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13/05/2008 Terremoto in Cina, almeno 10mila morti (http://www.lanuovaecologia.it)

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I danni del terremoto in Cina

Il sisma che ha scosso ieri la regione sud-occidentale del Paese è il più grave da 32 anni. Almeno due grossi impianti chimici nella zona di Shifang sono andati distrutti, seppellendo centinaia di operai e lasciando uscire un liquido inquinante che ha costretto a evacuare migliaia di persone/ LINK: Un'area a rischio ambientale
Un terremoto di 7,6 gradi Richter ha scosso ieri una vasta regione della Cina sud occidentale, causando circa 10.000 morti, secondo un bilancio provvisorio del governo. Le vittime sono destinate però ad aumentare man mano che i soccorritori si avvicinano all'epicentro del sisma, la provincia del Sichuan, una zona montagnosa al confine con il
Epicentro del terremoto in Cina

Tibet che è tuttora isolata. Un precedente bilancio parlava di oltre 8.700 morti. "La situazione è più grave di quanto avessimo stimato e abbiamo bisogno di più gente qui per aiutare", ha detto in nottata il primo ministro Wen Jiabao in un'intervista televisiva dal quartier generale dei soccorsi nella città di Dujiangyan, il più grosso centro abitato dell'area, cento chilometri dall'epicentro.

"I soccorsi sono la priorità assoluta del governo", ha incalzato il presidente Hu Jintao, che ha decretato la mobilitazione generale. In una sola contea, quella di Beichuan con oltre 150.000 abitanti, ci sono stati 10.000 feriti e l'80% degli edifici è distrutto, secondo l'agenzia ufficiale Nuova Cina. E' il più grave sisma da 32 anni, dopo quello del 1976 che fece ufficialmente oltre 240.000 morti nella città di Tangshan, nella regione dell'Hebei (Nord ovest). Vittime ci sono state sicuramente nelle regioni dello Shaanxi, Gansu e a Chongqing, che con i suoi 30 milioni di abitanti è uno degli agglomerati urbani più grandi del mondo. Notizie di scuole, ospedali, fabbriche che sono crollati seppellendo migliaia di persone sotto le macerie - il sisma ha colpito in pieno orario di lavoro e di lezioni - sono arrivate da varie parti della Cina.

La furia della natura si è scatenata poco prima delle 14:30 locali (le 08:30 italiane) con epicentro nella località di Wenchuan, circa 100 chilometri a nord del capoluogo Chengdu, a una profondità di diversi chilometri. Il colpo è stato fortissimo, di 7,8 Richter secondo gli ultimi dati dell'Ufficio sismologico cinese. Hanno fatto seguito più di 300 scosse di assestamento che hanno portato a scena di panico in diverse città della Cina. Anche nella capitale Pechino, ad oltre 2.000 chilometri di distanza, la terra ha tremato per due o tre minuti, inducendo gli impiegati che lavorano nei grattacieli del centro a precipitarsi nelle strade. La scossa si è sentita in posti ancora più lontani come Shanghai sulla costa orientale della Cina, Hong Kong su quella meridionale e addirittura in paesi vicini come la Thailandia ed il Vietnam.

Almeno due grossi impianti chimici nella zona di Shifang sono andati distrutti, seppellendo centinaia di operai e lasciando uscire un liquido inquinante che ha costretto a evacuare migliaia di persone. Le autorità si sono affrettate ad assicurare che la gigantesca diga delle Tre Gole, che si trova lungo il corso dello Yangtze, il fiume che taglia in due il paese scorrendo in una serie di regioni tra cui il Sichuan, non ha subito danni. Cinque centrali elettriche sono state chiuse. I primi soccorritori arrivati sul posto hanno riferito che tutta la strada che da Wenchuan arriva a Dujiangyan, è stata distrutta dal sisma, rendendo più difficile il compito degli oltre 6.000 uomini dell'Esercito di Liberazione Popolare mandati a soccorrere la popolazione. Nella stessa Dujiangyan sono almeno mille gli studenti e professori morti sotto le macerie di una scuola completamente rasa al suolo; inoltre è crollato un ospedale.

I danni sono tali che in molte zone ci sono località inaccessibili, che i militari stanno cercando di individuare e di raggiungere con gli elicotteri, e spesso a piedi. "Abbiamo bisogno urgente di tende, viveri, medicine e sistemi di comunicazione satellitari, dovete lanciarceli col paracadute", ha detto Wang Bin, segretario del Partito comunista a Wenchuan e responsabile del distretto, che è riuscito a lanciare una richiesta di aiuto con un telefono satellitare, secondo l'agenzia Nuova Cina. La rapida risposta del governo non ha evitato il sorgere di voci allarmistiche, secondo le quali era previsto un nuovo terremoto per la notte, che avrebbe colpito Pechino tra le dieci locali della sera e la mezzanotte.

La notizia è stata diffusa rapidamente dal tam-tam che viaggia su Internet e sui messaggi dei telefoni cellulari, che citavano come fonte l'Ufficio Sismologico di Pechino. La smentita, affidata all'agenzia Nuova Cina, è arrivata quando già era iniziata in alcune città la corsa all' accaparramento dei beni di prima necessità. Nel Sichuan, migliaia di persone hanno passato la notte all'aperto per il timore di scosse di assestamento, secondo testimoni. La contea di Wenchuan, nella quale è stato individuato l' epicentro del terremoto, si trova nella prefettura di Aba, dove si sono svolte alcune delle più massicce proteste anticinesi della locale popolazione di etnia tibetana delle scorse settimane.

13/05/2008 Cina, arresti per proteste ambientaliste (http://www.lanuovaecologia.it)

Un arresto e cinque fermi per aver organizzato una protesta silenziosa e pacifica. I manifestanti contestano la costruzione di un impianto petrochimico e per la produzione di etilene alla periferia di Chengdu, nella Cina occidentale

Una persona è stata arrestata e cinque fermate dalla polizia in relazione alle proteste contro la costruzione di un impianto petrolchimico nei pressi di Chengdu, nella Cina occidentale. Lo scrive oggi il giornale Notizie di Pechino, secondo il quale altre due persone sono ricercate per gli stessi fatti. "La polizia - afferma il quotidiano - li ha accusati di aver diffuso messaggi attraverso Internet e altri mezzi, incitando a creare disordini con dimostrazioni o marce".

La scorsa settimana alcune centinaia di persone hanno condotto a Chengdu una marcia di protesta chiedendo che venga annullata la decisione di costruire un impianto per la raffinazione del petrolio e la produzione di etilene alla periferia della città. La protesta, silenziosa è pacifica, è stata organizzata attraverso email e messaggi inviati con i telefoni cellulari.

Le stesse modalità sono state usate l'anno scorso a Xiamen, sulla costa orientale della Cina, da studenti e professori universitari che hanno organizzato delle manifestazioni contro la costruzione di una fabbrica inquinante. Un altro episodio analogo si è verificato a Shanghai, dove l'obiettivo della protesta è stato il progetto per il prolungamento della linea del treno a lievitazione magnetica, che ne prevede il passaggio in una zona residenziale. In entrambi i casi i progetti sono stati sospesi.

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