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  • 07/03/2007 Abolizione scatto alla risposta. Ammazzare il mercato senza vantaggi economici per il consumatore (Vincenzo Donvito, presidente Aduc, www.aduc.it)

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    La proposta del presidente dell'Autorita' delle Comunicazioni, Corrado Calabro', di abolire lo scatto alla risposta per i cellulari inserendo questa novita' nel decreto Bersani la cui discussione dovrebbe cominciare nei prossimi giorni, ci sembra pericolosa oltre che inutile.
    L'inutilita' e' dovuta al fatto che questo introito i gestori lo prenderanno da un'altra parte, proprio come sta accadendo per i costi delle ricariche.
    La pericolosita' e' perche', come gia' per le ricariche, si confermerebbe che le tariffe di un libero mercato vengono invece fissate dallo Stato.
    L'unica novita', sempre facendo il paragone con la vicenda delle ricariche, e' che l'Autorita' questa volta non si e' fatta spiazzare dal Governo ed e' stata lei a proporre al Governo di intervenire in sede di conversione in legge; un modo, per Corrado Calabro', di far notare di essere vivo e di interessarsi della vicenda. Ma, "cambiando l'ordine dei fattori il risultato non cambi", cioe' pasticcio anti-mercato era quello delle ricariche e altrettanto sara' questo dello scatto. Nella corsa a mettersi la medaglietta per chi vuole apparire piu' amico dei consumatori, non ci si rende conto che si sta solo facendo piu' male, agli stessi consumatori e alle aziende, nonche' allo Stato: un'economia in cui le tariffe sono fissate per legge non e' un'economia sana e con prospettive.
    Si arrivera' ai medesimi risultati del paradosso del mercato della Rc-auto, prezzi liberi per contratti obbligatori, anche se qui e' prezzi imposti per contratti liberi: una situazione, quella della Rc-auto, che ha portato di fatto ad un mercato dove i prezzi sono assurdi e la concorrenza praticamente inesistente.
    Noi crediamo che in un'economia di mercato che guarda al potere del consumatore bisogna creare le condizioni per l'esercizio di questo potere, non trasformarlo in prebende per sudditi. Allo Stato le proprie competenze (fiscalita' e controllo sugli abusi), alle aziende le proprie missioni (qualita', prezzo, innovazioni e business), ai consumatori il proprio potere (scelta e acquisto e non-acquisto). Se da queste separazioni si passa al minestrone di questi divieti, crediamo che il mercato venga meno, cresca il potere dello Stato, nonche' la sudditanza delle aziende alle benevolenze del Leviatano, e i consumatori, per l'appunto, divengono solo sudditi.

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