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  • 25/08/2006 Tv: Il Grande Fratello e la Logica dei Prosciutti (http://www.canisciolti.info)

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    La televisione sta seguendo la logica prosciuttesca del profitto. "Comprate Rovagnati" esclamava Mike Bongiorno in tempi non sospetti e tutto ciò che poteva essere a supporto del tintinnare frenetico del registratore di cassa era ed è benvenuto. Questo è un intervento dedicato a quelli che non guarderanno il Grande Fratello

    Da un sondaggio il 78% del campione intervistato dichiara di non aver guardato il Grande Fratello e anzi di ritenerlo, insieme agli altri Reality Show, un programma stupido e un degno esempio di Tv spazzatura.
    Ciò che è indubbio è che in questo modo di far televisione non troveremo lezioni culturalmente edificanti come se stessimo seguendo una lezione accademica o una puntata di Quark.

    Seguire le dinamiche del confessionale, con disaccorso del Cardinal Tonini che ha chiesto senza risultato (ahilui) di modificarne il termine, non ci poterà di certo ad una erudizione superiore. E non spenderei parole su rigurgiti di ogni genere e offese varie.

    La reazione che i Reality Show hanno suscitato nelle menti non assopite non è tanto moralistica ma direi alquanto olfattiva: l'odore che si diffonde nei bagni, nella doccia e vicino al cesto della biancheria sporca.
    Eppure proprio questo è piaciuto ai più. Perché? Perchè la generazione dai 18 ai 35 anni si è riconosciuta in questo amoralismo cafone, il narcisismo inconsistente dei protagonisti.

    E'comunque troppo facile attribuire la responsabilità a quel signor Costanzo, grande artefice del trash odierno. La televisione sta seguendo la logica prosciuttesca del profitto. "Comprate Rovagnati" esclamava Mike Bongiorno in tempi non sospetti e tutto ciò che poteva essere a supporto del tintinnare frenetico del registratore di cassa era ed è benvenuto. Vogliono curiosare, pettegolare, sognare che diventeranno famosi solo per aver fatto un provino o per aver rigurgitato davanti a milioni di persone? E che sia!
    Ciò che è utile è osservare il risultato di una adolescenza trascorsa davanti alla televisione che vive stimoli senza alcuna razionalità, obbedendo a impulsi momentanei e incapaci di scelte responsabili. Vi ricorda qualcosa? A me, il tipo sociale che aderisce ai grandi regimi di massa.

    Ma siamo poi così sicuri che il Grande Fratello e figli siano davvero privi di contenuto, che non ci possano insegnare qualcosa? Gli spunti sociologici sono molti.
    Gli scienziati osservano le cavie e i topi in laboratorio, somministrando di volta in volta sostanze e test.

    La situazione nella Casa sembra molto simile ad un terrario in cui i topolini organizzano la propria vita e reagiscono a dinamiche fissate dall'esterno.
    Cos'hanno in comune molti dei vincitori delle varie edizioni? Persone sull'orlo dell'emarginazione: la povera ragazza di provincia sofferente per una infanzia difficile, la ragazza di borgata con tanta voglia di un terno al Lotto, la Cenerentola sempre in cerca del Principe delle favole.
    Non è forse vero che tendiamo a proiettare sugli altri ciò che vorremmo e ciò che ci manca?
    E che dire di Antonio Leotta del GF5, candidato all'eliminazione per 7 volte, ma poi sempre confermato dagli Italiani, e poi eliminato d'improvviso. Cosa è cambiato? L'algido Antonio era il simbolo di una massa innamorata della storia di un ragazzo (lui) che dichiara a tutti la voglia di sposarsi con la donna amata (la favola di cui sopra). La punizione implacabile arriverà quando, a causa di una "scappatella" con l'eterea Annalisa, l'immagine di principe azzurro decade.

    Che dire del vincitore Jonathan, ebreo e in odore di omosessualità? Anche in questo caso, ottimi spunti.
    Si è tanto parlato di differenze razziali e di genere. Ministri della Repubblica hanno speso molte parole per affermare idee e valori che ormai, e lo dimostra questa vittoria plebiscitaria, stanno tramontando e non vengono vissuti dai giovani come reali motivi di discriminazione.
    E' proprio così, Tremaglia e Buttiglione hanno perso una splendida occasione per starsene zitti e infuriare una polemica su questioni via via marginali per la generazione cresciuta a pane e Costanzo.
    Tuttavia più che dell'opportunità di certe trasmissioni dovrebbero allarmarci i segnali che ci arrivano da questi esperimenti "in vitro". Siamo attratti dal pettegolezzo, dalla banalità e non solo anche dalla pratica quasi cruenta dell'esclusione: votare, telefonare, mandare sms per eliminare l'antipatico.
    La vera responsabilità è nel contenuto o nel contenitore? Da anni la televisione ha smesso di fornire contenuti edificanti perchè non ha più nulla da dire e perchè in quanto mezzo di comunicazione non è all'altezza.

    E' la rivincita degli ignoranti. Meglio andare al Grande Fratello che iscriversi all'Accademia di Arte Drammatica, per finire a Striscia la Notizia si fa prima ad essere andati a letto con Albano che aver studiato da comici. Meno sai e più sei. E gli intellettuali? Tacciono.
    Mentre potremmo definire le trasmissioni satellitari ma anche il leggere libri o recarsi al cinema come "cultura on demand", in altrettanto modo dobbiamo definire la televisione come incredibile veicolo di imposizione pubblicitaria e i protagonisti ne sono inevitabilmente prima attratti e poi sopraffatti.

    Inutili i moralismi dall'interno, inutili le critiche di Crepet, di Zecchi e gli altri che per vendere i loro libri associano l'immagine proprio ai soggetti che criticano.
    C'è chi dice che la nostra è ormai una società contraffatta, un mondo in cui il contatto con la realtà è mediato dalla logica dei prosciutti. Lo è sempre stata.
    Ce lo hanno insegnato i nostri antenati. La dinastia Flavia ha capito e innescato duemila anni fa ciò che è ancora attuale. Volete governare la gens italica? Volete che vi seguano ardentemente, vi inondino di sms, telefonate e impennino l'audience della vostra trasmissione? Panem et circenses. Il resto lo ha fatto la tecnologia.

    Nel Colosseo di Tito, i gladiatori si scontravano davanti a migliaia di persone che poi alla fine del combattimento decidevano della vita o della morte. Gli animi si infiammavano e l'approvazione per il potere aumentava. Notate delle somiglianze?

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