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11/01/2007 I Pacs e la posizione di Mons. Nicolini (Viviana Vivarelli, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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Cristo ci ha detto "Ama l'altro come te stesso". Io non posso pretendere che l'altro sia uguale a me; non ho scelto per me una convivenza senza matrimonio, perché le mie condizioni me lo permettevano, ma le situazioni della vita sono tante e non è giusto che i miei principi e la mia fortuna mi diano il diritto di fare del male a chi non è ugualmente fortunato, come non è giusto che io privi un mio fratello di diritti inalienabili che gli spettano in quanto uomo, come assistere una persona a lui cara in ospedale, subentrargli in caso di morte nell'appartamento dove abitano insieme, esserne l'erede ecc.

Se lui godrà degli stessi diritti civili di cui godo io che sono coniuge, nei confronti di una persona che ama o che è sua parente o amica e con cui vive epr necessità o amore, nessuno sarà deprivato di niente, il mondo sarà solo più felice e ordinato. I diritti devono essere allargati non diminuiti e non ne possiamo fare un'isola di apartheid. Non mi sentirei buona se non operassi per questo. Cristo ci ha predicato l'amore e l'amore si sviluppa in molte forme e possibilità, principalmente nel rispetto degli altri, è delicatezza tenerne conto.

In quanto alla famiglia, come unione bendetta da un sacramento, esso dà un elemento in più: la benedizione divina, ma questo sacramento non sarà mai scalfito se io riconosco diritti civili alle unioni degli altri, anzi, io credo, esso sarà maggiormente confermato e dimostrerà che io come cristiana sono venuta nel mondo per migliorarlo, non per stabilire primazie o esclusioni.

Essere cristiani significa sentire un particolare appoggio spirituale nell'amare il mondo, non darsi da fare per danneggiarlo, il fine ultimo resta l'aiuto agli altri, non la chiusura in una sterile e fittizia superiorità. E una fede che non abbia rispetto per chi è diverso e cerca di nuocergli non sarà mai una buona fede ma un arbitrio dominato dalla presunzione.

Plaudo perciò a monsignor Nicolini e spero che nella Chiesa le figure d'amore e di consapevolezza possano solo allargarsi, perché il mondo è anche troppo pieno di odio e di egoismo e i cristiani, se davvero lo sono, devono allargare l'amore non le discriminazioni.

Viviana Vivarelli

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