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  • 15/09/2006 Telecom Italia. Perche' difendere l' Inettitudine degli Imprenditori Italiani? (Domenico Murrone, www.aduc.it)

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    Scusateci, ma non capiamo questa difesa dell'italianita' di Tim e Telecom.
    Parliamo, evidentemente, del nuovo piano di Tronchetti Provera per disfarsi dei propri debiti, tramite lo scorporo e possibile successiva vendita del gestore mobile .
    Sara' perche' abbiamo in testa sempre la vecchietta che si trova appioppata una connessione adsl senza averla mai richiesta e il giornalista che sceglie di vivere e lavorare in un paesino montano convinto che la promessa di Telecom Italia -di fornirgli una connessione veloce- fosse una cosa seria. Insomma, quali garanzie di buona e lungimirante gestione hanno dato i nostri imprenditori nel settore della telefonia?

    Per poco o tanto tempo i grandi nomi della nostra finanza sono entrati nelle tlc, traendone benefici in modo piu' o meno limpido.

    Gli Agnelli sono stati i primi azionisti di riferimento nella Telecom appena privatizzata; De Benedetti ha creato Omnitel ora di proprieta' dell'inglese Vodafone; facevano parte di Blu, l'operatore che e' “morto” non appena inizio' ad operare, sia Berlusconi che Benetton.
    Quest'ultimo poi ha preferito, anziche' rischiare soldi in Blu, impresa nuova, affiancare Tronchetti Provera (Pirelli) nella conquista della “grande” Telecom. Breve e fruttuosa, per lui, fu la parentesi di Colaninno, in Telecom. Insomma in un settore innovativo tutti o quasi i “big” del Paese si sono sperimentati.
    A noi, piu' che capitani coraggiosi, pero', ci sembra di avere a che fare con inetti di sveviana memoria dove prevale “il velleitarismo, la sproporzione tra le ambizioni e le capacita', la tendenza a vivere piu' con la fantasia che nella realta'”.

    Da oltre 10 anni la telefonia mobile e' una macchina da soldi formidabile, con tassi di crescita che hanno portato l'Italia ad essere uno dei Paesi con il maggior tasso di utenze attive. Nonostante questo tesoro a portata di mano nessun soggetto e' stato in grado di avere e mantenere un solido piano industriale con gambe finanziarie adeguate.

    Ora la Telecom Italia di Tronchetti Provera, nonostante i privilegi di cui ha goduto, non trova di meglio che vendere la gallina dalle uova d'oro per poter risolvere i suoi problemi finanziari. Bah. Un fatto e' certo.
    Come dimostrano le continue lamentele che arrivano alla nostra rubrica di lettere Cara Aduc, Telecom Italia e' una societa' che non garantisce standard qualitativi in linea con gli alti prezzi che sono costretti a pagare gli utenti. A nulla e' servito l'elegante stile del Patron Tronchetti Provera per migliorare la situazione. Anzi, le operazioni di accorpamento di Tim nella pancia di Telecom (un anno fa) e il suo scorporo (previsto nell'ultimo piano) hanno comportato e comporteranno il pagamento di parcelle milionarie a banche e consulenti vari, danneggiando cosi' i piccoli azionisti.

    E non sara' lo Stato, come pur qualcuno auspica, a porre rimedio a una situazione. Non vorremmo ritrovarci una nuova Alitalia tra le mani, che continua a macinare disservizi e perdite.

    Quello che auspichiamo e' che il settore sia completamente liberalizzato, ponendo fine al quasi-monopolio di Telecom Italia nel suo essere gestore di tutta la rete fissa e, nel contempo, vendere l'accesso alla stessa ai propri concorrenti. Quindi, ben venga la separazione societaria di questo settore di Telecom Italia, ma non per creare –come crediamo possa succedere- una societa' in permanente difficolta' e, per la funzione che svolgera', giustificata nel ricevere tutti gli aiuti possibili e immaginabili dallo Stato.

    Auspichiamo invece un'acquisizione di questa societa' da parte di un soggetto terzo (magari con una partecipazione dello Stato) o da un consorzio paritario di tutti gli operatori di telefonia fissa, in modo che tutti abbiano armi pari nel fornire servizi e contenuti innovativi. Dalle indiscrezioni, sembra che un simile scenario sia una delle ipotesi allo studio.

    Ci auguriamo che venga perseguito lo spirito della ipotesi, senza sorprese. Se cosi' fosse, potremmo finalmente avere un mercato dove prevarrebbero gli operatori migliori, non quelli che grazie alla posizione dominante rifilano servizi non richiesti.


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