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  • 20/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. Analisi Coldiretti: una frode su quattro in ristoranti stranieri (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    20/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. Analisi Coldiretti: una frode su quattro in ristoranti stranieri (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Un reato su quattro per frode e sofisticazione alimentare è stato commesso nel 2008 da titolari di esercizi e ristoranti stranieri: è quanto afferma Coldiretti sulla base di un'analisi dell'Ordinanza contenente l'elenco delle sentenze penali passate in giudicato e pervenute nel corso dell'anno 2008 a carico di produttori alimentari, condannati per reati di frode e sofisticazioni alimentari, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 17 febbraio 2009. Le sentenze di condanna sono invece complessivamente 81 e riguardano soprattutto titolari italiani. In particolare: 61 a carico di imprenditori italiani, 13 a carico di imprenditori cinesi, 2 a carico di imprenditori pakistani. Risultano condannati, inoltre, 1 imprenditore egiziano, 1 peruviano, 1 dello Sri Lanka, 1 di Singapore, 1 del Marocco.

    Fra i tipi di reato finiscono la vendita di kebab in cattivo stato di conservazione, di ravioli cinesi farciti con imballaggi inidonei per alimenti, di mitili e cozze con cariche microbiche di coliformi fecali superiori ai limiti consentiti. La Cina, afferma Coldiretti, è il paese che ha ricevuto dall'Unione europea il maggior numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati da micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, sulla base della Relazione sul sistema di allerta per alimenti e mangimi.

    18/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. Bari, Nas sequestrano 6 mila kg di prodotti scaduti (FC, http://www.helpconsumatori.it)

    Circa 6.000 chili di prodotti alimentari scaduti e conservati in pessime condizioni igienico-sanitarie sono stati sequestrati in un esercizio commerciale di Mattinata nel corso di un'operazione dei carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione) di Bari. I militari nel corso dei controlli hanno scoperto in un deposito di alimenti adiacente ad un supermercato del centro garganico i prodotti, di vario genere, in pessime condizioni igienico-sanitarie e in parte con il termine minimo di conservazione superato. Gli alimenti, del valore di 170mila euro, erano pronti per essere venduti. Al termine delle indagini, i carabinieri hanno denunciato alla Procura di Foggia il titolare dell'esercizio commerciale che è stato chiuso.

    "Le truffe in campo alimentare comportano un enorme giro di affari, è quindi necessario prestare molta attenzione alle etichette, soprattutto alla data di scadenza- commenta la Dott.ssa Valentina Coppola, Responsabile Agroalimentare CODICI - e soprattutto segnalare sempre eventuali anomalie riscontate, sia sulle date di s che alle condizioni igienico sanitarie dei prodotti alimentari.

    Intanto, ecco qualche consiglio del CODICI su come fare per non incorrere in sgradite sorprese:

    • Al supermercato, controllare attentamente quei prodotti che fuoriescono in modo disordinato dalle confezioni. Spesso infatti i commessi svuotano gli scatoli semivuoti ponendo le rimanenze sui nuovi senza controllare le scadenze. In questo caso i prodotti potrebbero essere di vecchia data;
    • Verificare che le scadenze sulle confezioni di latta: pomodori pelati, tonno,legumi ecc., siano impresse sopra il coperchio e non sull'etichetta che potrebbe essere rimossa e cambiata;
    • Verificare che la stampa della scadenza sia sempre chiara e leggibile, altrimenti potrebbe essere stata manomessa.

    17/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. Surgelati. Positivo il giudizio dei consumatori. Ricerca Universitaria (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    Si conclude oggi la 39a Mostra Internazionale dell'Alimentazione di Rimini Fiera con una tavola rotonda dal titolo "Fresco, forse freddo, anzi surgelato: alla caccia di un consumatore sempre più tiepido". Ha tenuto banco una ricerca presentata dal professor Daniele Tirelli, docente all´Università di Scienze Gastronomiche di Pollenza e presidente di Popai.

    La ricerca, condotta su un panel di 2.075 consumatori tra i 18 e i 55 anni, rappresentativi della popolazione italiana, ha mostrato come la surgelazione venga giudicata la miglior tecnica di conservazione dal 78% della popolazione, In evidenza anche l´opportunità messa a disposizione del mondo della ristorazione di sfruttare largamente il contenuto di servizio garantito dal surgelato, purché esso ne trasferisca parte dei vantaggi ai clienti dei fast & casual restaurant.

    Il giudizio degli italiani sul prodotto surgelato è molto positivo: il 90% li giudica sostanzialmente molto migliorati rispetto al passato. Procedendo ad una suddivisione dei giudizi sul prodotto surgelato, si possono riassumere nel 22% i diffidenti, mentre sale al 36% la quota degli intenditori (coloro che pensano di saper distinguere il prodotto fresco da quello surgelato). Il 42% è completamente favorevole ai prodotti surgelati.

    Su quale sia il cibo più adatto da surgelare le risposte evidenziano un giudizio un pò contradditorio: le carni guidano col 78%, anche se rappresentano sul mercato un prodotto molto poco diffuso. Al contrario di dolci e dessert, che hanno invece quote di mercato molto elevate, ma che si fermano solo all´8a posizione, con il 17%. Al secondo posto il pesce (64%), poi la verdura (35%), primi piatti (34%), ecc.

    Il surgelato più gradito in assoluto sono le verdure/minestroni/zuppe (20,9%), davanti a Ô4 salti in padella´ (16,5%) che, pur essendo una marca, viene associato ad un prodotto. Terzo posto per i bastoncini di pesce (11,6%).

    Le motivazioni al consumo vedono prevalere la volontà di avere prodotti pronti all'uso (63%), la durata di conservazione (58%), il consumo fuori stagione (24%), il fatto che debbano essere solo cucinati e scaldati (20%), il costo moderato e il tempo risparmiato (14%), l'assenza di conservanti (9%).

    Per quanto riguarda il consumo fuori casa, 3 consumatori su 4 accettano di consumare il pasto in bar e ristoranti che utilizzano prodotti surgelati a patto che siano messe in chiaro le marche utilizzate. Di questi, il 39,5% accetta per necessità, il 25,9% per funzionalità e il 34,6% se risparmia sul prezzo.

    Sul alcune domande della ricerca è poi emersa dai consumatori una bassa capacità di collegare prodotto surgelato alla marca. Addirittura la prima marca evidenziata è una nota produttrice di gelati e precede di un soffio l'azienda leader di mercato. Fra le prime 18 marche evidenziate, ben sette non producono alimenti surgelati.

    17/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. L'informazione sui luoghi di emissione di OGM è pubblica (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    ogm1

    Una sentenza della Corte di Giustizia Ue di oggi ha precisato che, in base al principio di precauzione e dei rischi cui vanno incontro l'ambiente e la salute umana, chiunque intende emettere nell'ambiente OGM deve fornire tutte le informazioni riguardo i siti di emissione.

    Chiunque intenda emettere nell'ambiente Organismi Geneticamente Modificati è tenuto a fornire alle autorità nazionali competenti tutte le informazioni riguardo l'ubicazione e le dimensioni dei siti di emissione, e gli ecosistemi che potrebbero essere interessati dal fenomeno. E' quanto ha specificato oggi la Corte di Giustizia Europea rifacendosi al principio di precauzione e dei rischi cui vanno incontro l'ambiente e la salute umana, di fronte all'emissione di OGM.

    Ne consegue che chiunque voglia avere informazioni sulle procedure di autorizzazione relative all'emissione di OGM, può farlo rivolgendosi alle autorità competenti. In nessun caso l'informazione relativa al luogo dell' emissione può rimanere riservata, neanche per motivi di protezione dell'ordine pubblico.

    La sentenza della Corte Ue si riferisce ad un caso particolare. Nel 2004 un signore intendeva conoscere l'ubicazione delle sperimentazioni sul terreno diOGM, effettuate nel territorio del suo comune; ha chiesto al sindaco di Sausheim (Alta Alsazia) di trasmettergli, per ciascuna emissione di OGM effettuata nel territorio di tale comune, l'avviso al pubblico, la scheda d'impianto che consente di individuare la particella sfruttata a coltivazioni e la lettera prefettizia accompagnatoria di tali documenti. Ha chiesto inoltre le schede informative riguardanti ciascuna nuova emissione da realizzarsi nel 2004.

    In assenza di risposta, il signore si è rivolto alla commissione per l'accesso ai documenti amministrativi, la quale ha emesso un parere favorevole in merito alla comunicazione dell'avviso al pubblico e della prima pagina della lettera prefettizia accompagnatoria. Ma non è stata d'accordo sulla comunicazione della scheda d'impianto particellare e della mappa di ubicazione delle emissioni, argomentando che tale comunicazione avrebbe arrecato pregiudizio alla riservatezza e alla sicurezza degli operatori agricoli interessati.

    Allora il Consiglio di Stato francese ha interrogato la Corte di Giustizia in merito alla definizione di "sito dell'emissione" e alla sua riservatezza. La risposta della Corte è stata che l'informazione relativa al luogo dell'emissione in nessun caso può rimanere riservata.

    13/02/2009 ALIMENTAZIONE. Milano, Guida ai consumi alimentari svela i segreti per nutrirsi meglio e risparmiare (FC, http://www.helpconsumatori.it)

    Secondo uno studio appena presentato dalla Camera di Commercio, i milanesi sono grandi frequentatori di gastronomie, friggitorie, take away, ma in tema di alimentazione, in cucina non disdegnano neanche surgelati e prodotti in scatola. Insomma, gli abitanti sotto la Madonnina sono sempre più frettolosi in cucina, soprattutto da quando hanno scoperto i cibi pronti o precotti, che hanno letteralmente trasformato le abitudini nutrizionali dei milanesi.

    A illustrare le tendenze alimentari dei consumatori meneghini, contribuisce infatti un'elaborazione della Camera di Commercio, da cui emerge che le attività in questo campo sono cresciute del 77,4% dal quarto trimestre del 2004 allo stesso periodo del 2008; le imprese attive nella ristorazione veloce sono 303 in tutta la provincia, pari al 36% del totale regionale.

    In generale, sempre secondo la Camera di Commercio, è il settore della produzione alimentare a non conoscere crisi a Milano, se si considera che nel quadriennio compreso tra il 2004 e il 2008, il numero di imprese attive è cresciuto del 18,6% (3.887 nella Provincia, un terzo del totale regionale), un aumento superiore alla media nazionale (+9%) e lombarda (+13%).

    Ma se queste nuove abitudini alimentarisono sicuramente positive per gli operatori della ristorazione veloce, che hanno visto rapidamente crescere il loro fatturato, dal punto di vista nutrizionale e dell'economia familiare, le cose non vanno altrettanto bene.

    Affinché i cittadini imparino a nutrirsi con più attenzione allo stomaco e al portafoglio, la Camera di Commercio e l'Unione del Commercio di Milano hanno lanciato la "Guida ai consumi alimentari. Comprare, conservare, cucinare", con consigli e curiosità, ma anche aneddoti e proverbi, scaricabile liberamente da internet (www.unionemilano.it e www.mi.camcom.it), ma che sarà distribuita nei prossimi giorni anche nella gran parte dei negozi cittadini.

    "È una Guida pensata per aiutare concretamente il consumatore a risparmiare con una spesa intelligente - ha dichiarato Lucia Moreschi, presidente di MDC Lombardia e consigliere della Camera di Commercio di Milano - e rivaluta il modo di alimentarsi secondo il gusto e la tradizione italiana".

    Il tema dell'alimentazione tocca in modo diffuso le abitudini quotidiane dei cittadini e assume una rilevanza ancora maggiore proprio nell'attuale momento di difficoltà.

    "La Guida ai consumi alimentari è una 'ricetta anticrisi', perché cerca di dare al consumatore consapevolezza della propria capacità di scelta sulla base di un corretto rapporto fra qualità e prezzo", ha aggiunto Lucia Moreschi.

    Realizzata con la collaborazione delle associazioni della filiera agroalimentare (dettaglio e ingrosso) che l'Unione rappresenta, la Guida fornisce in modo pratico utili consigli per trovare i prodotti giusti e di stagione ed è pensata per aiutare concretamente il consumatore: ci sono informazioni su pasta, riso, pane, pizza, frutta e verdura, carne, salumi, pesce, uova, latte formaggi. Ma si parla anche di olio d'oliva e vino, prodotti d'eccellenza del patrimonio enogastronomico italiano. Inoltre si indica a cosa occorre stare attenti quando si compra un alimento e si elargiscono consigli su come deve essere conservato al meglio.

    "La Guida, oltre ad aiutare a risparmiare con una spesa intelligente, aiuterà i milanesi anche ad essere meno pigri in cucina - ha concluso Adalberto Corsi, vicepresidente vicario dell'Unione del Commercio di Milano - ed è attenta alla qualità del servizio che il negoziante di fiducia fornisce al consumatore con i propri consigli e suggerimenti".

    12/02/2009 SICUREZZA ALIMENTARE. Sequestrate 142 tonnellate di falsi pomodori San Marzano (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    Ben 142 tonnellate di pomodori spacciati per San Marzano che erano invece di diversa origine sono stati sequestrati da parte di funzionari dell'Icq di Napoli e della Dogana di Salerno. I container sequestrati, cinque in tutto, erano al porto di Salerno e contenevano 13 mila barattoli da un chilo di falso pomodoro San Marzano, senza l'indicazione in etichetta della sigla dell'azienda produttrice del lotto.

    "Con questa operazione a tutela del Dop San Marzano - ha spiegato il ministro Luca Zaia - prosegue il nostro impegno per la tolleranza zero che abbiamo inaugurato in questi mesi a difesa del made in Italy sulle nostre Tavole. Il Pomodoro è uno dei biglietti da visita alimentari del Nostro Paese. Ferrari fashion & food sono il trinomio dell'eccellenza del nostro paese all'estero. Il pomodoro è parte essenziale dell'Italian food. Un settore che complessivamente vale 24 miliardi di euro". Il pomodoro "San Marzano" è un prodotto a denominazione di origine protetta inserito nell'elenco delle denominazioni protette dell'Ue, che contraddistingue i prodotti che derivano dalla lavorazione di pomodori provenienti dall'agro nocerino-sarnese che presentano caratteristiche tipiche di quella zona e che seguono una rigorosa procedura di controllo del ciclo di produzione per il rilascio della certificazione Dop.

    La Cia-Confederazione italiana agricoltori ha espresso apprezzamento per i sequestri. "Tolleranza zero per chi sofistica ed inquina gli alimenti", si legge in una nota. Per la Cia sono necessarie "misure drastiche per contrastare sia le importazioni di alimenti pericolosi che per debellare l'adulterazione e la truffa nell'alimentazione". "E' necessaria la massima fermezza - prosegue la Cia - contro chi, attraverso azioni fraudolente e illegali, oltre ad ingannare i consumatori, mette anche a repentaglio la salute dei cittadini e a rischio la stessa credibilità del settore agroalimentare italiano". Secondo la Cia, è sempre più indispensabile un'etichetta trasparente per garantire consumatori e produttori agricoli. L'indicazione di provenienza è, quindi, uno strumento essenziale che "va esteso a tutti i prodotti agroalimentari".

    Anche l'Unione Nazionale Consumatori ha salutato con favore il sequestro. "Esprimo vivo apprezzamento per la costante attenzione e il serio impegno dimostrati dagli organi di competenza nella tutela della sicurezza alimentare dei cittadini". Ha dichiarato Massimiliano Dona, Segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori.

    11/02/2009 OGM. Lettera delle associazioni ai Ministri: Italia difenda agroalimentare contro mais transgenico (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Le politiche europee sugli Ogm destano preoccupazione. Per chiedere all'Italia di difendere l'agroalimentare e adottare un'azione decisa, questa mattina diverse associazioni hanno inviato una lettera ai ministri della Salute Maurizio Sacconi, dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell'Agricoltura Luca Zaia. I firmatari chiedono che nelle prossime riunioni e consigli europei "l'Italia assuma un ruolo decisivo a sostegno del settore agroalimentare. In particolare, si domanda un'opposizione energica alle due proposte della Commissione Europea: introdurre nei campi due nuove colture transgeniche (mais Bt11 e 1507) e revocare la moratoria di Francia e Grecia sul mais Mon810". La lettera è stata sottoscritta dai presidenti di Verdi Ambiente e Società (VAS), Cia, Fondazione Diritti Genetici, Legambiente, CNA Alimentare, Confartigianato Alimentare, Equivita, Alpa, Adiconsum, Federconsumatori, Acli Terra, Slow Food, Crocevia, Coop Italia, Greenpeace, Aiab.

    La lettera evidenzia i motivi di preoccupazione delle associazioni: non è stata fatta la revisione delle linee guida EFSA per la valutazione dell'impatto ambientale degli Ogm, non sono state prese in considerazione le conseguenze ambientali dell'introduzione di Ogm resistenti agli insetti né quelle dovute a colture che tollerano gli erbicidi nonostante il mais Bt11 e il 1507 possiedano entrambe queste caratteristiche. È stato ignorato, prosegue la lettera, il nuovo regolamento sui pesticidi sul divieto dell'erbicida glufosinato e non sono stati valutati gli effetti indiretti e a lungo termine del mais Mon810.

    "Il comportamento dell'Europa è schizofrenico - dichiarano in una nota i presidenti firmatari - Solo pochi giorni fa è stato votato un Regolamento sui pesticidi, in base al quale il glufosinato è stato considerato pericoloso e da vietare. Allo stesso tempo, però, si propone l'introduzione in campo di due Ogm che, oltre ad avere proprietà insetticida, sono resistenti al glufosinato. In questo modo si incentiva l'utilizzo di questa sostanza chimica, a danno della salute dei cittadini e dell'ambiente. Inoltre, l'Europa riconosce il principio di precauzione, ma non accetta che gli Stati Membri lo applichino: il numero delle moratorie sul mais Mon810 sta aumentando, a causa delle evidenze scientifiche che ne dimostrano la pericolosità, mentre la Commissione Europea cerca di intervenire con tutti i mezzi per revocarle". Da qui la richiesta di un impegno concreto per evitare che in assenza di una maggioranza qualificata in sede europea vengano di fatto introdotti Ogm nell'ambiente.

    22/01/2009 OGM. Europa apre a nuove coltivazioni. Sconcerto dell'AIAB (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    "La Commissione Europea continua inopinatamente nella sua marcia contro i cittadini europei che si rifiutano di mangiare cibo OGM, e contro la maggioranza dei produttori europei (la totalità in Italia), che non vogliono seminare OGM né vedere contaminati i propri campi e le proprie sementi". Con queste parole, Andrea Ferrante, presidente dell'Associazione Italiana Agricoltura Biologica commenta la decisione della Commissione Europea di aprire, per la prima volta dopo 10 anni, alla possibilità di coltivare nuovi OGM nel vecchio continente.

    La Commissione Europea, infatti, ha proposto di autorizzare nell'Ue due mais biotech per la coltivazione: il Bt11 della multinazionale Syngenta e il Bt1507 della Pioneer. Sui dossier, l'Agenzia Ue per la sicurezza alimentare (Efsa) ha espresso due pareri favorevoli anche alla luce di 11 ulteriori studi forniti da Bruxelles.

    "L'Agenzia Europea per la sicurezza alimentare - dice Andrea Ferrante - conferma la sua vocazione a fare gli interessi delle multinazionali biotech più che dei cittadini europei. Le Istituzioni Europee con questi comportamenti si delegittimano ogni giorno di più. Non ci possiamo meravigliare se lo scetticismo nei confronti di questa Europa cresce sempre di più".

    Adesso la parola passa ai 27 stati membri che dovranno esprimersi tra circa sei settimane, quando la proposta arriverà sul tavolo del Comitato di autorizzazione degli Ogm. Ferrante conclude: "Chiediamo al Ministro per le Politiche agricole, Zaia, di pronunciarsi in modo chiaro ed immediato contro il il rilascio di queste nuove sementi di Mais OGM e di costruire in seno al Consiglio europeo una maggioranza netta che riporti gli interessi di tutti i cittadini europei al centro delle politiche dell'Unione europea, al posto degli interessi delle multinazionali biotech".

    http://www.helpconsumatori.it

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