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  • 16/03/2007  Felicità ed amore. Sul treno Napoli-Roma. Lettera a un viaggiatore (Benedetto Di Bitonto, http://www.korazym.org)

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    Una telefonata in treno come spunto di una lettera aperta per riflettere sulla felicità e l'amore. "Il segreto della felicità è mantenere fede a un patto, ad un’offerta di sé all’altro, nella buona e nella cattiva sorte".

    Caro sig. Paolo,

    mi permetta di chiamarla così. Come può bene immaginare io non conosco il suo vero nome; nel tragitto fatto insieme non ci siamo neanche presentati, d’altronde nei treni non ci si presenta mai. Perché le scrivo? E soprattutto perché le scrivo una lettera che non leggerà mai? Perché sono un codardo e mi è mancata la forza di dirle ciò che provavo, e perché, chissà, un giorno potrebbe imbattersi in queste mia parole, per un motivo o per un altro. O forse anche soltanto perché ciò che non sono riuscito a dire a lei potrebbe essere d’aiuto a qualcun altro che viva la sua stessa condizione.

    Caro Paolo, parliamoci francamente, come non ha saputo fare nessuno dei due durante il nostro comune viaggio Napoli-Roma: lei si sta facendo del male, e ne sta facendo tanto alle persone che sono intorno a lei e che probabilmente la amano davvero. Crede davvero di essere felice? Si sente davvero un uomo libero perché la donna di cui si è innamorato ricambia il suo interesse? Immagino la gioia che le doni, l’ho sentita parlare al telefono con lei, era delicato, premuroso, attento… Le ha detto a bassa voce “ti amo tantissimo” e io, seduto accanto a lei, ho pensato che fosse proprio un uomo tenero. Dopo poco, però l’ho sentita telefonare a casa e parlare con sua moglie, in una conversazione ordinaria, fredda, senza alcuna partecipazione emotiva, comunicava l’orario del suo arrivo. Sua moglie le ha ricordato che era la festa della donna, e lei, quasi sbuffando, le ha fatto gli auguri… poi me lo ha anche raccontato ridendo, dicendo che era grave prendersela per queste sciocchezze! Dopo abbiamo chiacchierato, mi ha chiesto dei miei studi, del mio lavoro. Abbiamo parlato del libro che sta leggendo, e io pensavo che magari lo leggeva con tanto gusto perché glielo aveva regalato la sua donna.

    Avrei voluto dirle qualcosa. Volevo dirle che la felicità non è in questo che risiede, la felicità di un marito è figlia del sacrificio e della fedeltà. Si è felici quando la sera, a letto, il cuore non ha nulla da rimproverare e non ripercorre la giornata alla ricerca di un possibile passo falso. Si è felici quando si sa che, anche se a denti stretti, si è fatta la cosa giusta. Si è felici davvero quando si compiono sacrifici in nome dell’amore, persino di quell’amore ormai arido e sterile che sembra non avere più nulla da donare. La felicità non nasce dall’appagamento di tutti i desideri, non la si compra, non la si trova nelle cose che prendiamo, rubiamo o strappiamo da un albero. Il segreto della felicità è mantenere fede a un patto, ad un’offerta di sé all’altro, nella buona e nella cattiva sorte.

    Mi perdoni, le sembrerò un moralista e, a ragion veduta, potrebbe farmi notare che non ha mai chiesto il mio parere. La verità è che la sua felicità mi sta a cuore, anche se non la conosco e so, e ne sono convinto, che vivere nella menzogna sia molto dannoso. Se solo si guardasse intorno e si rendesse conto del complicato apparato di bugie che è costretto a metter su, alla fatica di intrecciarle in maniera plausibile e verosimile, allo sforzo di inventarne una nuova per ogni occasione… se solo guardasse tutto questo in confronto a quanto le potrebbe dare una relazione di sincero amore con sua moglie, sono convinto che si accorgerebbe che il gioco, per quanto eccitante, non vale proprio la candela!

    Magari mi sbaglio, magari è lei la vittima, forse sua moglie è una donna impossibile che l’ha fatta allontanare… eppure, mi creda, io sono certo che vale sempre la pena di soffrire per amore. Questa evasione non le darà ciò che sta cercando, non la colmerà. Alla fine dei conti ci si accorge che con un piede in due scarpe, in fondo, si sta scomodi. Non ho consigli da darle, non so come possa farcela ad uscire da questa strada tortuosa, spero soltanto che possa aprire gli occhi e ritornare sui suoi passi, sulla via della sincerità e della lealtà nei confronti della sua famiglia che da lei attende amore gratuito e stabilità.

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