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  • 14/09/2010 Torre del Greco: “Il depuratore industriale danneggerebbe ulteriormente il mare” (Arnaldo M.Iodice, http://www.lapilli.eu)

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    depuratore



    Il mare di Torre del Greco non potrebbe reggere la costruzione dell' “eco-mostro” che la società Wisco vuole far nascere a Santa Maria la Bruna, perchè andrebbe ad “incidere negativamente” sullo stato delle acque costiere, interessando anche le coste dei Comuni vicini, danneggiando in questo modo l'ecosistema marino, la salute della popolazione e le attività comunali. È questo il succo della “valutazione preliminare degli effetti sull'ambiente marino lungo la costa di Torre del Greco (Na) per la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione da parte delle officine Grandi Riparazioni di Trenitalia S.p.a.”, redatta dalla Prof.ssa Maria Triassi, responsabile del Laboratorio di Igiene degli Alimenti e di Indagini Microbiologiche ed Ambientali della Federico II, e dal dott. Paolo Montuori, responsabile del Laboratorio di Chimica Ambientale presso la stessa università. Scopo della ricerca, risalente alla fine del 2007, è quello di valutare l'impatto ambientale che potrebbe essere determinato dall'attività che si intende svolgere nell'impianto che dovrebbe essere costruito, vale a dire il “trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi che, dopo il trattamento, saranno sversate nelle acque antistanti la costa di Torre del Greco”.
    Questo studio si era reso necessario perchè, stando a quando dichiarato dalla Triassi, “dall'esame della documentazione fornita dal Sindaco, risulterebbe effettuato solo uno studio idrogeologico dell'area su cui insisterà l'impianto e non vi è alcuna valutazione sugli impatti ambientali legati all'attività di trattamento e smaltimento dei reflui”. Lo studio precedente, dunque, non teneva conto di “tutte le componenti naturalistiche ed antropiche interessate dall'attività di trattamento reflui e le interazioni tra queste ed il sistema ambientale preso nella sua globalità”. In più, alla Triassi mancavano “i dati relativi alle portate ed alle caratteristiche dei liquami in entrata e in uscita dall'impianto”, visto che i documenti forniti erano relativi allo studio geologico, condotto “unicamente per stabilire la compatibilità delle opere murarie”. Per questi motivi il team della Federico II, munito di pinze e bottigliette sterili, tra i mesi di settembre ed ottobre 2007 ha effettuato sei prelievi di acqua marina lungo il confine tra Torre del Greco ed Ercolano, sulla Litoranea, tra Torre del Greco e Torre Annunziata e a Villa Inglese (nei pressi della proprietà di Trenitalia). I risultati di questi studi hanno portato la professoressa a giudicare negativamente la costruzione dell'impianto di depurazione, in quanto “appare evidente che le acque costiere di Torre del Greco (Na) presentano uno stato trofico [relativo alla nutrizione N.d.a.] ed un livello di contaminazione microbiologica che richiederebbe interventi di bonifica e di ripristino ambientali”.
    Altro che “depuratore dei veleni”, dunque: qui servirebbe solo un depuratore vero e proprio per pulire una volta per tutte il mare. “Queste condizioni – continua la Triassi –, non consentono, allo stato attuale, la realizzazione di un impianto di depurazione che andrebbe ad incidere negativamente sullo stato trofico delle acque costiere, interessando tra l'altro anche le coste dei comuni antistanti”. Oltre all'incremento del carico organico, difatti, l'impianto della Wisco (che si prefigge di depurare anche reflui pericolosi contenenti elementi tossici e solventi che, secondo la Triassi, non possono in nessun caso essere sversate nel mare di Torre del Greco, in quanto questo non “è in condizioni di ricevere un tale carico inquinante”), potrebbe “determinare fenomeni di distrofia acuta [una degenerazione strutturale e funzionale N.d..a.] con alterazioni che si ripercuoterebbero negativamente sui principali settori economici del Comune”.
    I reflui trattati dall'impianto della Wisco, in pratica, potrebbero generare effetti sulla fauna marina con riduzione del pescato, morie e riduzione delle specie più pregiate, nonché alterazione dei sapori dei prodotti ittici. In più si avrebbero “effetti sulla salute umana per la possibilità di contrarre infezioni intestinali, polmonari, cutaneomucose ed allergiche”, oltre che “effetti sulla pesca e su attività, quali lo sport nautico e la pesca subacquea […], sul turismo e l'attrattiva dei luoghi dovuto ad inquinamento estetico delle acque”. Questo, in pratica, sarebbe il prezzo che i cittadini torresi dovrebbero pagare nel caso in cui la Wisco riuscisse a vincere la partita e costruire il depuratore. Ovviamente, in cambio di niente


    http://www.lapilli.eu

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