TuttoTrading.it

SITO

  • Home
  • Mappa
  • Contatti
  • G.Temi
  • Dividendi
  • Div.19
  • Shopping
  • Informaz.
  • Sicur.Inf.
  • Trading
  • Collezioni
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO


    INFO
  • Acqua
  • Aliment.
  • Ambiente
  • Automot.
  • Balneab.
  • Banche
  • Bookcr.
  • Buttol
  • Case
  • acqua
  • Colorare
  • Decoro
  • urbano
  • Decresc.
  • dividendi
  • Donne
  • Economia
  • Economia
  • circol.
  • Energia
  • En.rinnov.
  • Famiglia
  • Finanza
  • Foto
  • Giardini
  • Giornata
  • memoria
  • G.foibe
  • Inquin.
  • M'illumino
  • dimeno
  • M5S TDG
  • Ora sol.
  • legale
  • Peso
  • rifiuti
  • Pishing
  • Politica
  • Raccolta
  • bott.
  • Olio
  • esausto
  • Rassegna
  • Riciclo
  • Rifiuti
  • R.affetto
  • R.zero
  • R.verde
  • S.mare
  • Scuole
  • ricicl.
  • Social
  • street
  • Solidar.
  • Shopping
  • Spoofing
  • Storia
  • TDG
  • News
  • Tumori rif.
  • Tutto
  • droga
  • T.racc.
  • differ.
  • T.droga
  • T.scuola
  • Violenza
  • V.rendere


  • 21/02/2006 Italiani sognano una Sanità del Futuro più "Flessibile"(ADM, www.helpconsumatori.it)

  • Risparmio Tradito
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Banche
  • Pagina Economia
  • Ricerca personalizzata

    La Ricerca realizzata dal Forum per la Ricerca Biomedica e dal Censis ha evidenziato che gli italiani sognano una sanità del futuro più flessibile, fatta di servizi territoriali rivolti alla persona. Collicelli: "Non sono soddisfatti, richiedono lo sviluppo dei servizi sul territorio, la modernizzazione delle attrezzature e delle terapie diagnostiche e l'incentivazione della scoperta di farmaci per patologie incurabili".
    E' stato presentato oggi a Roma il Monitor Biomedico 2006, un incontro annuale realizzato dal Forum per la Ricerca Biomedica e dal Censis su un campione nazionale di 1.000 cittadini e quattro campioni di utenti provenienti dal Piemonte, Umbria, Puglia e Sardegna. "Il Monitor- ha dichiarato in apertura Carla Collicelli, Vice Direttore Censis- fa il punto sulle aspettative degli italiani nella percezione degli aspetti legati alla sanità e alla salute.I dati emersi dalla Ricerca sono molto complessi, ma ci aiutano a comprendere il modo in cui sta evolvendo il Sistema Sanitario Nazionale."La Ricerca ha evidenziato che gli italiani sognano una sanità del futuro più flessibile, fatta di servizi territoriali rivolti alla persona, e , secondo il parere dell'81%, questi sarebbero da finanziare (ad esempio quelli per non autosufficienti) con un Fondo apposito, da creare con una quota della spesa sanitaria pubblica attuale (in base all'opinione del 57%).

    Tuttavia, quando gli si prospetta di utilizzare una parte dei soldi degli ospedali (magari chiudendo quelli troppo piccoli) si oppongono, diventano più conservatori e preferiscono tenersi la sanità esattamente così com'é ora. In sostanza avrebbero voglia di cambiare, ma hanno anche timore dei cambiamenti, come se questi potessero portargli via quello che hanno senza nulla in cambio.

    Delle malattie ciò che fa più paura agli italiani è la " non autosufficienza", per il 40,9% è la cosa peggiore; più del " dolore" indicato dal 30,2% e della stessa morte citata dal 13,2%.Un dato importante riguarda la convinzione preminente tra gli intervistati relativamente alla relazione crescente che esiste tra invecchiamento della popolazione e spesa sanitaria; infatti, oltre l'89% degli italiani è convinta che la spesa per la salute non potrà che aumentare man mano che si innalzerà l'età media degli italiani e l'incidenza della quota di persone con età superiore a 65 anni. La paura della non autosufficienza è certo il riflesso del primato della soggettività nel sociale, dell'individuo che in ogni ambito tende alla sua autovalorizzazione e che,quindi, non può che considerare negativamente la dipendenza dagli altri. I tumori sono la patologia più temuta, per il 67,5%; e al secondo posto vengono le malattie del cuore (23,9%).

    Questa visione sociale della malattia e delle sue conseguenze peggiori sottolinea anche l'idea che gli italiani hanno di cosa debba diventare il Servizio sanitario in un prossimo futuro: una costellazione di servizi diffusi sul territorio, di facile accesso, pronti a rispondere a una domanda di assistenza prolungata nel tempo, anche a domicilio del paziente laddove questo sia il contesto più opportuno per intervenire.

    La metà degli italiani (50,9%) ritiene che negli ultimi due anni il Servizio sanitario sia rimasto sostanzialmente nelle stesse condizioni; il 26,6% ritiene che sia peggiorato, e il 22,5% che sia migliorato. Al Centro e al Nord-Est è più alta la percentuale che ritiene sia migliorato, mentre al Nord-Ovest e nel Sud-Isole quella di chi ha percepito un peggioramento.Il vero problema che rende i cittadini uguali dinanzi alla sanità è la lunghezza delle liste di attesa, additata dal 67,5% degli intervistati.Oltre il 6% (e quasi il 9% al Sud-Isole) degli intervistati ha dichiarato di avere subito danni (come una cattiva somministrazione di farmaci, piaghe da decubito, ecc.) durante il ricovero ospedaliero.Ovunque gli italiani mostrano di avere grande fiducia nei medici di medicina generale, dato che il 72,6% giudica ottimo o bravo quello a cui fa riferimento. Il 41% risponde che gli si può rivolgere anche fuori dall'orario di studio; per l'88,7% è sempre presente nell'orario delle visite; per l'85,1% il medico valuta attentamente i sintomi; per il 78,5% è attento anche agli aspetti psicologici e relazionali.

    L'unico vero problema consiste nel fatto che, per il 61,2% degli intervistati, ci sono code troppo lunghe nello studio; mentre il 33,9% evidenzia una certa resistenza a fare visite a domicilio.Oltre la metà degli italiani (il 53%) ritiene insufficiente la spesa pubblica per la salute, e il 77,3% ritiene che anche la spesa pubblica per i farmaci (tradizionalmente la componente più tagliata) vada considerata come un investimento, quindi da potenziare."In definitiva- ha affermato Collicelli- gli italiani non sono soddisfatti della Sanità attuale e ritengono che le priorità del futuro per il Servizio sanitario sono lo sviluppo dei servizi sul territorio, la modernizzazione delle attrezzature e delle terapie diagnostiche e l'incentivazione della scoperta di farmaci per patologie incurabili. E' un terzetto di priorità che pone al centro dello sviluppo della sanità due logiche: la prossimità, intesa come sviluppo di un set di servizi di facile accesso, e l'innovazione tecnologica che, per gli italiani, significa sia dotazione di attrezzature , sia ricerca sui farmaci."


  • Risparmio Tradito
  • Tutti i Temi Archivio
  • Tutti i Temi
  • Pagina Banche
  • Pagina Economia
  • Ricerca personalizzata

     Questo sito
  • Home
  • Mappa sito
  • Contatti
    VAI ALLA MAPPA DEL SITO