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  • 02/10/2006 Turisti in Siberia (Carlo Benedetti, http://www.altrenotizie.org)

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    Nel clima di scetticismo che domina in Russia nessuno crede più alle promesse. Ma la speranza, come si sa, è l’ultima a morire. E così questo progetto del quale si parla ora sembra proprio destinato a sconvolgere - nei prossimi decenni - la vita dell’Eurasia e, in particolare, di una regione come la Siberia (10 milioni di chilometri quadrati). Tutto avviene in seguito ad un progetto di quattro paesi - Russia, Kasachstan, Mongolia e Cina - che decidono di unirsi per trasformare le caratteristiche di un intero territorio. Farne un immenso centro turistico internazionale, collegato all’occidente con nuove arterie stradali, nuove linee aeree e ferroviarie. E, soprattutto, dotato di moderne strutture turistiche capaci di rispondere alle esigenze di un pubblico internazionale. Progetto del secolo? Per ora tutto è sulla carta, ma già il mondo del business mondiale è allertato. Si muovono aziende che operano nel campo delle costruzioni stradali, fabbriche che producono materiale ferroviario, società di telecomunicazioni... E soprattutto grandi società turistiche che puntano ad assicurarsi l’esclusiva per centri di riposo, alberghi, motel, aree di caccia e stazioni invernali. Tutti in Siberia, quindi. I primi a muoversi, ovviamente, sono i russi che hanno convocato, nella città di Barnaul - al centro della catena degli Altaj - la prima convention ufficiale del comitato organizzatore del progetto che viene chiamato “Nasc obsij dom”, la nostra casa comune. Che avrà come “padroni” anche i kazaki, i mongoli e i cinesi. Tutti interessati a sviluppare, nelle loro aree di confine con la Russia, le nuove infrastrutture.

    I primi a muoversi, ovviamente, sono i russi che hanno convocato, nella città di Barnaul - al centro della catena degli Altaj - la prima convention ufficiale del comitato organizzatore del progetto che viene chiamato “Nasc obsij dom”, la nostra casa comune. Che avrà come “padroni” anche i kazaki, i mongoli e i cinesi. Tutti interessati a sviluppare, nelle loro aree di confine con la Russia, le nuove infrastrutture.
    I russi progettano la trasformazione della regione degli Altaj e della città che ne è il centro amministrativo: Gorno-Altajsk. E coinvolgono nell’operazione turistica anche la repubblica autonoma della Burjatia con la sua capitale Ulan Ude. Una zona che è il vero cuore della Siberia con il lago Bajkal e le foreste attraversate dalla ferrovia Transiberiana: rotaie per trentamila chilometri, da Mosca a Pechino, attraverso le pianure della Manciuria e i grandi spazi della Mongolia. Novità significative dovrebbero riguardare anche Kysyl, capitale della regione autonoma di Tuva. Un’area di 170mila chilometri quadrati (con 250mila abitanti) sino ad oggi tagliata fuori dal mondo.

    Il progresso turistico dovrebbe essere favorito dal rafforzamento della rete ferroviaria che unisce Barnaul a Novosibirsk e a Novokusniesk. Ma i piani più ambiziosi riguardano la cittadina di Belokuricha una delle zone più “calde” della Siberia dove a gennaio si arriva solo ai meno 16... Qui si trovano fonti termali ed attrezzature alberghiere già funzionanti.
    Progetti anche da parte dei kasaki che dalla loro capitale, Astana, annunciano che nel Kasachstan orientale verrà realizzata una nuova località turistica internazionale presso il lago Markokol’ e che si inserirà negli itinerari turistici anche la città di Ridder che si chiamava, prima della fine dell’Urss, Leninogorsk in onore di Lenin.
    Anche la Mongolia si prepara ad accogliere turisti. Annuncia che realizzerà un complesso alberghiero nella città di Chovd. La zona - già dotata di aeroporto - sarà anche collegata alla rete ferroviaria russa e, quindi, raggiungibile dall’Europa occidentale.

    La Cina, infine. Pechino e Hong Kong si impegnano a fondo in questa avventura turistica. Puntano sulla città di Urumic (che è stata sede nelle settimane scorse di un vertice eurasiatico), sul Sinkiang, sulla catena del Karakoram e sulla regione del Pamir da dove si dirama la catena del Tien Shan.
    I gulag siberiani restano, quindi, un ricordo. E se il progetto andrà in porto troveremo - tra la taiga e le immense foreste - stazioni turistiche e hotel sino a cinque stelle...

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