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  • 09/09/2009 Rimborso Iva sulla Tarsu, dal 20 settembre Adoc mette a disposizione gli uffici (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Ricerca personalizzata

    Dal 20 settembre gli uffici dell'Adoc saranno a disposizione dei cittadini per approfondire la questione della restituzione dell'Iva pagata quando c'era la Tarsu, ovvero la tassa sui rifiuti, precedente all'attivazione della Tia, l'attuale tariffa. "La Corte costituzionale ha definitivamente stabilito che la Tarsu è un tributo e pertanto non è soggetto all'Iva - evidenzia il presidente dell'Adoc di Gorizia, Ugo Previti - mentre, invece, anche a Gorizia nelle bollette l'imposta sul valore aggiunto era stata applicata".

    "Quando l'attività della nostra associazione riprenderà a pieno ritmo, dopo il 20 settembre - aggiunge Previti - verificheremo i tempi che potrebbero rientrare nel provvedimento di restituzione dell'Iva, visto che la richiesta di restituzione riguarda i precedenti 10 anni, ma da almeno 7 c'è la Tia. I cittadini goriziani che intendono approfondire la possibilità di farsi rimborsare l'Iva sulla Tarsu, che era del 10% sull'importo base, dovranno presentarsi nei nostri uffici con le vecchie bollette per consentire ai nostri legali di effettuare le valutazioni. È chiaro che senza le ricevute di pagamento non sarà possibile procedere nei confronti del Comune per chiedere la restituzione di questa imposta impropriamente pagata".

    Anche l'Adoc di Gorizia, dunque, si sta attrezzando per consentire il recupero di quei soldi, anche se non tutti, molto probabilmente, avranno conservato le ricevute del pagamento della Tarsu, visto che si tratta di bollette risalenti per lo meno a 7 anni fa. "Del resto - sottolinea Previti - vale la pena mettersi a cercare nei cassetti, visto che, pur non essendo cifre elevate, si tratta comunque di qualche soldino che può tornare nelle tasche degli utenti e di questi tempi qualche euro in più fa senz'altro comodo".

    05/05/2009 Aumenti TARSU, Federconsumatori Abruzzo: un insulto (VC, http://www.helpconsumatori.it)

    I continui aumenti della TARSU suonano come un'offesa per gli utenti. E' la denuncia di Federconsumatori Abruzzo che commenta: "bassa qualità tecnologica, raccolta differenziata a livelli minimi, mancanza di competitività tra imprese per favorire un moderno sistema di raccolta e trattamento degli RSU, danno un solo risultato: aumento delle Tariffe" .

    "Standard di qualità e di quantità relativi alle prestazioni erogate; confronto con le Associazioni sull'adeguatezza dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato fissati nel contratto di servizio alle esigenze dell'utenza sono due punti centrali, previsti dalla legislazione nazionale, ma mai applicati a Pescara, per cui i cittadini, senza neanche conoscerne il perché devono pagare un servizio senza che ci sia trasparenza sulle modalità della crescita del costo tariffario", aggiunge Federconsumatori che annuncia: "nei prossimi giorni, si riunirà la Consulta Giuridica, per un esame attento della situazione in atto con l'intento di sviluppare iniziative di difesa dei redditi dei cittadini pescaresi, di fronte ad un aumento di tariffe che non trovano giustificazioni rispetto alla qualità e quantità del servizio erogato".

    11/03/2009 MDC Palermo: "No ad aumento della tarsu a fronte di un servizio mal gestito" (GA, http://www.helpconsumatori.it)

    Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) di Palermo dice no all'aumento della tassa sui rifiuti, voluta dal Sindaco della città siciliana per risanare il deficit dell'azienda Amia. "Non firmando l'atto per la definizione delle procedure di sanzionamento penale - spiega l'associazione dei consumatori in un comunicato - il Sindaco dimostra una convivenza con la dirigenza dell'Amia che ha trascinato, negli ultimi anni, in una situazione economica disastrosa".

    "Già nel 2007 - ricorda MDC Palermo - i cittadini palermitani hanno dovuto pagare con l'aumento della tarsu, il deficit dell'Amia. Ancora una volta il Sindaco ricorrerà all'aumento della tassa sui rifiuti per risanare una situazione disastrosa". MDC denuncia il fatto che "in qualsiasi città civile e democratica là dove un manager di una azienda legata a una municipalità sbaglia nel sistema imprenditoriale e determina una situazione deficitaria, viene licenziato e non premiato con sistemi elettorali di comodo".

    "Ricordiamo che il Sindaco ha l'obbligo morale e di tutela degli interessi della collettività che rappresenta. Il movimento difesa del cittadino - conclude il comunicato - darà mandato ai propri uffici legali di verificare le condizioni di tutela dei cittadini da un aumento incondizionato della tarsu a fronte di un servizio mal gestito

    28/11/2008 Cittadinanzattiva: rifiuti, è caos bollette e si paga a peso d'oro (BS, http://www.helpconsumatori.it)

    Un caro bollette caotico. Rifiuti a peso d'oro. E un servizio di smaltimento che a volte meno funziona, più si paga. La spesa annua più elevata si registra in Sicilia con 280 euro. Le tariffe più care d'Italia scattano a Siracusa, città in cui la spesa per lo smaltimento dei rifiuti urbani è di 400 euro, quattro volte quella della città meno cara, Reggio Calabria con 95 euro. In alcune città gli aumenti dell'ultimo anno sono da record: a Pordenone e L'Aquila si registrano rincari del 30% e a Rieti del 29%. Sono i dati resi noti dall'Osservatorio prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva che ha analizzato il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani in termini di costo per una famiglia tipo di tre persone con reddito lordo complessivo di 44.200 euro e una casa di proprietà di cento metri quadrati.

    In generale la media annua più alta si registra in Sicilia (280 euro) e la più bassa in Molise (117euro). Ma ci sono differenze notevoli anche all'interno di una stessa regione: in Sicilia, a Ragusa (198 euro) e Caltanissetta (172,5 euro) la Tarsu arriva a costare meno della metà di Siracusa. In Lombardia la Tarsu pagata a Milano (262 euro) supera di 135 euro la Tarsu pagata a Cremona (127 euro). Nel Lazio, il servizio a Latina costa 279 euro, ben 140 euro in più rispetto a quanto si paga a Viterbo (139 euro).

    In media, in un anno la famiglia-tipo ha sostenuto nel 2007 una spesa di 217 euro per il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, con un aumento del 3,8% rispetto all´anno precedente. Ben 11 le città che hanno fatto registrare incrementi pari o superiori al 10% rispetto al 2006, e ulteriori otto quelle che hanno fatto registrare incrementi pari o superiori al 20%: Pordenone (+30%), L´Aquila (+30%), Rieti (+29%), Trieste (+28%), Taranto (+26%), Ragusa (+25%), Siracusa (+24%), Cagliari (+20%). Secondo i dati Istat, da gennaio 2000 a ottobre 2008 l´incremento registrato a livello di tariffe rifiuti è stato del 47,5%.

    "Come dimostra il caso dei rifiuti, l´escalation delle tariffe locali è ormai un fenomeno fuori controllo, del tutto ignorato da Governo e Parlamento che avrebbero potuto inserire nelle misure anticrisi il loro blocco per il 2009 e l´eliminazione della addizionale provinciale - commenta Giustino Trincia, responsabile politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva - Da Tarsu a Tia, per le tasche dei cittadini il risultato è quasi sempre un aumento delle spese: nel 2007, in ben 38 capoluoghi di provincia le tariffe rifiuti sono aumentate oltre il tasso di inflazione (2,6%). La situazione socio-economica, ambientale e sanitaria del nostro Paese richiede di far pagare di meno il servizio rifiuti ai molti cittadini in difficoltà, di produrne tutti di meno e di puntare sulla raccolta differenziata".

    http://www.helpconsumatori.it

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