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25/05/2008 Cina: Dopo il terremoto è allarme rosso (http://www.canisciolti.info)

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Nella regione cinese di Sichuan il terremoto del 12 maggio scorso ha causato 55 mila morti, 25 mila dispersi, più di 4 mila orfani, ha distrutto città, villaggi, case, ospedali, scuole, ha lesionato dighe, sfaldato montagne, divelto argini e ,non ultimo, ha minato la sicurezza dei siti nucleari militari. Per le autorità di Pechino i luoghi potenzialmente radioattivi rimasti sotto le macerie sono sicuri ma dalle ultime notizie sembra che le unità di soccorso stanno intervenendo su 15 sorgenti ancora a rischio.

Il pericolo è che dagli impianti più vecchi, costruiti con scarsa attenzione alle regole antisismiche, la fuga di radioattività possa invadere la rete idrica e contaminare le zone agricole e i centri abitati. L’inaccessibilità di alcune aree ha reso lo Sichuan una regione strategicamente importante per gli impianti nucleari militari la cui costruzione ha avuto inizio con il programma atomico lanciato da Mao Zedong negli anni Cinquanta.

Secondo quanto pubblicato dall’agenzia di stampa Reuters il numero dei siti rimasti sepolti sarebbe salito a 50. Per il vice ministro per la tutela ambientale, Wu Xiaoqing, le fonti che rappresentano una minaccia di contaminazione sono 15, tutte non ancora raggiungibili: tre sorgenti risultano ancora sepolte mentre le altre 12 sono sotto il costante monitoraggio dei tecnici. L’area del disastro comprende il centro di ricerca di Mianyang, principale laboratorio cinese per lo sviluppo di ordigno nucleari, e numerosi siti di stoccaggio per le armi atomiche; nel raggio di 100 chilometri dall’epicentro del sisma si trova inoltre l´Impianto 821di Guangyuan dove viene prodotto di plutonio usato nelle testate nucleari.

Da Washington il portavoce del Dipartimento di Stato, Tom Casey, ha confermato che, a quasi due settimane dal disastro, gli Stati Uniti non sono in possesso di informazioni sufficienti per stabilire se strutture stanno causando fughe di radioattività o altri pericoli imminenti. Il rischio di contaminazione non è comunque l’unico pericolo a cui far fronte: nella zona del Sichuan più colpita dal sisma sono presenti più di 100 industrie chimiche e petrolchimiche, il 75% delle quali è stato costretto ad interrompere la produzione per i danni che potrebbero aver riportato durante il terremoto del 12 maggio scorso, la cui intensità ha raggiunto i 7.9 gradi della scala Richter e al quale hanno fatto seguito più di 175 scosse di assestamento. Per quanto riguarda le vittime le autorità hanno reso noto che al 23 maggio il bilancio ufficiale parla di 55.740 morti e 24.960 dispersi.

http://www.canisciolti.info

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