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  • 23/04/2007  Inter, festa nerazzurra: lo scudetto è da record (Daniele Lorenzi, http://www.korazym.org)

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    Dopo diciotto anni l’Inter vince sul campo un titolo italiano, paradossalmente il secondo consecutivo dopo quello assegnato lo scorso anno per le note vicende di Calciapoli. La dedica a Giacinto Facchetti, gli sviluppi sullo scandalo-Juve.

    Dopo lo scudetto vinto lo scorso anno a tavolino, è arrivato lo scudetto vinto sul campo. L’Inter festeggia il tricolore di una squadra da record, capace di segnare il destino del campionato con largo anticipo: dopo 18 anni e una serie interminabile di amarezze e di delusioni, solo rese più dolci dalla conquista a tavolino del titolo dello scorso anno, la società nerazzurra conquista uno scudetto sul campo, il quindicesimo della sua storia. “Finalmente”, le parole del patron Massimo Moratti, che dedica la vittoria a Giacinto Facchetti, prima giocatore e poi dirigente interista, persona fra le più stimate e stimabili del mondo del pallone italiano.

    Non c’è stata storia in questa serie A 2006-07: l’Inter è campione con 6 giornate d'anticipo, e fino alla sconfitta di mercoledì scorso con la Roma a San Siro aveva messo in fila la bellezza di 25 successi e 8 pareggi. La squadra di Roberto Mancini ha realizzato il nuovo record assoluto di imbattibilità nella serie A a 20 squadre, e il record di punti potrebbe essere stabilito di qui a poco, a seconda dell’andamento delle prossime cinque gare, le ultime della stagione, ormai con non troppo senso per la formazione nerazzurra.

    Un campionato strano, senza dubbio: senza la Juventus, retrocessa in B per responsabilità che evidentemente non potevano passare inosservate, e con Milan, Fiorentina e Lazio partite ad handicap: eppure, nessuna di esse sarebbe probabilmente riuscita a star dietro all’Inter, la cui vittoria così facile e agevole, contrastata da una neppure costante resistenza solitaria della Roma, contribuisce forse a far apparire meno meritato uno scudetto comunque conquistato a suon di vittorie.

    Se dopo la vittoria del titolo il primo pensiero è stato per Facchetti, i nerazzurri non hanno voluto dimenticare chi in questi anni di “purgatorio” ha sofferto più di tutti restando vicino alla squadra. E allora la dedica “a tutti gli interisti, che non mi hanno mai fatto mancare il loro appoggio” – dice Marco Materazzi, che molto spesso è stato l’unico italiano in campo in una formazione composta per dieci undicesimi da stranieri – “e con loro la dedica è anche per mia moglie, i miei figli, la mia famiglia”. Ah, i sentimenti. Loquace è anche l’allenatore Mancini: “E' una emozione immensa, la squadra ha fatto un campionato straordinario: vincere a cinque giornate dalla fine con 16 punti di distacco è una cosa straordinaria, abbiamo dimostrato grande carattere. Sono contento per tutti gli interisti". E non manca il riferimento ai noti fatti di calciapoli: “"E' il secondo scudetto vinto senza rubare. Lo scorso anno l'avevamo vinto, non avevamo rubato noi”.

    Parole che riportano l’attenzione sulla Juventus, proprio nel giorno in cui sulla stampa appaiono nuove rivelazioni sulle modalità di gestione di quello che continua ad essere chiamato il “sistema Moggi”. Il riferimento è ancora quello della stagione calcistica 2004/05, il cui titolo è stato revocato alla Juve e non assegnato: secondo gli investigatori della procura di Napoli, i tabulati telefonici parlano di contatti frequentissimi fra tre diverse parti: anzitutto Luciano Moggi, poi i designatori arbitrali Bergamo e Pairetto, e infine alcuni direttori di gara. Secondo l’accusa, con questo sistema furono influenzati i risultati di qualcosa come 107 partite della stagione 2004/05, di cui 79 gare di serie A, 22 di serie B e sei di Coppa Italia. Non ci sono intercettazioni, ma evidenze dai tabulati si. Cosa si dicevano Moggi, Bergamo, Pairetto e un buon numero di arbitri in quelle telefonate partite e ricevute su schede svizzere di telefonia cellulare? Sarà quello che i magistrati chiederanno ai diretti interessati.

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