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  • 05/04/2007 Tumore polmoni: screening annuale puo' salvare decine di migliaia di vite. Interrogazione al ministro della salute (www.aduc.it)

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    Intervento dell'on Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno, segretario della Commissione Affari Sociali
    Secondo i dati ufficiali del ministero della Salute, i tumori costituiscono circa il 27% delle cause di morte nella popolazione italiana. Al fine di diminuire tale incidenza, la prevenzione e' universalmente riconosciuta quale strumento fondamentale. Prima si individua un tumore, piu' aumentano le possibilita' di curarlo. In particolar modo, sono tre gli screening dei tumori validati e recepiti nel Piano nazionale della Prevenzione 2005-2007: seno, cervice uterina e cancro del colon retto.
    Eppure, e' quello ai polmoni il tumore che uccide piu' di ogni altro (oltre 30.000 persone l'anno, piu' dei tumori al colon retto, alla mammella e all'utero messi insieme). Contrariamente alla prognosi di altri tumori, quella del tumore polmonare e' pressoche' la stessa di qualche decennio fa: la sopravvivenza a 5 anni dopo la diagnosi era intorno al 10% negli anni ’70 ed e' sempre del 10% oggi.
    Poiche' la causa maggiore del tumore polmonare e' il fumo, le campagne di prevenzione si sono concentrate piu' che altro sulla disincentivazione dal fumo, ma con risultati poco confortanti, come ha piu' volte evidenziato l'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori). Smettere di fumare, inoltre, non e' necessariamente sufficiente ad evitare il manifestarsi del tumore al polmone. Infine, corrono il rischio di tumore anche lavoratori esposti a sostanze nocive quali asbesto, beryllium, uranio o radon.
    Come dimostrano ormai molteplici studi, la tecnologia oggi esistente e' in grado di diagnosticare il tumore ai polmoni nelle sue fasi iniziali, quando la percentuale di sopravvivenza e' dell'80%. Tradotto, una politica di prevenzione che includa lo screening annuale con Tac spirale del torace per i soggetti a rischio, potrebbe salvare la vita a circa 20mila delle oltre 30mila persone che ogni anni muoiono in Italia per tumore ai polmoni.
    Per questo ho depositato oggi un'interrogazione scritta al ministro della Salute per chiedere se e come intenda agire per promuovere una piu' efficace politica di prevenzione del tumore polmonare. Se lo screening annuale non verra' adottato, o perlomeno seriamente valutato, non potremo giungere ad altra conclusione se non che vi e' oggi, nei confronti dei pazienti affetti da tumore polmonare, una sorta di discriminazione: tale malattia -una probabile condanna a morte- sarebbe conseguenza "meritata" e voluta attraverso scelte individuali deleterie per la salute (come fumare).

    Qui il testo integrale dell'interrogazione:
    http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=177171

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