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  • 31/01/2005 Genetica ed ereditarietà secondo Steiner (Tratto da Rudolf Steiner. Scritti scelti Alaya edizioni, http://www.disinformazione.it)

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    Le forze che hanno reso possibile la mia figura umana erano nei miei antenati. Ma anche lo spirito dell’uomo appare in una determinata figura. Non esistono due uomini con la medesima figura spirituale. Basta che in questo campo si facciano osservazioni altrettanto pacate e oggettive che in quello fisico. Non si può dire che le diversità degli uomini sotto l'aspetto spirituale dipendano solo dalle differenze del loro ambiente, della loro educazione e così via. No, non è affatto così, poiché, nonostante i medesimi influssi esercitati dall'ambiente e dall'educazione ecc., due persone si sviluppano in modo assolutamente diverso. Bisogna pertanto ammettere che esse hanno intrapreso il loro cammino di vita con inclinazioni completamente diverse...
    L'anima è quindi chiaramente in relazione con qualcosa al di fuori del mondo esterno che per natura non ha nessun rapporto con le inclinazioni germinali materiali... C'è un fatto evidente attraverso cui questo si esprime. Consiste nell'esistenza della biografia. Se l'uomo fosse un semplice esemplare della specie, non potrebbe esserci nessuna biografia. Un leone o una colomba sono interessanti nella misura in cui appartengono alla specie leone o colomba. E’ sufficiente descriverne la specie per comprendere il singolo individuo nei suoi tratti essenziali. Qui è poco importante che si tratti del padre, del figlio o del nipote. Ciò che interessa è comune al padre, al figlio e al nipote. Il significato dell'uomo invece comincia solo laddove egli non è semplicemente un esemplare della specie, ma un individuo... Chi rifletta sulla natura della biografia si rende conto che sotto l'aspetto spirituale ogni uomo è una specie a sé...

    Come il genere o la specie in senso fisico diviene comprensibile solo se la si intende nel suo condizionamento causato dall'ereditarietà, così anche l'entità spirituale può essere capita solo attraverso una simile eredità spirituale... In qualità di uomo spirituale ho la mia figura, così come ho la mia biografia. Non posso quindi avere questa figura da altri che me stesso...
    Come dunque la figura fisica è sempre una ripetizione, una reincarnazione della specie, così l'uomo spirituale dev'essere una reincarnazione dei medesimo uomo spirituale. Come uomo spirituale, infatti, ognuno costituisce una specie a sé.
    Il voler spiegare le caratteristiche spirituali di un essere umano come ereditate dal padre, dalla madre o da altri antenati fa parte dei pregiudizi più pericolosi...

    Una suggestione materialistica gli impedisce di vedere nella giusta luce le connessioni.
    In questa esposizione vengono date le premesse per seguire l'entità umana oltre la nascita e la morte.

    Entro i confini stabiliti dalla nascita e dalla morte l'uomo appartiene ai tre mondi. fisico, animico e spirituale. L'anima costituisce l'anello di congiunzione fra corpo e spirito, dal momento che permea la terza parte del corpo, il corpo animico, con la facoltà della sensazione e, come anima cosciente, pervade il primo elemento dello spirito, il Sé spirituale. In tal modo, nel corso della vita, essa è partecipe sia del corpo che dello spirito.
    Dall'organizzazione del corpo animico dipenderà il modo in cui l'anima senziente potrà sviluppare le sue facoltà. E, d'altro conto, dalla vita dell'anima cosciente dipenderà dalla misura in cui il Sé spirituale potrà svilupparsi in lei.
    Vi è stato mostrato che durante la vita il Sé spirituale viene nutrito dalle esperienze elaborate e dai frutti di queste esperienze...
    Si osservi dapprima l'interazione fra corpo animico e anima senziente. Come è emerso, il corpo animico è sì l'elaborazione più sottile della corporeità, ma le appartiene e da esso dipende. Sotto un certo aspetto corpo fisico, corpo eterico e corpo animico formano un tutt'uno. Pertanto anche il corpo animico sottostà alle leggi dei processi fisici che conferiscono al corpo la sua figura. Ed essendo la forma più mobile e per così dire fugace della corporeità, deve anche manifestare gli aspetti più mobili e fugaci dell'ereditarietà. Mentre il corpo fisico si differenzia minimamente per razza, popolo o stirpe e il corpo eterico evidenzia già una maggiore diversità per i singoli uomini, pur manifestando ancora una prevalente uniformità, nel corpo animico questo differenza è già molto grande. In esso si esprime ciò che già si sente come caratteristica personale esteriore dell'uomo. Questo corpo è quindi anche portatore della caratteristica personale che i discendenti ereditano da genitori, nonni ecc....
    Che per via ereditaria possano essere trasmesse anche qualità animiche, che quindi il processo dell'ereditarietà fisica ottengo un'impronta animica, dipende dal fatto che il corpo animico può essere influenzato dall’anima senziente.(1) >

    Memoria e anima secondo Steiner

    Si osservi innanzi tutto la memoria. Come si forma? Evidentemente in maniera completamente diversa dalla sensazione o dalla percezione. Senza l'occhio non posso avere la sensazione del "blu". Ma per mezzo dell'occhio non ho ancora nessun ricordo del "blu"... Il ricordo consiste nel poter rappresentare di nuovo, non nel ridare vita ad una rappresentazione. Ciò che riappare è qualcosa di diverso dalla rappresentazione stessa. Mi ricordo vuol dire che vivo qualcosa che non c'è più. Collego un evento passato con la mia vita presente... Ma chi rievoca magicamente nella mia anima ciò che è accaduto ieri? E’ lo stesso essere dentro di me che ieri era presente alla mia esperienza e che lo è anche a quella odierna. Nelle considerazioni precedenti è stato chiamata anima... Esso è quindi la preservazione del ricordo. In qualità di conservatrice del passato, l'anima raduna incessantemente tesori per lo spirito.
    Così l'anima trasmette allo spirito ciò che ha ricevuto dal corpo. - Lo spirito dell'uomo porta quindi in sé una duplicità in ogni istante della sua vita. In primo luogo le leggi eterne del vero e del buono, e secondariamente i ricordi delle esperienze passate. Quello che fa lo compie sotto l'influsso di questi due fattori.
    Se vogliamo comprendere uno spirito umano, dobbiamo allora sapere due cose di lui: prima di tutto, quanto di eterno si è manifestato in lui, e in secondo luogo quanti tesori del passato custodisce dentro di sé.
    Per lo spirito questi tesori non rimangono affatto in forma immutata. Le impressioni che l'uomo ricava dalle esperienze svaniscono a poco a poco dalla memoria. Non così i loro frutti. Non ci si ricorda di tutte le esperienze fatte durante l'infanzia mentre si acquisiva l'arte di leggere e scrivere. Ma non si saprebbe leggere né scrivere se non si fossero fatte queste esperienze e i loro frutti non si fossero conservati sotto forma di abilità. E questa è la trasformazione che lo spirito opera sui tesori della memoria... Lo spirito umano cresce attraverso le esperienze Passate. - Sebbene le esperienze passate non si trovino conservate nello spirito come in un magazzino, è possibile trovare i loro effetti nelle abilità che l’uomo si è conquistato.(1)

    (1) Teosofia – Introduzione alla conoscenza soprasensibile del mondo e del destino umano, 1904

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