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  • 14/02/2007 San Valentino 2007. Pangea, Amare vale! (Alessandro Renzo, http://www.korazym.org)

    Ricerca personalizzata

    Quest’anno la Fondazione Pangea Onlus lancia la campagna "Amare vale!" con l’obiettivo di accendere l’attenzione in modo più consapevole in occasione del prossimo San Valentino. Un dono d’amore a tutte le coppie del mondo.

    Rapporto di coppia, un’espressione usata, abusata, vaga, in crisi … Ma se si esce dai nostri confini fisici e mentali guardando al mondo, assume un significato diverso, profondo, importante: diventa spesso difficoltà, avventura, rottura degli schemi, evoluzione.

    E allora quanto conta davvero innamorarsi? Purtroppo troppo poco, nei paesi del sud del mondo, ma spesso anche qui in Italia. Perché le famiglie, per povertà o per disperazione, vendono le bambine in matrimoni forzati e le ragazze sono costrette a prostituirsi. Perché i ragazzi lavorano o mendicano fin da piccoli e non ricevono istruzione, lavoro, per costruire un futuro o una famiglia. Per questo innamorarsi diventa sofferenza, abbandono, a volte addirittura suicidio. Pangea dando istruzione, microcredito, speranza alle donne e alle famiglie, aiuta e insegna ai ragazzi a innamorarsi della vita, ad essere indipendenti, a guardarsi negli occhi e a sorridersi senza paura.

    Quest’anno non perdetevi questa festa così ricca di amore, sostenete insieme un progetto Pangea con una donazione, regalandovi così l’amore di un’altra coppia lontana. In particolare sostenendo il Progetto Jamila della Fondazione Pangea per le donne di Kabul con una donazione di almeno 10 Euro sarà possibile ricevere in regalo un libro e altre sorprese. Pangea, la vita riparte da una donna.

    Con Pangea anche l’amore ha un valore. Grande. Puoi donare subito e scegliere il libro cliccando qui.

    Amare vale, davvero!

    Claudia
    La incontro sull’autobus la mattina come quasi ogni giorno, ma oggi non so perché la osservo, noto in lei qualche cosa che mi colpisce. Provo a immaginare chi sia e cerco nel suo sguardo qualche cosa che mi parli di lei.
    Potrebbe chiamarsi Claudia. Potrebbe avere una vita normale, potrebbe avere dei figli o desiderarli. Potrebbe sognare una vita serena, un lavoro, una carriera, una vacanza spensierata con suo marito, la sua famiglia. Potrebbe immaginare di invecchiare con dei nipoti e di passare il Natale scartando con loro regali. Potrebbe, ma più la osservo e più noto nel suo sguardo qualcosa, una grande tristezza, un vuoto che sembra incolmabile e allora, guardando meglio, vedo dei segni sul volto, ma ancor più scorgo qualcosa che le ha fatto molto più male di uno schiaffo e intuisco che il suo problema potrebbe chiamarsi Pietro. Già Pietro, che la picchia, che la deride, la umilia davanti agli altri, la tradisce, non la considera, la tratta come una schiava, abusa di lei. Eppure è strano, incontro questa donna ogni giorno e non l’avevo mai notato. Potremmo aver incontrato oggi "Claudia" e non averla riconosciuta perchè non immaginiamo che tra le persone a noi vicine possano esserci donne soggette a maltrattamenti, soprusi o abusi. Diamo sempre contorni indefiniti alla problematica di genere, la pensiamo in Paesi lontani e dai nomi impronunziabili, ma non così. Più volte abbiamo toccato questo tema, ma non mi stancherò mai di ripetere che se non cominciamo da noi, guardandoci dentro e rifiutando che questo accada, non cambierà mai nulla. Il cambiamento deve arrivare da noi, dalla nostra quotidianità, dalla nostra capacità di ascoltare, aiutare, rispettare chi ci sta al fianco o mai riusciremo a costruire quel mondo di pace e diritti al quale miriamo.
    Potrebbe chiamarsi Claudia, ha una vita felice, dei bei bambini, un lavoro gratificante, è appena rientrata dalle vacanze, e lo si legge in volto che ha trascorso un Natale sereno. È felice perché ha al suo fianco Pietro, che la rispetta, la sente importante, la protegge e sente che la sua vita ha un senso perché insieme stanno costruendo una bella famiglia, educando i loro figli al rispetto reciproco. Potrebbe essere così per tutti se solo capissimo che essere veri uomini significa proteggere e rispettare le donne. Questo il messaggio di Fondazione Pangea che, portando progetti di sviluppo in situazioni difficili, là dove diritti e riconoscimento paiono essere concetti astratti, sta dimostrando che è possibile far ripartire la vita di migliaia di donne e che la vita stessa riparte dalle donne, basta desiderarlo davvero. Vogliamo dimostrare che la parola impossibile può essere cancellata dal vocabolario. Questo mese di febbraio è il mese di San Valentino, il mese degli innamorati: cominciamo da noi, cominciamo a educare ed educarci a un mondo di pace, regaliamo a chi ci sta vicino rispetto e magari regaliamo anche a chi vive più lontano sostenendo un progetto Pangea. Amare Vale, dimostriamolo! (Luca Lo Presti, presidente - Editoriale del giornale della Fondazione Pangea Onlus Da persona a persona, febbraio 2007).

    Uomini e donne: c’è differenza, ma non diversità!
    La conferenza di Berlino di gennaio in cui ufficialmente è stato lanciato il 2007 come l’anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, è stato un momento importante, un buon punto di partenza a cui dovranno seguire precise e concrete azioni. In particolare l’Europa ha posto l’accento non solo sulle Pari Opportunità tout court, ma anche sulla lotta alle discriminazioni e alla valorizzazione delle diversità all’interno dell’Unione Europea come fonte di crescita per tutti (Barbara Pollastrini, ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, I passi concreti dell’Italia contro la violenza di genere).

    Somaly, una donna contro la violenza
    Somaly Mam ha trentacinque anni e un volto splendente che risalta sulla copertina del suo libro, ma in quelle pagine c’è una vita segnata da esperienze incredibili. Da poco pubblicato in Italia, "Il silenzio dell’innocenza" è un diario dall’interno del dramma della prostituzione minorile in Cambogia, ma anche il racconto dell’uscita dall’incubo e della lotta per dare speranza ad altre donne (Da bambina prostituita a voce delle migliaia di vittime ancora mute. In Cambogia e nel mondo, Ludovica Iona, Ilcassetto.it).

    India, avviate cause per 43 donne e una comunità d’intoccabili
    Nell’agosto 2006 un famoso quotidiano indú riportò la seguente notizia: "in un piccolo villaggio indiano dell’Uttar Pradesh, due donne di una famiglia di intoccabili sono state spogliate e crudelmente picchiate da un gruppo di cinque uomini…". Si trattò dell’atto finale di una violenta disputa per questioni di terra, che ebbe luogo la sera del 12 agosto quando i cinque uomini attaccarono la casa della famiglia, prendendo di mira le due donne (Pangea sostiene gli avvocati che difendono le donne, aperti 3 nuovi centri legali, Claudia Signoretti, Settore Progetti Pangea).

    La guerra produce violenza, le donne sono le prime vittime
    "Soltanto tre mesi dopo l’incidente, R. decide finalmente di venire al reparto sanitario per denunciare la violenza subita da un uomo nel bosco. Precedentemente aveva già visitato il reparto sanitario per sottoporsi a un controllo medico, lamentando dolori e perdite vaginali, ma le consigliarono solo di astenersi per qualche tempo dall’attività sessuale e di seguire una terapia. Durante quest’ultimo mese ha avuto molta paura che un fatto del genere le potesse riaccadere, considerando che non ha nessuno che la protegga (Testimonianza di un’ostetrica che cura le donne violentate durante le crisi umanitarie, Rosanna Sestito, Ostetrica e operatrice umanitaria in contesti di crisi per MSF Francia).

    Prostituzione minorile in Kenya, italiani i clienti più numerosi
    Era quasi Natale, per la precisione il 19 dicembre 2006, quando l’ufficio stampa di Unicef Kenya lanciava un rapporto basato su testimonianze vere e verificate: la prostituzione minorile in Kenya sta raggiungendo livelli spropositati, con una concentrazione in particolare nelle aree di maggior sviluppo turistico, le coste di Mombasa, Kilifi, Malindi e Kwale. Nomi a noi noti perché mete ormai classiche delle vacanze natalizie o pasquali di tanti italiani, nomi e paesaggi che vediamo pubblicizzati dalle agenzie di viaggio sotto casa, qui nelle nostre città europee (Sconvolgente rapporto Unicef praticamente censurato in Italia, Aldo Daghetta, cesponsabile Comunicazione Pangea Onlus).

    Per ulteriori informazioni

    Fondazione Pangea Onlus
    via Olmetto 17
    20123 Milano
    Telefono e telefax: +39-02-733202
    Sito Internet

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