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  • 08/11/2007 Farmaci, la fabbrica del falso. In Africa contraffatti anche i prodotti cosmetici  (Marta Catalano, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Dagli antibiotici in giù, un medicinale su dieci nel mondo è falso: nel continente nero percentuali più alte e pericolose conseguenze sulla salute. Fenomeno diffuso anche in Europa e negli Stati Uniti.

    MAKALLE’ (Etiopia) - Un farmaco su 10 nel mondo è falso, il 28% delle falsificazioni interessa gli antibiotici, il 18% gli steroidi e gli ormoni in genere, l'8% gli antiallergici, il 7% gli antimalarici. In Africa inoltre circa il 60% dei farmaci sarebbe contraffatto (sino al 70% per gli antimalarici), con conseguenze gravissime soprattutto per la salute delle donne, abituate ad usare creme e prodotti cosmetici contraffatti. Sono questi i dati allarmanti ricordati durante il secondo giorno del congresso internazionale "Dermatological care for all: a basic human right", in programma a Makallé, in Etiopia. "Il problema si fa drammatico soprattutto in paesi dove non esistono regole e tracciabilità dei prodotti- spiega Aldo Morrone, direttore della struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di Dermatologia tropicale dell'Istituto San Gallicano di Roma e ospite del congresso- l'80% di questi farmaci viene infatti venduto sul mercato nero e bianco senza alcuna ricetta e in ogni luogo, sulle strade e nei mercati". Il problema, però, non è più prerogativa dei paesi in via di sviluppo: in Europa si calcola che il 10% dei farmaci potrebbe essere falso, e negli Stati Uniti la proporzione dei prodotti contraffatti potrebbe arrivare fino a un quarto dei medicinali in commercio. Secondo la Food and Drug Administration, proprio la vendita on line (attualmente sul web ci sono più di mille farmacie)  sarebbe la grande fonte di diffusione dei farmaci contraffatti.

    Negli Stati Uniti in particolare, dove sembra che un quarto dei medicinali in commercio sia falso, l'alto costo dei farmaci unito ad un basso contributo pubblico alla spesa farmaceutica inducono a un aumento dell'uso di prodotti contraffatti, spesso provenienti dal Messico e introdotti negli Usa da cittadini americani che giornalmente attraversano la frontiera messicana rifornendosi di farmaci a basso prezzo, come è stato dimostrato da un recente studio condotto dalla dogana statunitense. Cina ed India sono tradizionalmente i maggiori produttori di farmaci contraffatti, ma negli ultimi anni  anche i paesi dell'Est europeo, Russia ed Ucraina in particolare, ne sono diventati dei grandi produttori. Nei maggiori paesi produttori (Cina, India, Russia, Ucraina) spesso sono le stesse case farmaceutiche ufficialmente riconosciute, a produrre due catene di farmaci parallele, quella ufficiale e quella contraffatta. Nel settore dei farmaci la fonte principale è invece l'India, seguita da Emirati Arabi Uniti e Cina. Nell' insieme questi  tre paesi sono responsabili della produzione dell' 80% di tutti i farmaci contraffatti.

    AFRICA CONTRAFFATTA - Almeno il 70% dei prodotti cosmetici venduti in Africa sono contraffatti. Le conseguenze per la salute delle donne sono gravissime: le creme, a base di cortisone e di mercurio provocano ustioni della pelle, danni renali molto gravi e in alcuni casi la morte. Le creme "incriminate" sono soprattutto quelle decoloranti, utilizzate in Africa per un distorto ideale di bellezza che vede nella pelle chiara un motivo di maggiore appeal. Le creme di bellezza sospette generalmente hanno nomi fantasiosi come "biwater" o "excelsior", il loro uso provoca malattie della pelle molto vistose e gravi come la facies lunare (viso gonfio per il cortisone) e ocronosi, ovvero un aumento della pigmentazione a chiazze. "Nonostante il movimento del "black is beautiful", nato neggli Stati Uniti negli anni '60- spiega Aldo Morrone, direttore della struttura complessa di medicina preventiva delle migrazioni, del turismo e di Dermatologia tropicale dell'Istituto San Gallicano di Roma e ospite del congresso- in Africa ci si vergogna ancora di avere la pelle nera e i capelli ricci. Anche la regina di Saba, nata in questa zona, storicamente nera, e' stata "trasformata" nel corso dei secoli in una donna bianca dai capelli lisci e biondi". Diversi gli interventi necessari per garantire una sicurezza maggiore nel continente nero: un coinvolgimento delle case produttrici per una etichettatura corretta, ua campagna sui principi attivi da inserire nelle creme di bellezza e prodotti che siano tracciabili e che abbiano una scadenza. La maggiore produttrice di cosmetici contraffatti e' la Cina con il 37%, seguita dall'Indonesia (19%), dall'Ucraina (16%) e dagli Emirati Arabi (10%); nella sola regione del Golfo si calcola che il mercato di cosmetici e articoli da toiletta contraffatti e' diventato un affare da 210 miliardi di dollari

    http://www.korazym.org
    Quest'opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons

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