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Lo Tsunami del 26 dicembre (26/12/2004)

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Quello del 26 dicembre è stato il peggiore terremoto/maremoto degli ultimi quarant'anni. Ha devastato l'Asia sud orientale colpendo luoghi di alto flusso turistico uccidendo migliaia e migliaia di persone, soprattutto bambini. Il mare ha invaso la terra disseminando morte. Il terremoto ha colpito alle 7.59 locali (2.59 italiane) al largo di Sumatra e si è allargato con scosse multiple fino alle isole Andaman.

Questo fenomeno, lo tsunami, è stato definito 'l'11 settembre della Natura', ma in quei pochi secondi del 26 dicembre, lo tsunami ha fatto piu' vittime di quante il terrorismo, e le guerre poi decise per combatterlo, ne abbiano fatte in dieci anni.

Tsunami è un termine giapponese, che in Italia viene indicato con il termine di Onda Anomala: si tratta di una serie di onde oceaniche gigantesche generate generalmente da movimenti tellurici con epicentro sul fondo del mare. Queste onde assorbono l' energia dei terremoti percorrendo anche migliaia di chilometri lungo l'oceano, per poi abbattersi su tutto quello che trovano lungo il loro cammino, sprigionando la notevole quantità di energia assorbita.

Qualcuno ha definito lo tsunami del 26 dicembre 'l'11 settembre della Natura' ma in quei pochi secondi del 26 dicembre, lo tsunami ha mietuto piu' vittime di quante il terrorismo, e le guerre poi decise per combatterlo, ne abbiano fatte in dieci anni.

Gli Tsunami nascono spesso sotto la superficie del Pacifico e si abbattono con la forza di un cataclisma sulle coste asiatiche o americane. L'energia sprigionata dai movimenti tettonici sul fondo marino acquista una forza crescente nel tempo grazie a due fattori: la profondità del mare nelle zone del terremoto rispetto alla profondotà in vicinanza delle coste, e la grandezza dell'Oceano, che consente all'energia di moltiplicarsi durante il percorso dell'onda. Quando l'onda arriva nelle vicinanze della costa, incontra i fondali più bassi, ed allora l'energia che fino ad allora è stata verticale si sviluppa in orizzontale , devastando il territorio.

E' anche possibile che uno tsunami non si formi subito come una gigantesca onda, ma puo' assumere in un primo momento le sembianze di bassa marea: le acque prima si ritirano dalle coste per poi riversarsi su di esse sotto forma di onde gigantesche.

Il Giappone fu travolto, nel 1960, da uno tsunami che si abbattè sulle sue coste alla velocità di 750 chilometri orari.
Anche l'Italia è, potenzialmente, un'area soggetta agli tsunami, a causa della posizione peninsulare e della elevata sismicità di alcune regioni. Gli episodi più significativi hanno colpito l'Italia meridionale, specialmente le coste pugliesi, siciliane e calabresi, e sono legati ai terremoti che si sono verificati nel 1627, nel 1693, nel 1783 e nel 1908.

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