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  • 31/12/2006 Disinformazione No Tav o disinformazione sull'amianto ? (Roberto Topino, http://www.osservatoriosullalegalita.org)

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    In merito alle informazioni contenute in una lettera inviata al quotidiano "La Stampa" sulla questione amianto in Val di Susa, nelle quali si commenta che i No Tav sono ingannatori che divulgano notizie false e tendenziose quando parlano di rischio da amianto, poiche' non e' vero che anche una sola fibra da amianto puo' uccidere, riportiamo i chiarimenti del dottor Roberto Topino - specialista in medicina del lavoro e membro del comitato tecnico-giuridico dell'Osservatorio - relativi alle conseguenze della inspirazione di fibre del pericoloso minerale.

    La concentrazione nell'aria di una fibra/litro mette al riparo dal rischio di ammalarsi di asbestosi (accumulo di amianto nei polmoni) ma non evita il rischio di contrarre il mesotelioma pleurico o peritoneale (tumore maligno da amianto) per il quale non esiste una "soglia" di sicurezza al di sotto della quale il rischio sia nullo: ogni esposizione all'amianto produce un rischio di cancro.

    "L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione nell'aria va pertanto evitata" (Organizzazione Mondiale della Sanità, 1986). I casi di soggetti che non hanno mai lavorato con l'amianto, ma sono vissuti in città e moriranno a causa dell'amianto respirato, sono in costante aumento.

    Vorrei aggiungere alcuni dati scientifici, che non possono essere considerati un esempio d'inganno perpetrato da mestatori ai danni di una popolazione ignara.

    Circa dieci anni fa, il compianto Prof. G. SCANSETTI (Dipartimento di Traumatologia, Ortopedia e Medicina del Lavoro dell'Università di Torino) in un articolo scientifico dal titolo "L'amianto ieri ed oggi" scriveva: "L'ultimo effetto largamente documentato, il più temibile anche per la restante popolazione, è stato il mesotelioma multiplo maligno, della pleura e del peritoneo. Se in ambito professionale nel nostro Paese ci dobbiamo attendere effetti ormai soltanto riconducibili ad esposizioni "storiche", la storia degli effetti alla popolazione generale per la (bassa) contaminazione generale è tutta da scrivere".

    Il Professore ricordava anche gli studi relativi al cancro polmonare associato all'esposizione all'amianto citando, tra l'altro, due lavori di uno studioso tedesco, Nordman, che nel 1941, con Sorge, diede anche la dimostrazione sperimentale. (NORDMAN M. Der Berufskrebs der Asbestarbeiter. Z. Krebsforsch, 1938; 47: 288-302. NORDMAN M, Sorge A. Lungenkrebs durch Asbeststaub in Tierversuch. Z. Krebsforsch 1941; 51: 168-182).

    Fra il 1943 ed il 1944 un altro studio di Wedler citò anche "carcinomi pleurici" nelle sue statistiche, tedesche, sui tumori all'apparato respiratorio degli asbestosici. (WEDLER HW. Asbestose und Lungenkrebs. Dtsch. Med. Woch. 1943; 69: 575-576).

    Il Prof. Scansetti ricordava un effetto negativo, non secondario, indotto, fra gli altri, dalle guerre: gli Americani e, più in generale, gli Alleati non credettero a questi risultati dei tedeschi - pur giunti a loro conoscenza - perché sospettati di essere menzogne manipolate ad arte - basti pensare ai lavori di coibentazione a bordo della flotta da guerra - dal nemico. Il Professore faceva notare che anche questo aveva ritardato il progresso generale delle conoscenze.

    Il lettore attento avrà notato una singolare analogia con quanto accade attualmente in Val di Susa: anche adesso i rischi relativi all'amianto vengono considerati da alcuni menzogne manipolate ad arte dal nemico NO TAV.

    Di seguito altre informazioni ricavate da studi autorevoli.

    Il Ministero della Salute sottolinea che a differenza dell'asbestosi, per cui è necessaria un'esposizione intensa e prolungata, per il mesotelioma non è possibile stabilire una soglia di rischio, ossia un livello di esposizione così ridotto all'amianto, al di sotto del quale risulti innocuo. Il decorso della patologia è molto rapido. La sopravvivenza è in genere inferiore a un anno dalla scoperta del tumore. Non sono state individuate terapie efficaci.

    L'Università di Torino (Dipartimento di Scienze Biomediche e Oncologia Umana, Sezione di Anatomia Patologica) in un lavoro del 1997 dal titolo eloquente "Implicazioni medico-legali della diagnosi di mesotelioma. F. MOLLO, D. BELLIS" riporta che: "È stato ripetutamente affermato che esposizioni molto lievi e brevi possono causare lo sviluppo del mesotelioma maligno (17,18,19 *). Ma in pratica la dose-soglia cumulativa (al di sotto della quale sia da escludere nel caso singolo la possibile azione carcinogenetica dell'amianto nei confronti del mesotelioma maligno) non è definita (22), e forse non è definibile". I documenti bibliografici citati comprendono anche edizioni della Regione Piemonte.

    Infine vorrei ricordare che siamo in Europa e che l'Italia ha recentemente recepito la direttiva 2003/18/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 27 marzo 2003, che modifica la direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione all'amianto durante il lavoro. In un paragrafo della direttiva si ricorda che: "Non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l'amianto non comporta rischi di cancro".

    Qualcuno pensa ancora che siano informazioni sbagliate sull'amianto?

    Una chiave di lettura potrebbe ricavarsi da due frasi dette da Renzo Tomatis, direttore per oltre un decennio, a Lione, dell'Agenzia per la ricerca sul cancro dell'Organizzazione mondiale della Sanità (OMS): «Vedere casi di mesotelioma da amianto - una forma di cancro terribile, in cui il malato muore tra sofferenze enormi - mi ha portato a concludere che l'unica cosa che valeva, e vale tuttora, era evitare l'esposizione all'amianto.»

    «Ci siamo beccati minacce - arrivate subito dopo il nostro lavoro sull'amianto - pressioni per il taglio dei fondi e anche "offerte" in cambio di un atteggiamento più morbido: per esempio, l'apertura di un conto segreto del quale avrei saputo il numero solo il giorno in cui sarei andato in pensione, in modo che, se interrogato, potessi negarne l'esistenza senza mentire!». L'intervista è stata pubblicata su Tuttoscienze - La Stampa - Numero 1196. Mercoledì 7 settembre 2005.

    * 17. BERTAZZI PA., PIOLATTO G. Epidemiologia mondiale ed italiana. In: Mesotelioma Maligno. Torino, Ed. Regione Piemonte. 1985, 18-31. 18. SCANSETTI G., PIOLATTO G., PIRA E. Il Rischio da Amianto Oggi. Torino, Ed. Regione Piemonte. 1985. 19. DE VOS IRVINE H., LAMONT DW., HOLE DJ., GILLIS CR. Asbestos and lung cancer in Glasgow and the west of Scotland. Br. J. Med., 1993; 306: 1503-1506. 22. DOLL R., PETO J. Asbestos: Effects on Health of Exposure to Asbestos. London: Health and Safety Commission, HMSO, 1985.

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