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  • 16/02/2007 Sesso su cui scommettere. Chi difende l’amore? (Redazione, http://www.korazym.org)

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    Nel reality web delle Iene, il sesso è ridotto a scommessa. E se la Chiesa su questi temi continua ad essere accusata di oscurantismo, viene da chiedersi quali siano realmente le distorsioni in gioco.

    Alla fine sono rimasti come fratello e sorella e l’esperimento “sociologico” delle Iene ha avuto esito negativo. Stiamo parlando del siparietto web organizzato dal programma cult di Italia Uno che ha rinchiuso per 24 ore in una roulotte Diana, ex concorrente russa del Grande Fratello, e Filippo Nardi, già partecipante dello stesso programma ma qualche anno fa. Diana era diventata famosa per aver fatto sesso nella famosa casa televisiva, addirittura la prima notte, mentre Nardi è stato coinvolto in quanto sogno erotico della ragazza (da sua stessa ammissione).

    Il reality è nato così da una scommessa: i nostri eroi riusciranno a non “consumare”? Da qui, la scelta di rinchiuderli per un giorno e una notte in uno spazio ristrettissimo, sottoponendoli a stimoli e tentazioni più o meno velate, dalla trasmissione di video sexy a massaggi particolari, passando dall’abbigliamento ai pranzi a base di banane. Spettacolo e idea irriverente; sta di fatto che Diana e Filippo, sono usciti dall’esperienza così come sono entrati. Ma intanto, è stata legittimata l’idea che in fondo con il sesso si può e si deve giocare, magari in TV. Del resto, cosa c’è di più divertente?

    In realtà, logiche simili sono di una tristezza imbarazzante, anche se a rappresentarle è un programma fresco e quasi sempre intelligente come le Iene. Non si tratta di fare i moralisti, ma di fronte ad una deriva di questo tipo viene da chiedersi quali siano realmente le distorsioni rispetto al sesso, diventato un vero e proprio totem sociale. Nell’opinione comune, è la Chiesa la principale fustigatrice dei costumi, vittima di una sessuofobia galoppante, da cui discende una lista infinita di no e di divieti. Eppure, guardando “Fratello e sorella”, il nodo da sciogliere è capire chi tutela, chi promuove, chi difende che cosa.

    Essere al passo dei tempi, significa forse sublimare “la botta e via”? Considerare il sesso una forma più o meno piacevole del fitness? Ridurre il momento più alto dell’intimità tra due persone alla stregua di una scommessa? In sostanza, di questi tempi, è più cool e trasgressivo comportarsi come Diana, Filippo e company oppure indicare, come ha fatto il papa di recente, dimensioni più profonde, difendendo così il valore alto del sesso e dell’amore?

    Si può condividere o meno la posizione della Chiesa su questi temi. Ma sicuramente è impossibile non scorgere in un testo come quello che segue una affermazione radicale della bellezza e delle potenzialità di ognuno. Scrive il papa nel messaggio ai giovani per il 2007: “Imparare ad amarsi come coppia è un cammino meraviglioso, che tuttavia richiede un tirocinio impegnativo. Il periodo del fidanzamento, fondamentale per costruire la coppia, è un tempo di attesa e di preparazione, che va vissuto nella castità dei gesti e delle parole. Ciò permette di maturare nell’amore, nella premura e nell’attenzione verso l’altro; aiuta ad esercitare il dominio di sé, a sviluppare il rispetto dell’altro, caratteristiche tutte del vero amore che non ricerca in primo luogo il proprio soddisfacimento né il proprio benessere”. Aggiungiamo noi, dopo aver visto il GF e le Iene: neppure la propria celebrità.

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