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  • 30/11/2005 RU486. La Pillola Abortiva (Pietro Moretti, www.aduc.it)

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    Abbiamo appreso con estrema soddisfazione e speranza che la Exelgyn, casa farmaceutica produttrice della RU486, chiedera' presto la registrazione del farmaco in Italia. Tramite la procedura europea decentralizzata (ovvero di mutuo riconoscimento) per l’autorizzazione al commercio dei farmaci, la richiesta di autorizzazione al commercio della pillola RU486 in Italia, se negata, imporra' alle autorita' italiane competenti un confronto puramente scientifico, e quindi non ideologico, con le rispettive autorita' degli altri stati membri (ben 21) della Comunita' Europea che gia' da anni hanno autorizzano la pillola RU486 (questo al fine di giungere ad una decisione uniforme da applicarsi su tutto il territorio comunitario).

    Poiche' ogni giorno che passa le donne italiane che decidono di interrompere la gravidanza sono costrette a sottoporsi all’intervento chirurgico di aspirazione, con ripercussioni sulla loro salute e fertilita', o al mercato nero di farmaci, chiediamo alla Exelgyn di presentare urgentemente richiesta di mutuo riconoscimento dell’autorizzazione al commercio della pillola RU486 in Italia.

    Al Ministro della Salute, sul cui operato vigileremo con estrema attenzione, ricordiamo la Direttiva 83/2001 del Parlamento europeo, che prevede:
    1. Nel caso in cui l’autorizzazione sia gia' stata concessa da uno Stato membro al momento della richiesta di autorizzazione, le autorita' italiane competenti devono riconoscere e fare propria tale autorizzazione entro 90 giorni (art. 28, comma 1).
    2. L’Italia puo' rifiutare il riconoscimento dell’autorizzazione di un altro stato solo nel caso in cui possa fornire prove che fanno supporre un serio pericolo per la salute pubblica (art. 29, comma 1). Non e’ questo il caso della pillola abortiva RU486, un’alternativa meno invasiva e piu' sicura dell’aborto chirurgico, e come tale gia' adottata e ampiamente sperimentata in ben 21 Paesi della Comunita' Europea, e raccomandata da numerose societa' scientifiche italiane e mondiali tra cui la Societa' Italiana di Ginecologia ed Ostetricia (SIGO), l’Associazione Ospedaliera dei Ginecologi Ostetrici Italiani (AOGOI), l’Associazione dei Ginecologi Universitari Italiani (AGUI), nonche' l’Organizzazione Mondiale della Sanita'.
    3. La Exelgyn non e' tenuta a fornire i risultati di prove precliniche o di sperimentazioni cliniche se dimostra che le sostanze attive del medicinale sono di impiego medico ben consolidato nella Comunita' da almeno dieci anni e presentano una riconosciuta efficacia e un livello accettabile di sicurezza (Art. 10bis). Questo e' il caso della pillola RU486, in uso dal 1988.
    A sostegno della richiesta da parte della Exelgyn, che di fatto imporrebbe al nostro Paese di riconoscere un diritto negato finora alle donne italiane, oltre 70.000 persone hanno sottoscritto la petizione per la legalizzazione della pillola abortiva RU486 (http://www.aduc.it/dyn/ru486/petizione.html)


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