impermeabili e resistono a usura e macchie.

    Via dall’ambiente nel 2015 - Le otto aziende che usano il Teflon hanno fatto buon viso a cattivo gioco e hanno accettato di eliminarlo dalla catena di montaggio per il 95 per cento nei prossimi quattro anni e per il 100% nel 2015, non solo negli Usa ma in tutte le loro operazioni internazionali. La storica DuPont, responsabile mezzo secolo fa dell'invenzione e la commercializzazione del Teflon ma che in dicembre aveva accettato di pagare una multa da 16 milioni di dollari per aver nascosto dati sulla tossicità del Pfoa per oltre vent'anni (l'anno scorso un'altra condanna a 85 milioni di dollari era arrivata per aver contaminato le risorse idriche della valle del fiume Ohio) si è impegnata subito a rispettare la scadenza. Altre sette aziende sono coinvolte negli Usa: tra queste la 3M, la Ciba specialty chemicals e la Solvay solexis.

    Cancro al fegato nelle cavie - Non è da oggi che il Teflon è accusato di essere nocivo alla salute: test di laboratrio su animali esposti ad alte dosi hanno mostrato casi di cancro al fegato, peso ridotto alla nascita, problemi al sistema immunitario e allo sviluppo. Sugli esseri umani gli effetti di dosaggi minori non sono noti, ma è accertato che il Pfoa viene trasmesso dalla madre al feto.

    15 anni fa bando all’amianto - «Dati scientifici sul Pfoa continuano ad arrivare ma la preoccupazione è tra noi. Agire adesso per minimizzare il rischio è la cosa giusta da fare, per la salute e per l'ambiente», ha detto Susan Hazen, numero due dell'Epa. Il piano dell'agenzia per l'ambiente è il più aggressivo contro un prodotto industriale in oltre 15 anni, da quando la stessa Epa mise al bando l'amianto. Non è come quando nel 1972 l'agenzia per l'ambiente mise fuori-legge il Ddt, ma gli ambientalisti che da anni conducevano la crociata anti-Teflon, hanno applaudito all'iniziativa. «Con l'annuncio di oggi l'Epa sfida un'intera industria a sbagliare dal lato della prudenza e della salute del pubblico e inventare nuove strade per fare affari», ha detto Ken Cook, presidente dell'Envoronmental working group, mettendo in chiaro tuttavia che quello annunciato e' «un accordo, non è un bando».


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