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  • 18/01/2006 Il diritto di recesso nei contratti fuori dagli esercizi commerciali (Pietro Moretti e Domenico Murrone, www.aduc.it)

    Ricerca personalizzata

    Il nuovo Codice del consumo regola, agli articoli dal 45 al 68, i contratti conclusi al di fuori degli esercizi commerciali (o per strada o in alberghi o su autobus) e i contratti a distanza. Le normative sono molto simili, ma con delle distinzioni. Sono comunque contratti particolari per i quali vale il diritto di recesso entro 10 giorni lavorativi, previsto a garanzia dei soli consumatori privati (acquisti senza partita iva), che si differenziano da quelli conclusi recandosi in un negozio ad acquistare un capo d'abbigliamento o firmando nella sede di una scuola per frequentare un corso d'inglese. E' per questo motivo che molte societa' attrezzano lussuose sedi in cui portare i potenziali clienti. Spesso il consumatore incantato dallo sfarzo, pone poca attenzione a cio' che firma e il recesso non si puo' esercitare.
    In questa scheda spieghiamo i contratti negoziati fuori dai locali commerciali, tra cui sono comprese le vendite a domicilio, per strada, nell'ambito di fiere o durante escursioni organizzate dal venditore.

    Il diritto di recesso (o di “ripensamento”)
    Per le vendite avvenute fuori dai locali commerciali, si puo' recedere senza penalita' e senza darne alcuna giustificazione, inviando al venditore una lettera raccomandata a/r entro dieci giorni lavorativi dalla data di sottoscrizione del contratto.

    Da quando decorrono i 10 giorni?
    - Se l'acquisto e' avvenuto senza la presenza del venditore (ad esempio per posta tramite catalogo), o se quest'ultimo aveva mostrato o illustrato un prodotto o modello differente da quello poi acquistato, i dieci giorni lavorativi decorrono dalla data di ricevimento del prodotto.
    - Se invece il venditore avesse fornito informazioni incomplete o inesatte sul diritto di recesso (vedi qui sotto “L'obbligo per il venditore di informare il consumatore sul diritto di recesso”), si puo' recedere entro sessanta giorni dal giorno di ricevimento del prodotto acquistato.
    Nessuna penale e' prevista a carico del consumatore per aver esercitato il recesso.

    Restituzione del prodotto
    Il bene deve essere restituito, a spese del consumatore, in normale stato di conservazione (ovvero, deve essere custodito e adoperato con cura) nella modalita' e nei tempi previsti dal contratto.
    Qualora sia stato effettuato un pagamento, il rimborso al consumatore deve avvenire gratuitamente entro 30 giorni dalla data in cui il venditore e' stato informato del recesso.
    Se il venditore non dovesse provvedere spontaneamente, conviene intimare il rimborso tramite una raccomandata A/R di MESSA IN MORA.
    Attenzione: non esiste il diritto di recesso per acquisti fatti con partita iva, per acquisti inferiori a 26 euro, e per servizi di cui si e' gia' usufruito.

    Esclusioni
    Attenzione, non esiste il diritto di recesso per i contratti relativi:
    - alla costruzione, vendita, e locazione di beni immobili;
    - alla fornitura di prodotti alimentari o di uso corrente consegnati con scadenza regolare;
    - alle assicurazioni;
    - agli strumenti finanziari;
    - a servizi che sono gia' in erogazione.

    Obbligo per il venditore di informare il consumatore sul diritto di recesso
    Il nuovo codice del consumo impone al professionista di fornire al consumatore, per iscritto, il termine, la modalita’, e le condizioni per l’esercizio del diritto di recesso. Inoltre, sempre per iscritto, il professionista deve indicare le generalita’ (denominazione, sede, indirizzo) del soggetto verso cui si puo’ esercitare il diritto di recesso e a cui puo' essere restituito il prodotto. Tutto' cio' deve essere riportato direttamente sulla nota d'ordine, separatamente dalle altre clausole contrattuali, ed in caratteri tipografici uguali o superiori a quelli delle altre informazioni li' presenti. Per i venditori che non forniscono queste informazioni, o lo fanno solo parzialmente - di fatto ostacolando il diritto di recesso – sono previste sanzioni dai 516 ai 5165 euro.

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