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17/04/2007 Tsunami nelle Isole Salomone. La testimonianza di un missionario (Luciano Capelli, http://www.korazym.org)

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Una lettera di padre Luciano Capelli, responsabile del Don Bosco Technical Institute Henderson, di Honiar. Il punto della situazione a due settimane dallo tsunami che ha colpito il Paese, in particolare la diocesi di Gizo.

L'intera diocesi di Gizo (gestita dai Domenicani da 50 anni) si sta lentamente riprendendo dallo shock iniziale del terremoto più forte mai sentito e dell’onda Tsunami di 5 metri avvenuta l’1 aprile mattina alle ore 7.30 locali. Gizo si preparava a ricevere la croce dei giovani in preparazione per la Giornata mondiale della gioventù a Sydney. Invece ha avuto una croce tutta diversa per la popolazione intera.

Gizo è una delle isole nel west Solomons, famosa per i fondali marini stupendi, un altro centinaio di isolette le fanno corona (situata a circa 350 Chilometri da Honiara). È il centro sia di turismo (quel poco che c’è) sia per le tonnerie del famoso “Solomon Tayo”, che insieme alle grandi riserve di legname dell’isola di New Georgia e Russel contribuiscono notevolmente all’economia nazionale. Gran danno dunque non solo alla gente ma anche ad una vena importantissima dell’economia nazionale.

Non essendoci comunicazione alcuna tra le Isole non si può ancora sapere nulla di sicuro sui veri danni recati dalla grande ondata e ci vorrà molto tempo per stabilire l'esatta entità dei danni. Ufficialmente i morti sono solo due, una bambina di 12 anni annegata e una donna caduta sotto le macerie della sua "casa" nella cittadina stessa (il bilancio purtroppo è salito nel frattempo – n.d.r.). Le case infatti di Gizo (5.000 abitanti) sono tutte in legno e rare sono quelle a due piani. Nelle tante isole circostanti (un centinaio) i pescatori vivono in villaggi sulle spiagge, in capanne di "bush material" (piante locali e foglie).

La maggioranza delle Isole sono piccole e piatte e quindi si possono immaginare i danni ingenti sia alle capanne che ai campi. Le notizie ufficiali parlano di ondate tra 3 e 5 metri di altezza precedute da un fortissimo terremoto. La cattedrale di Gizo è stata divisa in due dal terremoto e il resto del disastro è stato fatto dalle onde.

A rendere le cose più difficili, l’isola di Gizo non ha nessuna piantagione di cocco, l’acqua ha sempre scarseggiato e i pochi “gardens” (campi) sono stati distrutti. La sopravvivenza è dunque l’urgenza immediata, la ricostruzione e riabilitazione dei garderns e delle strutture dovrà seguire immediatamente. Prima di parlare di ricostruzione c’è però urgentissimo bisogno di acqua, viveri, vestiti. Vari si stanno impegnando individualmente ma i macchinari nazionali stentano a coordinare gli interventi.

Intanto la nostra scuola si è attivata. La nostra insegnante di Home Economics Mrs. Doris Dakey ci ha raccontato le urgenze dell’isola di SIMBO Island. L’isoletta di Simbo si trova a metà strada tra Gizo e Nila, a nord est di Gizo, non lontano dall’isola di Bouganville (chiamata anche North Solomons ma facente parte della regione della Papua Nuova Guinea, da poco autonoma dopo una lunga lotta per il controllo delle miniere d’oro dell’isola).

2000 abitanti in 5 villaggi. Di questi il più grande è Taparay, con circa 1000 abitanti, situato sulla parte da dove è arrivata l’ondata Tsunami. Il villaggio è andato totalmente distrutto, le risorse d’acqua inquinate dal mare, mancano vestiti, acqua, viveri. Gli abitanti si sono rifugiati sulla vicina collina. I villaggi di Riguru, Nasuru, Lengana e Nasasimbo sono pure stati fortemente colpiti. Vari abitanti sono dispersi. Mancano viveri, acqua, vestiti, materiale per ricostruire le capanne (il bush e’ stato totalmente distrutto).

La nostra scuola di Honiara, “Don Bosco Technical Institute”, (foto a destra) si è impegnata ad assistere questi 5 villaggi. Facciamo un appello a tutti coloro che si vogliono unire a noi per inviare il prima possibile un carico prezioso di medicinali, acqua, cibo, vestiario, attrezzature per ripulire i campi. A questo seguirà un impegno per la ricostruzione delle strutture più importanti e per aiutare la ripresa della vita normale nei villaggi. Un grazie a chi vuole darci una mano: da soli possiamo fare poco ma insieme possiamo fare molto.

Per contatti:
Fr. Luciano Capelli, sdb
Don Bosco Technical Institute Henderson,
Honiara, Solomon Islands
Email: lcapelli@donbosco.org.sb  
Tel: 677 94595 / 677 36222/ fax 36512

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