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  • 12/12/2008 Caso Europa7. Sottosegretario Romani, cosa c'e' da esultare?

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    Caso Europa7. Sottosegretario Romani, cosa c'e' da esultare?

    "La questione e' risolta, in maniera definitiva: non esiste piu' il problema Europa 7". Il sottosegretario alla Comunicazioni , Paolo Romani, esulta per la sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato lo Stato ad un risarcimento di un milione di euro, che noi cittadini dovremo pagare. Non capiamo il perche' dell'esultanza di Romani: la sentenza ha riconosciuto che i diritti di Europa 7 sono stati violati e per tanto tempo. Oltre al risarcimento danni, che Europa7 stimava in tre miliardi di euro, c'e' ancora aperta la questione delle frequenze assegnate dal Governo all'emittente che non ha mai potuto iniziare le trasmissioni a livello nazionale, in quanto Rete 4 le occupava.
    Il proprietario di Centro Europa 7, Francesco Di Stefano, si era gia' dichiarato insoddisfatto "nel 1999 ho ricevuto una concessione per coprire l’80% del territorio e il 95% della popolazione. Dopo quasi 10 anni, oggi mi hanno assegnato un canale che copre, effettivamente, il 18% della popolazione e il 10% del territorio”. Su questo punto e' stata presentata un'interrogazione parlamentare (1) dalla senatrice Donatella Poretti, ancora senza risposta.
     
    Ripetiamo. Perche' esulta Romani? Cosa c'e' di positivo in una vicenda che, a distanza di 10 anni, ancora non si e' conclusa? Le frequenze insufficienti, una multa a carico della collettivita'.
    La sentenza del Consiglio di Stato conferma che la violazione c'e' stata, un sistema televisivo tutt'altro che libero dall'ingerenza dei partiti in Rai e dal conflitto di interessi (Mediaset). Cosa c'e' da esultare?

    12/12/2008 Poretti-Perduca (Radicali): le frequenze assegnate a Europa 7 sono del tutto insufficienti? Interrogazione

    Interrogazione parlamentare a seguito dell'assegnazione delle frequenze televisive a Europa 7, dopo 10 anni di attesa e contenziosi giudiziari, l'hanno presentata i senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, Radicali eletti nelle liste del Pd, in cui chiedono al Governo di evitare ulteriori strascichi davanti ai giudici e ulteriori costi alla collettivita', visto che le frequenze assegnate sono molto piu' ridotte rispetto a quanto hanno sancito le sentenze di Consiglio di Stato e Corte di giustizia europea.

    Il comunicato stampa dei senatori
    Il Governo ha assegnato a Centro Europa 7 le frequenze televisive del canale 8 in banda VHF, dopo circa 10 anni di contenzioso che hanno coinvolto Tar, Consiglio di Stato e Corte di giustizia europea, che in definitiva hanno imposto il rispetto di quanto previsto nel 1999: le frequenze spettanti alla societa’ devono coprire l’80% del territorio e tutti i capoluoghi di provincia. Ma il proprietario di Centro Europa 7, Francesco Di Stefano, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Il Sole 24 Ore: “nel 1999 ho ricevuto una concessione per coprire l’80% del territorio e il 95% della popolazione. Dopo quasi 10 anni, oggi mi hanno assegnato un canale che copre, effettivamente, il 18% della popolazione e il 10% del territorio”. Davanti al Consiglio di Stato e’ ancora pendente un procedimento attivato da Centro Europa7, che vedra’ un’udienza conclusiva il 16 dicembre prossimo, per ottenere un risarcimento danni fino a 3,5 miliardi (se nessuna frequenza fosse stata assegnata) o fino a 2,160 miliardi se fossero state assegnate le frequenze previste.
    La questione e’ quella che per tutti questi anni ha opposto Rete 4 di Mediaset, che avrebbe dovuto cedere le frequenze per trasferirsi sul satellite e che non lo aveva mai fatto perche’ mancava per l’appunto il piano di assegnazione delle frequenze.
    Per questo motivo, con il senatore Marco Perduca, ho rivolto un’interrogazione al ministero dello Sviluppo Economico per sapere se quanto affermato da Francesco Di Stefano corrisponde al vero e, in caso positivo, se il ministro non intenda concedere immediatamente le frequenze dovute a Europa 7, evitando ulteriori strascichi giudiziari e costi alla collettivita’, visto che l’eventuale, ma probabile, risarcimento sarebbe a carico delle casse pubbliche.

    Questo il testo:

  • Qui il testo dell'interrogazione

    http://www.aduc.it

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