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  • 29/08/2007 Stop ai lavavetri, Longo (MDC) scrive al sindaco di Firenze (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    Caro sindaco, l'iniziativa della sua amministrazione è degna di lode e anzi va rilanciata e rafforzata. Ha ragione il suo assessore. Questi loschi figuri, a volte addirittura donne incinte o bambini di 7-8 anni!, rappresentano un pericolo pubblico che va immediatamente stroncato. E allora abbia più coraggio. Non bastano le multe e la reclusione di 90 giorni. Quelli magari li diamo a chi si ubriaca e guida e ammazza ragazzi e anziani, o a chi violenta le donne all'interno dei palazzi. Per questi pericolosi criminali che assaltano i vetri degli automobilisti ci vuole ben altro. Proponiamo l'apertura dei CDL, Centri Detenzione Lavavetri, con filo spinato, cani lupo e trattamento di rieducazione che preveda la lettura obbligatoria per 12 ore al giorno del Regolamento del Cioni.

    Ai sindaci che si stanno accalcando pronti a imitare e rilanciare il provvedimento di Firenze, proponiamo altre occasioni di visibilità all'insegna della Tolleranza Zero! Ecco gli altri provvedimenti che il Movimento Difesa del Cittadino si augura che presto vengano addottati:

    • Tassa sull'autorizzazione al commercio, a carico degli accattoni
    • Tassa sul transito e sulla sosta, a carico di zingari, viandanti e pellegrini
    • Multa per violazione del diritto d'autore per le foto di chi si traveste da centurione al Colosseo (solo per Roma)
    • Multa SIAE per spettacolo teatrale abusivo, a carico di travestiti e transessuali

    Naturalmente queste tasse potranno essere tutte convertite, ove non venissero pagate, in giorni di arresto o in un numero corrispondente di frustate sulla pubblica piazza. Nei casi di recidiva e per stroncare definitivamente questo tipo di pericolo delinquenza, si potrà prevedere il taglio della mano (per i lavavetri), dei piedi (per gli zingari e i viandanti), etc. Sarà necessario però che all'entrata di ogni Comune d'Italia ci sia un cartello in cui vengono elencati i comportamenti che in quel territorio vengono giudicati reati.

    Siamo fiduciosi, signor sindaco di Firenze e signori sindaci d'Italia, che questi provvedimenti potranno rilanciare e rafforzare l'immagine delle vostre città, alla faccia dei rifiuti lasciati nelle strade, delle terrazze abusive che poi crollano, dei monumenti che vanno in rovina, della inefficienza delle vostre amministrazioni.

    Cordiali saluti

    Antonio Longo
    Presidente nazionale del Movimento Difesa del Cittadino

    Stop ai lavavetri: ordinanza del Comune di Firenze

    29/08/2007 Lavavetri a Firenze: l' ordinanza non aggiunge nulla (Emmanuela Bertucci, legale Aduc, http://www.aduc.it)

    LAVAVETRI A FIRENZE. L'ORDINANZA NON AGGIUNGE NULLA E I DENUNCIATI NON SARANNO PUNITI. TANTO RUMORE PER NULLA. DISAMINA GIURIDICA>
    Firenze, 29 Agosto 2007. Ieri a Firenze le forze dell'ordine si sono prodigate in una impegnativa caccia all'uomo -il lavavetri: ne sono stati “catturati” circa una quindicina. Merito dell'ordinanza del Sindaco che promette di "punire" i lavavetri con l'arresto fino a tre mesi (1). Si legge nell'ordinanza: “l'inosservanza delle disposizioni [...] e' punita ai sensi dell'art. 650 c.p.”. Al di la' del clamore della notizia e dell'immagine del Sindaco dal “pugno duro”, l'ordinanza non si regge in piedi (2) e non portera' a nostro avviso nemmeno ad una condanna penale.
    Iniziamo con una considerazione generale, che sgombri il campo da possibili fraintendimenti: il mestiere del lavavetri non e' abusivo. Non esiste alcuna norma nazionale che ne vieti l'esercizio, ne' che subordini questa attivita' ad autorizzazioni o simili.
    Venendo all'ordinanza, e' bene precisare che nessun sindaco puo' "punire" ai sensi del codice penale, non ne ha il potere; non puo' introdurre nell'ordinamento nuovi reati, non puo' sostituirsi al giudice e dunque non puo' decidere quali siano le conseguenze penali di una denuncia. Fra punire e denunciare c'e' una grossa differenza, e sara' un giudice a valutare se nel singolo caso vi sia stata una mancata osservanza “di un ordine legalmente dato dall'autorita' per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o di igiene”.
    A nostro avviso sono molti i motivi per i quali cio' non avverra'. In sintesi:
    1. La Cassazione penale si era gia' pronunciata nel 2002 sulle ordinanze sindacali che vietano l'esercizio del mestiere di lavavetri, ritenendole illegittime: “Non integra il reato di cui all'art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti dell'autorita') l'inottemperanza all'ordinanza sindacale di interdizione allo svolgimento dell'attivita' di lavavetri, in quanto, non essendo quest'ultima soggetta ad autorizzazione, il sindaco e' sprovvisto del potere di emettere provvedimenti al riguardo” (3).
    2. Il giudice penale investito del caso dovra' valutare prima di tutto se l'ordine del sindaco sia stato “legalmente dato”. L'ordinanza e' stata emessa sulla base di un particolare potere del sindaco che, in caso di gravi pericoli che minaccino l'incolumita' dei cittadini, puo' adottare dei provvedimenti “contingibili e urgenti” (4).
    L'ordinamento consente dunque al sindaco di fronteggiare situazioni di grave emergenza, legate a circostanze non previste ne' prevedibili e ad eventi straordinari ed eccezionali, con uno strumento d'urgenza. Questo tipo di ordinanza non puo', quindi, essere adottato per soddisfare esigenze prevedibili ed ordinarie. E tutto si puo' dire, ma non che ci si trovi in una situazione con le caratteristiche descritte. Il giudice penale ben potrebbe dunque assolvere i lavavetri poiche' l'ordine del sindaco e' stato emesso in mancanza dei presupposti di legge.
    3. Ancora, l'art. 650 del codice penale (5) puo' essere applicato solo nel caso in cui l'attivita' vietata dall'ordinanza non sia gia' altrimenti punibile (in giuridichese si parla di norma “residuale”) e punita da un'altra norma. Nel caso fiorentino, tale norma esiste, ed e' fra l'altro richiamata nella stessa ordinanza. E' l'art. 119 del Regolamento di polizia municipale (6), che vieta le attivita' ambulanti senza il preventivo permesso del Comune la cui violazione e' punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 500 euro (7). Il giudice penale, dunque, preso atto di cio' non potrebbe che assolvere l'imputato perche' il fatto non e' previsto dalla legge come reato.
    Ricapitolando, l'esercizio non autorizzato del mestiere di lavavetri era gia' sanzionabile in base alla normativa comunale, gli attrezzi del mestiere erano gia' sequestrabili sulla base di quella stessa norma (8), e l'unica novita' contenuta nell'ordinanza e' la minaccia di una denuncia che non portera' a nessuna condanna. Ribadiamo quindi che si tratta di un botto pubblicitario di chi ha voluto farsi propaganda sulla pelle di esseri umani deboli (zingari) e dei contribuenti.

    Emmanuela Bertucci, legale Aduc

    (1) Il testo dell'ordinanza: http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/polizia/Ordin_lavavetri.pdf
    (2) Qui una nostra presa di posizione di ieri 28 agosto:
    http://www.aduc.it/dyn/comunicati/comu_mostra.php?id=191501
    (3) Cassazione penale, sez. I , sentenza n. 37112 del 2 ottobre 2002.
    (4) art. 54 del d.lgs. 267/2000.
    (5) Art. 650 c.p. Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorita': Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorita' per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o d'igiene, e' punito, se il fatto non costituisce un piu' grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a lire quattrocentomila.
    (6) Articolo 119 Permesso comunale: Nessuno potra' esercitare, sia abitualmente che occasionalmente mestieri ambulanti nel territorio del Comune, anche se gia' munito del certificato d'iscrizione dell'Autorita' di Pubblica sicurezza, senza prima aver ottenuto il permesso dell'Autorita' comunale.
    (7) Art. 7 bis d.lgs. 267 del 2000.
    (8) Il sequestro e' possibile in virtu' degli art. 13 e 20 della legge 689 del 1981.

    28/08/2007 Lavavetri in galera a Firenze (Vincenzo Donvito, presidente Aduc, http://www.aduc.it)

    LAVAVETRI IN GALERA A FIRENZE. IL BOTTO PUBBLICITARIO DI CHI SA SOLO REPRIMERE. PREVENIRE CON VIGILANZA E CERTEZZA DEL DIRITTO E DELLA PENA

    Firenze, 28 agosto 2007. Gli assessori fiorentini che hanno deciso l'ordinanza (1) con cui i lavavetri ai semafori potranno essere messi in galera con tanto di reato penale, hanno voluto a loro modo dare il benvenuto a chi sta tornando nella citta' di Firenze dopo le vacanze. E si sono mostrati cosi' duri e forti che, vivendo in questa citta' come chi scrive, non si puo' che restare increduli. Il fatto stesso che l'ordinanza prevede che questo provvedimento e' valido fino al prossimo 30 ottobre, la dice lunga: che succedera' il 1 novembre? Probabilmente tutto sara' come prima. Siamo in un dèjà-vu terribile: cosi', sempre con l'assessore Graziano Cioni in prima fila alla guida dei vigili, e' stato fatto piu' volte per impedire che i disperati mettessero i loro tappetini per strada, ostruendo la circolazione e vendendo merce contraffatta... risultato? Dopo le fiammate iniziali, le strade si sono nuovamente riempite di questi ambulanti illegali. Nel caso dei lavavetri si va oltre, perche' sappiamo gia' che dal 1 novembre li ritroveremo puntuali ai semafori, per cui non si potra' neanche parlare di inadempienza delle autorita' come con i venditori di paccottiglia.
    Ma siccome va di moda il mostrarsi piu' duri possibile con la repressione, ecco la novita' del reato penale. Nello specifico, a che serve? A nulla, se non a far sembrare piu' risoluti e implacabili le autorita'. Perche' per l'interlocutore che dovrebbe intimorirsi, che ci sia il reato penale o il semplice allontanamento da parte dell'autorita', non cambia nulla. Ve l'immaginate uno zingaro che teme di vedere la propria fedina penale macchiata? Che paura... Se avesse questa paura non sarebbe piu' tale, ma non perche' geneticamente irriverente e delinquente, ma perche' il nostro ordinamento amministrativo non gli da' altre opportunita' che non quella di emarginazione e fastidio per il nostro quieto vivere.
    L'aspetto tragico e sintomatico della vicenda e' che il politico di turno abbia colto per l'ennesima volta l'occasione di farsi propaganda sulla pelle di esseri umani deboli (gli zingari) e sui contribuenti (i cittadini che pagano le tasse per avere una citta' sicura e ordinata).
    Senza tanto scoppiettare si puo' ottenere altrettanto e in modo piu' duraturo. Non nuove norme e nuove leggi, ma il rispetto di quelle attuali, con la presenza delle forze dell'ordine che garantiscono la sicurezza (per venditori ambulanti inclusi). Nel contempo, siccome gli zingari/disperati esistono e bisogna rendere la citta' vivibile anche a loro, forse e' il caso che l'intera amministrazione sia investita del problema per renderla ospitale anche a loro. Credere che il tutto possa essere risolto con l'indurimento dei provvedimenti penali di polizia e' la tradizionale illusione di chi, avendo amministrato fino ad oggi in questo modo, fa finta di non vedere che ha sbagliato. A nostro avviso il metodo e' quello di esserci, essere presenti e disponibili, non credendo al potere taumaturgico della norma, inutilmente penale come nel nostro caso.

    Vincenzo Donvito, presidente Aduc

    (1) http://ufficiostampaonline.comune.fi.it/cgi-bin/uscomu.cgi?tipo=5&id=31200&test=

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