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  • 12/12/2008 TLC. Antitrust multa H3G di 200 mila euro per "Tre.Dati Abbonamento" (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    L'offerta prevedeva il pagamento di un canone mensile di 19 euro e la possibilità di consumare 5 GB al mese di traffico dati, me se si superava quella soglia la bolletta saliva, e di molto. Ma l'informazione sulla tariffa extrasoglia non era adeguata, la possibilità di monitorare il superamento non era garantita e non c'erano informazioni immediate sulla presenza di aree non coperte dal servizio. Queste le motivazioni con le quali l'Antitrust ha sanzionato come pratica commerciale scorretta, vietandone l'ulteriore diffusione, la pratica adottata dalla società H3G con l'offerta "Tre.Dati Abbonamento" commercializzata insieme al modem "ADSL Modem USB" fra ottobre 2007 e ottobre 2008. La multa irrogata: 200 mila euro.

    L'intervento, ricorda l'Antitrust nel Bollettino, è scaturito dalle segnalazioni di chi aveva aderito all'offerta e da 19 richieste di intervento di consumatori arrivate al Call Center dell'Autorità. Quali i costi aggiuntivi? Il prezzo del servizio una volta superati i 5 GB al mese di traffico dati veniva tariffato in kilo byte ed era pari a 0,60 euro per ogni MB consumato più uno scatto di apertura sessione pari a 0,15 euro. Questo nelle aree servite dalla rete di H3G in modalità HDSPA o UMTS. I costi invece salivano a 2,00 euro per MB consumato più lo scatto di 0,15 euro nelle aree non coperte dalla rete di H3G ma da rete di altro operatore in modalità roaming GPRS. Informazioni comunque difficili da reperire e da controllare perchè il software per monitorare il traffico dati fornito da H3G non garantiva la corrispondenza fra i byte conteggiati durante la navigazione in internet e i byte registrati ai fini della fatturazione.

    Già a luglio l'Antitrust era intervenuta disponendo la sospensione in via cautelativa delle attività dirette al recupero coattivo, presso gli utenti, delle somme relative al traffico dati effettuato oltre la soglia di 5 GB/mese, e la sospensione delle recupero delle somme relativa al traffico dati effettuato in roaming GPRS.

    Alla fine del procedimento, l'Antitrust ha deliberato che si tratta di "pratica commerciale scorretta", ne ha vietato la diffusione e ha disposto per H3G una sanzione di 200 mila euro. Scrive infatti l'Autorità: "La condotta assunta dal professionista, che ha determinato per i consumatori un pregiudizio economico significativo dovuto non solo all'insufficiente comunicazione delle condizioni economiche e tecniche di un servizio innovativo, ma anche alla scarsa affidabilità dei sistemi di rilevazione dei consumi di traffico dati in byte, riconosciuta dalla stessa H3G, è caratterizzata da un elevato grado di offensività, in considerazione, altresì, della pretesa avanzata dal professionista di ottenere pagamenti della spettanza dei quali è egli stesso a dubitare. Infatti, la consapevolezza da parte del professionista di una situazione di incertezza nella propria pretesa recuperatoria appare dimostrata dal riconoscimento di rilevanti sconti in favore dei consumatori che abbiano effettuato le contestazioni in questione".

    12/12/2008 CONCORRENZA. Antitrust sanziona RCS e Vodafone per rubrica "Info Tech" (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Gli esperti Vodafone rispondevano alle domande dei lettori de "Il Mondo" in una rubrica promozionale nella quale si finiva per consigliare prodotti e servizi della compagnia. Per l'Antitrust si tratta di pubblicità ingannevole tra professionisti. 160 mila euro di multa a Vodafone e RCS.

    La rubrica si chiamava "Info Tech", era a cura degli esperti Vodafone ed è stata pubblicata sulla rivista "Il Mondo" nell'ottobre 2007. Si trattava di risposte ai quesiti dei lettori sull'uso del telefono: una clientale business che chiedeva informazioni cui seguiva la risposta dell'esperto, che partiva da un'introduzione generale per poi illustrare servizi e prodotti a marchio Vodafone. Per l'Autorità Antitrust, era "pubblicità ingannevole tra professionisti". Il messaggio "è da ritenersi ingannevole in quanto idoneo ad indurre in errore i destinatari circa la natura pubblicitaria dello stesso pregiudicandone il loro comportamento economico". Da qui la sanzione: 160 mila euro per Vodafone Omnitel e 160 mila euro per RCS Periodici Editori che pubblica la rivista.

    Nella rubrica, un riquadro posto sul lato destro dell'articolo indicava che era a cura di esperti Vodafone ("Gli esperti di Vodafone rispondono ai quesiti dei lettori"). Ma non basta a chiarire la natura del messaggio.

    Secondo l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, alla quale è stato richiesto un parere, sebbene sia presente tale riquadro "il messaggio - si legge nel Bollettino dell'Antitrust - non pone in adeguata evidenza la natura pubblicitaria della comunicazione in assenza del marchio dell'operatore e della struttura editoriale della rubrica, assimilabile a una comune rubrica informativa. Inoltre, la formulazione delle risposte è sempre preceduta da considerazioni di carattere generale come è proprio dello stile comunicazionale delle rubriche informative".

    Una valutazione ribadita dall'Antitrust. La rubrica contestata, afferma l'Autorità, è stata redatta "al fine di promuovere presso gli utenti business i servizi di Vodafone e, in particolare, lo smartphone, il servizio mail e la tecnologia HSDPA".

    Rileva dunque l'Antitrust: "Elementi, quali la strutturazione del messaggio come rubrica di informazione, la sua impostazione grafica simile a quella utilizzata per altri articoli presenti nella rivista, l'indicazione utilizzata per denominare la rubrica ("Infotech") con caratteri grafici simili a quelli utilizzati per gli altri articoli di informazione presenti sulla rivista e nella specifica sezione ove era riportato ("Hitech"), la presentazione di domande accompagnate dall'indicazione di nominativi non di fantasia bensì di persone fisiche che hanno effettivamente posto domande alla redazione de "Il Mondo" inducono il lettore a ritenere che la comunicazione abbia un carattere meramente informativo". Mentre il riquadro con l'indicazione che la rubrica è curata da esperti Vodafone "non vale a rendere riconoscibile ai destinatari che la rubrica segnalata ha un carattere promozionale". Da qui la considerazione che si tratta di pubblicità ingannevole tra professionisti e le due sanzioni di 160 mila euro.

    http://www.helpconsumatori.it

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