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  • 13/10/2006 Riforma Gentiloni News 13 0ttobre (http://www.canisciolti.info)

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    13/10/2006Al Senato partirà la discussione sul decreto di riforma tv

    ''Penso che l'iter del disegno di legge Gentiloni partira' dal Senato''. Lo ha detto il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti, parlando con i giornalisti a Firenze a margine del Congresso dei Ds toscani. Ai giornalisti che gli chiedevano se al Senato il governo preveda difficolta' per l'approvazione del provvedimento, Chiti ha risposto dicendosi convinto ''che questo disegno di legge non solo non teme ostruzionismi, ma vuole misurarsi con il confronto''. Ai cronisti che gli chiedevano poi la sua opinione sull'iter del provvedimento, alla luce anche delle 'aperture' venute oggi dall'Udc, e sulla possibilita' di un confronto, Chiti ha spiegato che ''il confronto parlamentare sul Ddl Gentiloni serve a migliorarlo. Nei confronti di chi vuol dare un contributo in questo senso non siamo ne' ciechi, ne' sordi ne' muti. Abbiamo la volonta' di confrontarci per migliorare. Non ci faremo invece intimidire da chi vuole fare scontro frontale, contrapposizioni e aggressione. Mi auguro - ha concluso - che ci sia questo confronto, come oggi indicano alcuni segnali vengono dall'Udc''.

    13/10/2006 Gentiloni: Il mio decreto sulla tv apre il mercato del digitale

    L'iter sulla riforma del sistema tv si e' aperto, ieri con "dei fuochi pirotecnici, e forse anche qualche polverone di troppo dal punto di vista delle polemiche", ma il ministro Paolo Gentiloni si augura che "nei prossimi giorni si entri piu' nel merito del provvedimento e ci si accorga che e' una norma che puo' aiutare il mercato televisivo ad aprirsi nella fase che va verso il digitale, che abbiamo davanti". Lo ha detto questa mattina a Montesilvano il ministro, a margine dei lavori del congresso Usigrai.

    "L'iter parlamentare - ha aggiunto - sara' certamente non breve, e mi auguro che possa essere l'occasione per un grande confronto e per migliorare le parti che e' utile migliorare". Della Rai - ha spiegato - discuteremo in vista di un successivo disegno di legge e lo faremo con un grande confronto pubblico, perche' la Rai e' un patrimonio del Paese cosi' importante che non possiamo limitarci a presentare un disegno di legge", ma lo si fara' "a conclusione di una discussione pubblica che avra' un grande peso". Parlando dell'indipendenza dei giornalisti dal potere politico, il ministro ha osservato che la tv pubblica ha "ovviamente un rapporto con la politica in tutto il mondo ma deve essere un rapporto che conquisti, a differenza di quanto e' stato nella nostra esperienza, un livello di autonomia. Si deve lavorare per un'autonomia del vertice aziendale e dell'azienda in quanto tale dai partiti, fermo restando che il riferimento al Parlamento e alla politica resta connaturato ad un servizio pubblico".

    Non e' il governo a decidere quale rete Rai andra' al digitale, visto che queste "sono decisioni dell'azienda". Lo ha chiarito questa mattina il ministro Gentiloni a margine dei lavori del congresso Usigrai, a Montesilvano. Alle accuse di banditismo e di vendetta contro Berlusconi, il ministro ha replicato osservando che "queste espressioni un po' pirotecniche, che ieri hanno suscitato un polverone, si depositeranno e mi auguro che lascino spazio al confronto parlamentare. Non credo - ha proseguito - che questo Paese abbia bisogno di parole grosse, di dichiarazioni di guerra da parte dei leader politici. Il tema e' sempre caldo per l'intreccio che c'e' tra aziende e schieramenti politici. Concentriamoci sul confronto, visto che stiamo parlando del futuro della televisione, della possibilita' di migliorarla, di aumentare la concorrenza e di migliorare l'offerta televisiva". Sul ruolo che potra' svolgere l'opposizione in merito al ddl approvato ieri, e in particolare l'Udc, il ministro ha detto di aver colto, gia' nelle reazioni di ieri delle "opinioni molto critiche" di questo partito, che ha dichiarato, pero', "l'intenzione di confrontarsi sui contenuti del provvedimento".

    13/10/2006 Giulietti: Berlusconi grida come un estremista da strada

    "Berlusconi? Urla come un estremista da strada, ma il problema è che l'ex-premier è il monopolista del settore radiotelevisivo. I provvedimenti proposti nel ddl Gentiloni sono soluzioni di buon senso, che sarebbero accolte con favore da moderati, liberali e conservatori di tutta Europa". Lo ha detto Giuseppe Giulietti, deputato DS, nell' intervista rilasciata questa mattina a RTL 102.5 nel corso di "Non stop news".

    A Berlusconi che parla di un gruppo di banditi Giulietti risponde: "Può darsi che lui sia un esperto in materia, è un linguaggio che gli appartiene, a me non interessa né userò mai tale linguaggio. Vorrei invece che il centrosinistra non si facesse impressionare dall'urlo di chi ha sempre avuto tutto. Non si tratta di danneggiare Berlusconi, nè Mediaset, ma di finirla di danneggiare le altre tv, le altre radio, gli altri giornali. L'Italia ha diritto di essere un Paese europeo, con tante radio, tv, giornali, con tanta qualità e più libertà di scelta per i cittadini".

    "Mi auguro che Berlusconi capisca - ha proseguito il deputato DS - che nel mondo non c'è solo lui, e che nel mondo della comunicazione finalmente sarà bello sperimentare più libertà e più concorrenza. Se con la Gasparri si era ascoltato solo Berlusconi, ora vorrei che venissero ascoltati tutti e che si favorisse l'ingresso di nuovi soggetti". E a Mediaset che denuncia una "vendetta politica" Giulietti replica: "Sempre lo stesso comunicato da anni. Mediaset deve comprendere che hanno diritto di vivere anche altre radio e tv. Da tempo si chiedeva di regolamentare il mercato pubblicitario, perché RAI e Mediaset raccolgono da sole il 92% degli introiti. Un Paese in regime di duopolio è un paese malato!".

    13/10/2006 Forza Italia e Alleanza Nazionale contro il decreto Gentiloni

    Bonaiuti attacca il disegno di legge Gentiloni sul riassetto del sistema radio-televisivo. "Questa mossa non è tecnica, ma strategica. Il governo Prodi -dice il portavoce di Berlusconi a Repubblica radioin questo modo distoglie l'attenzione dalla Finanziaria e colpisce con una bastonata alle gambe il maggiore e più pericoloso esponente dell'opposizione". Anche Ronchi,portavoce di An,è critico: il ddl va "profondamente cambiato".Punta il dito contro "l'arroganza del governo", così "uccide il mercato".

    "Queste sono leggi liberticide che riducono lo spazio del pluralismo nel nostro Paese" e comunque la riforma tv di Gentiloni "non va certamente in direzione delle scelte Ue perche' l'Europa chiede pluralismo mentre questa riforma non agevola la concorrenza ma si limita a danneggiare gravemente un'azienda italiana competitiva sul mercato internazionale, che da' lavoro a migliaia di dipendenti. Lo dice, conversando alla Camera, il presidente degli europarlamentari Fi Antonio Tajani.

    13/10/2006 I punti del disegno di legge Gentiloni sulla riforma tv

    Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il disegno di legge presentato dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in materia di riforma del servizio televisivo. In una conferenza stampa convocata al termine della seduta in Aula Gentiloni ha illustrato le novità contenute nel provvedimento. Aprire il mercato intervenendo sulle due strozzature storiche: pubblicità e frequenze; fissare un quadro di regole per il passaggio alla tv digitale.

    Ancora, intervenire per dare maggiori certezze e garanzie sulle rilevazioni degli indici di ascolto e, infine, rimuovere alcune parti fondamentali della legge 112 ormai superate, come il Sic e le norme previste per la privatizzazione della Rai. Sono questi, secondo il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, i grandi obiettivi del disegno di legge. Un disegno che avrà un iter parlamentare di alcuni mesi, ha dichiarato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

    AUDITEL - Uno dei passaggi del provvedimento varato oggi riguarda l'Auditel: le rilevazioni degli indici di ascolto saranno svolte anche da soggetti pubblici laddove si verificasse una non rispondenza dei campioni. Maggiori controlli, inoltre, sui soggetti che fanno le rilevazioni, anche con comitati di garanzia.

    PUBBLICITA' E POSIZIONI DOMINANTI - Il ddl Gentiloni individua nuovi criteri per la definizione di posizioni dominanti. Si stabilisce una posizione dominante nel mercato pubblicitario, quella dei soggetti che superano la soglia del 45% delle risorse. "Le tv che assumono una posizione dominante - ha spiegato il ministro Gentiloni - non diventano oggetto di multe e sanzioni. Si è pensato di applicare una diversa misura: quella della riduzione dell'affollamento orario della pubblicità, che passa dal 18 al 16%. Obiettivo di questa misura è che, al contrario delle multe, ha un evidentissimo effetto redistributivo che è l'obiettivo virtuoso che questa riforma si propone".

    UNA RETE RAI E UNA MEDIASET SUL DIGITALE - Accadrà a 15 mesi dall'approvazione definitiva della legge. Tra le norme previste nel ddl, anche l'obbligo di separazione societaria, "e non proprietaria", tra fornitore di contenuti e operatori di rete. E, una volta sul digitale, ogni singolo editore potrà ottenere un massimo del 20% della capacità trasmissiva totale. Un tetto che con liberalizzazione delle frequenze sul digitale permetterà ad ogni editore di possedere fino a 10-12 canali.

    OBBLIGO DI VENDITA PER LE FREQUENZE - Con la nuova legge sul sistema televisivo si libereranno quantità significative di frequenze. La riapertura del mercato delle frequenze "dipenderà da come le frequenze sono state acquistate. Per quelle prese attraverso la legge 2001 sulla compravendita non è prevista la restituzione allo Stato ma l'obbligo di vendita con criteri stabiliti dall'Autorità. Le frequenze acquisite di fatto invece verranno restituite allo Stato e messe a gara.

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